Al Sermig il primo polo di chirurgia plastica gratuita: “Una missione umanitaria a Torino”

Dall’8 maggio a Torino anche le persone indigenti o i migranti senza documenti possono farsi curare patologie della pelle, ustioni, ulcere, ferite o cicatrici. Al poliambulatorio “Giovanni Paolo II” del Sermig nasce, infatti, il primo polo italiano di chirurgia plastica gratuita: un progetto ideato da Cute Project, associazione che si occupa della formazione di chirurghi plastici ricostruttivi nei Paesi in via di sviluppo, e finanziato insieme ad Aicpe (Associazione italiana chirurgia plastica estetica) onlus.

Per ora l’equipe conta una decina di medici volontari, provenienti dagli ospedali torinesi Molinette e Cto. Per due giovedì al mese uno di loro, affiancato da un infermiere e un anestesista di Cute Project, accoglierà chiunque abbia bisogno di una visita alla pelle ma non può pagare il ticket o presentarsi in ospedale. “Il nostro è un servizio che colma una lacuna del sistema sanitario, non una scorciatoia per chi non vuole fare la fila al Pronto Soccorso – chiarisce Daniele Bollero, medico responsabile del progetto – .Vorremmo fare a Torino ciò che facciamo nelle missioni umanitarie, fornire assistenza e cure a chi non le ha”.

Questo è l’obiettivo con cui Cute Project è nata due anni fa, portando a termine una missione nella Repubblica democratica del Congo e organizzando corsi di preparazione medica in Benin. Tutti i medici che vi aderiscono hanno esperienze di volontariato alle spalle, dall’Africa all’America centrale all’Asia. Paesi in cui le ustioni e il rischio di cheloidi (cicatrici estese che intaccano tessuti vicini, provocando uno scorretto sviluppo muscolare e difficoltà di movimento) sono frequenti e causate dal lavoro vicino a fiamme libere o dal trasporto di otri di acqua bollente sulla testa: “I Paesi in cui c’è più bisogno di noi sono l’Uganda, il Ghana e la Bolivia e stiamo raccogliendo fondi per arrivare lì – prosegue il dottor Bollero –. Il progetto con l’Arsenale della Pace è un’azione umanitaria a Torino, che completa l’assistenza medica che il Sermig garantisce dal 1988 alle persone in difficoltà”.

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