Sciopero nazionale, i dati sui contratti scaduti

Sono scesi oggi in piazza baristi, addetti alle pulizie, dipendenti di agenzie di viaggio e altri lavoratori del settore terziario di tutta Italia: oltre un milione di persone, tra stagionali e dipendenti fissi, è in attesa di un rinnovo contrattuale da quasi quattro anni. Di questi, centocinquantamila lavorano in Piemonte. Solo albergatori e campeggiatori, appena 28mila persone, hanno ottenuto un nuovo contratto. A Torino i dipendenti di imprese di pulizie, ristorazione, mense e farmacie private hanno aderito allo sciopero davanti alla sede dell’Epat in via Massena, per chiedere migliori condizioni e tutela dell’occupazione.
Ma quanti sono, nel Paese, i lavoratori in attesa di rinnovo? Al primo gennaio erano 7,5 milioni, quasi un terzo dell’intera forza lavoro. Gli accordi collettivi scaduti sono trentasei, alcuni da molti anni. I più colpiti sono i metalmeccanici, un milione e seicentomila sono senza contratto e le trattative per il rinnovo sono a un punto morto: l’ultimo tavolo tra Fim, Fiom, Uim e Federmeccanica non ha trovato l’accordo sul salario e sulla contrattazione aziendale. Ottocentomila sono invece i dipendenti dei trasporti con l’accordo scaduto da un anno e mezzo, ma in questo caso a frenare le trattative sarebbe – secondo Filt Cgil – il numero eccessivo di sigle sindacali coinvolte. Nel comparto edile sono attualmente aperte 17 contrattazioni differenti per il rinnovo degli accordi di seicentomila addetti del settore: solo gli operai del comparto cemento e industria – circa diecimila – hanno ottenuto il rinnovo prima della scadenza.
Infine sono saltate le trattative per i dipendenti dei banchi di credito cooperativo e del settore alimentare: in entrambi i casi la rottura è arrivata sul nodo salariale, con i sindacati che hanno rifiutato i tagli richiesti dalle aziende.

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