Scajola: 14 proposte per dare un futuro a Termini Imerese

Uno stabilimento Fiat

Uno stabilimento Fiat

“Lei non si può permettere di dire che un ministro dice bugie!! Lei è un maleducato e un bugiardo”. Con queste parole, urlate al Senato, il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola ha replicato al senatore siciliano del Pd Costantino Garraffa, che lo aveva accusato di dire bugie sulla situazione della Fiat a Termini e sulle iniziative del Governo. Il presidente di turno dell’Assemblea, Domenico Nania, dopo aver richiamato energicamente il senatore Garraffa, ha sospeso per alcuni minuti la seduta.

Durante il suo intervento, prima dell’interruzione, Scajola ha ribadito che il governo non rinnoverà nel 2010 gli incentivi per il settore auto. “Il Governo ha ritenuto che anche in Italia sia giunto il momento di tornare alla normalità del mercato dell’auto, non rinnovando gli incentivi e intensificando invece il sostegno alla ricerca e all’innovazione”, ha detto il ministro. Che ha poi sottolineato come finora siano state presentate 14 proposte per dare un futuro allo stabilimento Fiat di Termini Imerese: verrà  dunque stilata una ‘short list’ sulle iniziative più idonee.

Scajola ha poi aggiunto che per ampliare ulteriormente la gamma delle possibili soluzioni si sta “valutando la possibilità di rivolgere un invito internazionale a tutti i soggetti potenzialmente interessati al rilancio industriale dell’area, sottolineando che sono a disposizione 450 milioni di finanziamenti statali e regionali per migliorare le infrastrutture e sostenere la ristrutturazione del polo produttivo”.

“La situazione specifica dello stabilimento siciliano – ha continuato Scajola nella informativa al Senato sulla questione di Termini Imerese – va inquadrata nella prospettiva più ampia del settore automobilistico, che nell’ultimo decennio ha subito profondi cambiamenti. Bastano pochi dati per comprendere quanto sia mutato lo scenario: in Europa il numero dei marchi automobilistici è diminuito dai 58 del 1964 agli attuali 22; il numero dei modelli in produzione, per contro, è aumentato da 72 a più di 200”. Il problema, secondo il ministro, è che negli ultimi anni la produzione automobilistica è stata maggiore di quanto il mercato avesse potuto sopportare.

Il responsabile dello Sviluppo economico ha quindi sostenuto che “gli incentivi, per loro natura eccezionali e dunque temporanei, non possono però divenire la ‘regola’ con cui assicurare uno sviluppo stabile e duraturo al settore. Sono un modo per rinviare il problema, non per risolverlo”.

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