“Scaccomatto all’Occidente”, il romanzo profezia di Costa sulla guerra del terrore

“Un romanzo per raccontare la storia”. E’ descritto così ‘Scaccomatto all’Occidente’, il libro presentato ieri sera al Circolo dei Lettori dal giornalista Vincenzo Tessandori, uno dei maggiori esperti italiani di terrorismo. L’autore è un torinese illustre, Antonio Maria Costa, che ha lavorato tutta la vita nel campo delle relazioni internazionali, tra l’Onu e l‘Unione Europea.

Da questa esperienza è nata la decisione di scrivere “non un’autobiografia, perché a nessuno verrebbe in mente di leggerla – ha spiegato l’autore – e nemmeno un saggio, che sarebbe rimasto chiuso nelle biblioteche universitarie. Ho scelto il romanzo perché garantisce tensione al racconto, e i temi toccati si prestano troppo a diventare noiosi”. Già, i temi: il filo conduttore è la crisi dell’egemonia occidentale sul pianeta, sfiancata dalle sfide poste dalla Cina, dalla Russia e dal Medio Oriente. La voce narrante è quella di un giornalista torinese, Pierre Bosco, un uomo volitivo e solare che viaggia per il mondo alla scoperta dei segreti più oscuri della politica. E i richiami all’attualità si incrociano con il racconto: l’ascesa e la crisi della Cina, il crudele mondo della finanza, l’egemonia tedesca in Europa. Fino ai più drammatici eventi delle ultime settimane, quelli legati al terrorismo. Nel testo – scritto nel 2014 in lingua inglese e tradotto quest’anno in Italia – si parlava già di come i paesi occidentali stessero fornendo armi e addestramento ai miliziani dell’Isis. Una battuta sull’attentato di Parigi è inevitabile, e lui da navigato uomo delle istituzioni non perde l’equilibro “La situazione attuale impone la massima cautela, lo Stato Islamico è una minaccia terroristica e politica che bisogna tenere sotto controllo. Diverso sarà se gli jihadisti si impossesseranno di armi chimiche: in quel caso il problema diventerà militare e sarà necessario porre su quel piano la risposta”.

In chiusura c’è spazio anche per l’Europa: “Oggi l’Unione è dominata dalla Germania, un Paese troppo grande per il Vecchio Continente ma troppo piccolo per il mondo”. A chi gli chiede un commento sulla moneta unica, Costa offre un sorriso teso: “Guardi, io sono uno di quelli che ha lavorato di più per far nascere l’Euro, che doveva essere la forza dei Paesi europei. E invece sta diventando la rovina di quelli mediterranei oltre che il motore dell’economia di Berlino. Non mi faccia dire nulla”. Tutto il resto è gia scritto nel libro.

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