“Servire con lode”: così l’università si apre al volontariato

Il volontariato si appresta a diventare a tutti gli effetti uno strumento di formazione universitaria. L’iniziativa si chiama “Servire con lode” e nasce dalla collaborazione tra pubblica amministrazione, Centro Servizi per il Volontariato, arcidiocesi di Torino, UniTo e Politecnico, che a palazzo Cisterna hanno siglato il protocollo d’intesa sul quale costruire il progetto.

“È una proposta che consente ai giovani di mettere parte del loro tempo libero a disposizione delle persone in difficoltà – ha spiegato il sindaco Piero Fassino -. Compito di una comunità è anche combattere la solitudine, l’isolamento e diventare giorno dopo giorno più inclusiva. La stesura del protocollo va proprio in questa direzione”.

Il primo passo sarà quello di stilare una lista di enti aderenti (per esempio Caritas, Protezione Civile e Croce Verde) e di attività da proporre agli studenti. I particolari sulle possibilità offerte verranno comunicati direttamente dalle università sfruttando ogni canale di comunicazione interna, con l’obiettivo di costruire un bacino di potenziali volontari che includa tutti gli iscritti agli atenei torinesi. Non solo: la partecipazione ai progetti di volontariato è infatti aperta anche a docenti e personale tecnico-amministrativo, con l’idea di coinvolgere la comunità universitaria nel suo complesso. Coloro che intendono partecipare avranno a disposizione degli incontri di orientamento nei quali verrà consigliata loro la strada migliore in base alla propria sensibilità. Si è scelto di non riconoscere CFU per le attività svolte dato che, fanno sapere i promotori, questo avrebbe eliminato l’aspetto volontaristico e avrebbe richiesto una burocratizzazione della procedura che rischiava di allungare notevolmente i tempi.

“A noi stanno a cuore tanto i giovani quanto le persone che vivono situazioni disagiate – ha dichiarato l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia -. La nostra è una delle città più solidali e accoglienti d’Italia. Con questo progetto diamo la possibilità ai centomila studenti delle nostre università di condividere questo spirito, perché la didattica deve essere intesa a tutto tondo. Il volontariato è uno strumento straordinario per la formazione delle persone, per farle crescere e porre le basi per la società del futuro”.

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