Sarà #unpaesepergiovani?

A saperlo interpretare (prima ancora che a sapervi interagire), Twitter sui giovani dice tanto. L’invito è a cercare l’hashtag #unpaesepergiovani e scorrere le centinaia di cinguettii.  “Ci vogliono Onestà e Meritocrazia, per cui stando le condizioni attuali siamo messi proprio male” scrive laconico un utente. Altri parlano dei giovani del Sud, costretti a spostarsi per avere qualche chance in più. Ci vorrebbero più borse di studio, investimenti in Università e ricerca, creazione di nuove opportunità lavorative.Ma qual è la reale percezione dei giovani rispetto alla politica, a 17 giorni dalle elezioni? Non basta twittare per comunicare con le nuove generazioni, non sarà un “wow” forzatamente giovanilistico ad avvicinare il presidente del Consiglio al mondo dei nativi digitali, né saltuarie quanto farlocche interpellazioni internettiane per guadagnarsi la loro simpatia. O peggio l’ Empatia, per gli amici Empy, facendosi immortalare in compagnia di amorevoli quadrupedi dai nomi improbabili.

Nella gran folla dei sondaggi che si affannano a psicanalizzare la popolazione per intercettare intenzioni di voto, lo scaglione 18-30 anni è il grande preferito. Un giorno lo scoop è il ciclone Grillo, il giorno dopo la scoperta imperdibile è la preferenza per Pdl e Lista Civica. Dato costante è quel numero che oscilla tra il 10 e il 20% di indecisi e/o sabotatori, indispensabile per infarcire di luoghi comuni e smarrite ideologie le ultime 180 battute degli articoli.

Il quotidiano La Stampa chiama a rapporto i rappresentanti dei sei grandi partiti in corsa per le elezioni, invitandoli a rispondere a sei domande sulle politiche Under 30. “Tutta l’azione di governo va orientata a dare più lavoro, in particolare a giovani e donne”, dice Bersani. “Più incentivi per assumere gli Under 30”, gli risponde Monti. Osa ancora di più Berlusconi, assicurando alle aziende che investono nei ragazzi un taglio di tasse e contributi per 5 anni. Il leader di Rivoluzione Civile Ingroia si erge a paladino della meritocrazia, mentre Giannino di Fare per fermare il declino propone politiche di riduzione dell’Irap.

Grandi assenti le proposte di Grillo, che ha rifiutato di rispondere facendo sapere di non essere interessato. Un atteggiamento che stride violentemente con lo slancio determinato e propositivo di quel 27% di 18-30enni intenzionati a votarlo, almeno stando ai sondaggi attuali  (domani chi lo sa).

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