Serie A in vendita: i capitali stranieri pronti a comprare

Trenta scudetti in 90 anni di proprietà familiare: questa è la Juventus degli Agnelli, la proprietà più longeva rispetto a qualsiasi altro club del calcio professionistico italiano. Proprietà longeva e familiare: un binomio sempre più raro nel calcio italiano visto che contemporaneamente si fa sempre più concreta la cessione del Milan. La società rossonera che dovrebbe essere rilevata a breve dal broker thailandese Bee Taechaubol.

Questo porterebbe a tre le squadre della Serie A controllate da imprenditori o gruppi di investimento esteri. Ieri Taechaubol si è presentato a villa san Martino, residenza di Berlusconi, con un’offerta strutturata: 500 milioni di euro per il 51% del Milan, più la copertura dei circa 250 milioni di debiti. Se l’affare dovesse andare in porto, per Silvio Berlusconi significherebbe dire addio a un pezzo importantissimo, forse fondamentale della sua vita, dopo un sodalizio vincente che va avanti da 28 anni. Sarebbe l’ennesimo pezzo di Milano a finire in mani straniere: la globalizzazione, della finanza in particolare, l’hanno trasformata in una città internazionale senza più l’anima di un tempo. Così è stato – per restare al calcio – anche per l’Inter dei Moratti. Massimo è l’ultimo della famiglia di petrolieri milanesi a guidare la nave nerazzurra: 18 anni di passione che hanno poi lasciato società (e debiti) all’indonesiano Erick Thohir, il primo ad aprire questa nuova fase dei proprietari stranieri in Italia. Poco dopo toccò anche alla Roma: da due anni nelle mani dell’americano di origini italiane James Pallotta. Ma anche nelle categorie inferiori sono presenti proprietari stranieri: recentemente il Bologna è stato acquistato dall’italo americano Joe Tacopina. Mentre in Lega Pro, il proprietario del Venezia è il russo Yuri Korablin, cinese invece la proprietà del Pavia.

All’estero il fenomeno è in atto da tempo, ma con dimensioni variabili di Paese in Paese: gli esempi principali sono il Chelsea di Abramovich, il Manchester United americano dei Glazer, il Manchester City e il Psg degli sceicchi. La Premier League è il campionato più straniero del mondo: ben 12 squadre su 20 non sono proprietà di britannici. La Bundesliga è l’unico grande campionato europeo ad avere tutte le squadre controllate da proprietari ‘nazionali’.

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