Scienza e comunicazione, il miglior ricercatore è torinese

Si chiama Sabino Maria Frassà, ha 30 anni ed è nato a Torino. Ha studiato economia tra Cambridge, Zurigo, Ginevra e Milano, ma è cresciuto professionalmente nel mondo del non profit e ora la sua vita si divide tra la ricerca scientifica e la passione per l’arte. Lo potremmo definire un talento italiano che, con le sue attività, garantisce sostegno ad altri talenti italiani.

Nel 2012 è stato, infatti, tra i fondatori del Premio Cramum, dedicato alle giovani eccellenze dell’arte contemporanea, e dal 2010 è segretario generale della Fondazione Giorgio Pardi, che si occupa di supportare la ricerca nell’ambito ostetrico e ginecologico con l’obiettivo di combattere la fuga di cervelli.

“Per avere un’idea delle attività della Fondazione Pardi – racconta il dottor Frassà – basta sapere che il 3 novembre al Policlinico di Milano è stata asportata una massa tumorale toracica a una bambina di soli 10 giorni. Si è trattato di un intervento straordinario, che le ha salvato la vita. L’operazione è stata condotta dal dottor Nicola Persico, che la nostra Fondazione ha riportato in Italia da Cambridge”.

Nel corso dell’ultimo congresso nazionale del Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana) Sabino Frassà ha vinto il premio come miglior ricercatore under 36, grazie a uno studio sull’alimentazione delle donne in gravidanza e sull’efficacia della comunicazione nel mondo della sanità. “La ricerca è nata da una domanda semplice – spiega – Quanto la comunicazione in ambito sanitario è davvero efficace? In che modo l’informazione modifica le abitudini alimentari?”. L’indagine ha coinvolto circa 1600 donne tra i 18 e i 42 anni e ha fatto emergere dati allarmanti: “Abbiamo scoperto che i blog non specialistici vengono considerati più affidabili dei quotidiani cartacei quando si tratta di nutrizione e che ci si fida più del medico di famiglia che di specialisti dell’alimentazione”. Il problema principale, racconta, è che “molte persone collegano i discorsi sull’alimentazione a una questione di semplice benessere e non di salute fisica, come dovrebbe essere”. Non c’è quindi da stupirsi che il 60% del campione non conosca le raccomandazioni basilari per la salute in gravidanza, come il consumo regolare di pesce e l’importanza di vitamina D e acido folico. “Questi sono solo alcuni dei dati che abbiamo raccolto – precisa – altri sono ancora in fase di elaborazione e verranno pubblicati nei prossimi mesi”.

Nella vita di Sabino Frassà però, oltre alla ricerca, c’è posto anche per l’arte. Due interessi apparentemente distanti, ma legati da un unico filo conduttore: la passione per la divulgazione. “Ho una sorta di ossessione per la comunicazione. La mia idea è che arte e ricerca non possano essere autoreferenziali, ma debbano cercare di diventare il più possibile comunicative ed efficaci”. Non a caso il tema del prossimo premio Cramum sarà ‘A chi parla l’arte contemporanea?’. Le dieci opere finaliste verranno esposte a Milano dal 10 al 18 maggio e una giuria decreterà il vincitore. “In questa quarta edizione vogliamo concentrarci proprio sulla diffusione del messaggio artistico e su come esso possa cambiare la visione che gli spettatori hanno dell’arte”.

 

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