Silvana Mossano racconta l’Eternit: “Sulla ricerca c’è ancora molto da fare”

Silvana Mossano conosce la vicenda Eternit per filo e per segno. Se ne occupa da anni per La Stampa di Alessandria e sulla storia della fabbrica di cemento amianto di Casale Monferrato che a causa del micidiale “polverino” ha provocato 3 mila morti per mesotelioma – un tumore della pleura per il quale non esiste cura – ha scritto due libri. “Uno stillicidio evitabile”, così lo definisce. Che l’amianto facesse male alla salute era noto fin dagli anni Sessanta. Informazioni nascoste o minimizzate dalle aziende produttrici, tra cui appunto la Eternit. Nel 2009 la Procura di Torino ha rinviato a giudizio i due proprietari della fabbrica. A febbraio lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis de Cartier sono stati condannati a 16 anni per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche. Un danno, quello provocato dalla Eternit, “di elevatissima intensità e tuttora in corso”, come si legge nella sentenza depositata lunedì. Perché il mesotelioma può avere un tempo di incubazione lunghissimo, anche di 50 anni, e svilupparsi dopo aver inalato una sola fibra di asbesto. Tra le vittime, non solo migliaia gli ex lavoratori, ma anche tante persone entrate in contatto con il polverino involontariamente. Come Marco Giorcelli, direttore del bisettimanale Il Monferrato e marito di Silvana.

In questo video la giornalista racconta le sensazioni di chi si ammala di mesotelioma e a vent’anni dal divieto di utilizzo dell’amianto in Italia fa il punto sulle bonifiche.

Ha collaborato Riccardo Di Grigoli

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