Riparte il processo De Tomaso nel giorno in cui l’industria torinese torna a sorridere / il video

di Federico Gervasoni e Davide Urietti.

Nel giorno in cui riparte il processo per il fallimento della ‘nuova’ De Tomaso, che nel 2012 ha portato alla perdita del lavoro oltre 900 persone a Torino e a Livorno, i dati rilevati dall’Unione Industriale torinese mostrano un crescente ottimismo da parte degli imprenditori.

La consueta indagine trimestrale ha rilevato un’inversione di tendenza già nel 2015 che è, poi, proseguita nei primi mesi del 2016. La grande maggioranza delle aziende manifatturiere e dei servizi presenti sul nostro territorio ha chiuso lo scorso esercizio con un bilancio favorevole: fatturato in crescita, risultato economico positivo, investimenti in aumento, indebitamento in riduzione.

“I risultati della nostra indagine sono confortanti, forse più di quanto fosse lecito aspettarsi in un contesto globale non brillante – commenta la presidente dell’Unione Industriale, Lucia Mattioli -. Probabilmente anche le riforme avviate dal governo in questi mesi hanno contribuito a rilanciare l’economia e a garantire perciò un trend positivo”.

Sia il comparto manifatturiero sia quello dei servizi sono ottimisti sulle prospettive per il prossimo triennio. Nel primo caso si rinforzano le stime sull’occupazione che passa dal +1,2% a +8,1, così come nel secondo caso da +11% a +12,3%.

Tutt’altro clima rispetto a quello del decennio precedente, che ha lasciato molte scorie nel sistema produttivo italiano e torinese in particolare. Ad esempio, il caso dell’azienda automobilistica De Tomaso, storica produttrice di auto sportive come la “Pantera” e la “Mangusta” che ha visto il vecchio proprietario Gian Mario Rossignolo, oggi imputato, insieme al figlio Gianluca, comparire in aula per l’inizio del processo. I manager sono accusati infatti a vario titolo di bancarotta fraudolenta, false fideiussioni e violazione della legge fallimentare. In mattinata, fuori dal Palazzo di Giustizia, una ventina di ex operai dell’impresa automobilistica hanno protestato contro i vecchi dirigenti colpevoli di non aver fornito loro una soluzione a seguito del fallimento della ditta. “Protestiamo per ricordare che centinaia di persone sono rimaste a casa senza reddito” – ha detto Romeo Vincenzo, delegato della Fiom.
Il presidio iniziato nella prima fase della mattinata, ha vissuto un unico momento di tensione quando dal tribunale è uscito Claudio Degrade, ex capo del personale dell’azienda di Grugliasco, e alcuni operai hanno cercato di raggiungerlo.

Il processo per il crac, per un problema di notifiche è stato rimandato al primo giugno.

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