La sfida della Cgil, un nuovo “Statuto” dei lavoratori

Una Carta dei Diritti universali dei lavoratori e delle lavoratrici, per la tutela di tutti: autonomi, subordinati e parasubordinati, dipendenti a tempo determinato o indeterminato, a prescindere dalle categorie di riferimento. E’ la scommessa della Cgil che ha messo a punto un documento di circa 90 articoli per ampliare e integrare lo Statuto dei lavoratori del 1970, alla luce della crisi e dei cambiamenti avvenuti in questi anni nel mondo produttivo, con l’obiettivo di farne una legge di iniziativa popolare da proporre al Parlamento.

Dopo averlo presentato a Firenze, oggi il sindacato confederale ha chiamato a raccolta centinaia di delegati e lavoratori piemontesi, riuniti al cinema Ideal di Torino per un primo confronto, al quale ha preso parte la leader dell’organizzazione, Susanna Camusso.

“La legge 300 portò la Costituzione nei luoghi di lavoro, i dipendenti venivano finalmente considerati ‘cittadini’ con i loro diritti anche dentro le fabbriche – ha affermato la segretaria – ma oggi i tempi sono cambiati, anche a causa della crisi che ha portato a un inasprimento dei rapporti di lavoro”. L’utilità di questa Carta, dunque, secondo Camusso è quella di “ampliare e integrare quel testo, per ricostruire un’idea collettiva dei diritti, superando le contrapposizioni tra le categorie e tra garantiti e non garantiti che si sono create in questi anni”.

Ma come fare per rendere effettivo il nuovo Statuto? Dopo averlo presentato in varie città italiane, il 18 gennaio saranno lanciate ufficialmente da Roma le consultazioni all’interno del sindacato che si concluderanno il 17 marzo. A tutti i lavoratori verranno sottoposti due quesiti: uno riguarda l’approvazione del testo, l’altro il mandato a proporre referendum abrogativi delle leggi che, secondo la Cgil, hanno “deregolamentato” il lavoro. Ci saranno assemblee ovunque e anche a Torino si terranno numerosi incontri per i prossimi due mesi. “Inizieremo la prossima settimana e prevediamo più di mille riunioni”, ha spiegato Enrica Valfrè, segretaria locale del sindacato. “Questa città ha visto un forte aumento del precariato e ci sono molti lavoratori autonomi. Chiederemo a tutti di portare il proprio contributo, senza temere contrapposizioni tra categorie diverse, è proprio questo il risultato che dobbiamo perseguire”, ha ribadito.

Nella folta platea del cinema Ideal c’è ottimismo al riguardo. “Mi sembra una proposta positiva, soprattutto perché parte dal basso coinvolgendo tutti gli iscritti – afferma Gianni Trovato, 56 anni, ferroviere e membro della segreteria degli autotrasportatori, Filt Cgil – poi dovremo necessariamente interloquire con le altre organizzazioni come Cisl e Uil per fare fronte comune”. Come lui la pensa Daniele Pagliarin, 50 anni, autista GTT, che ricorda l’importanza dell’arti.18, “senza quella legge, sono venute a mancare tutte le tutele, anche per i giovani, quindi ben venga questa campagna”.

La Cgil dunque gioca la sua carta in difesa di tutti i lavoratori. “In questo modo noi guardiamo al futuro – ha concluso Camusso – partendo dal lavoro, che è alla base della nostra Costituzione”.

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