Lo sport per “guarire”, il volley contro la dipendenza da internet

“Da sportiva penso che l’attività fisica sia un’ottima via d’uscita dal cyberbullismo e dalla dipendeza da internet”, così Federica Biganzoli, ventotto anni, capitana della squadra di pallavolo Lilliput di Settimo Torinese, che aderisce al progetto Volley Tim Cup. A Torino nella sede del Telecom Lab di via Reiss Romoli si è parlato di ‘Benessere Digitale‘: uno sguardo nuovo ai problemi legati al web e ai social network.

È intervenuto all’incontro il Professor Federico Tonioni, responsabile del primo ambulatorio italiano per la dipendenza da internet presso il Policlinico Gemelli di Roma: “Le nuove tecnologie hanno portato un cambiamento notevole nelle vite delle famiglie e, in particolare, in quelle dei più giovani. Lo sport si inserisce attivamente nel processo di crescita, ormai condizionato dall’iperconnettività, e progetti come la Volley Tim Cup, che si rivolgono ad una fascia d’età particolarmente sensibile alla tematica, aiutano i ragazzi a provare emozioni vere e a intrecciare relazioni reali. Attraverso l’attività fisica, si impara a conoscere gli altri e a comprendere se stessi”.

All’auditorium Tim di via Romoli hanno partecipato 170 ragazzi delle scuole superiori di Torino, ai quali si sono rivolti il professor Tonioli e la giocatrice Biganzoli, insieme a Maurizio Salvi, esperto Information Technology di TIM e a Costanza Manfredini della squadra di serie A2 Fenera Chieri.

“Costanza ed io abbiamo spiegato agli studenti come lo sport e l’appartenenza a una squadra riesca a darti un nuovo spazio di espressione – racconta Biganzoli –. Penso che l’iniziativa della Volley Tim Cup, da un lato, dia grande eco a problemi che molto spesso vengono messi in secondo piano e, dall’altro, invogli più giovani a giocare a pallavolo, accrescendo così il numero dei nostri compagni di passione”.

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