StartAT, sei amici astigiani e la voglia di aiutare la città

Alcuni si conoscevano da sempre, altri si sono incontrati per caso in residenza universitaria, la maggior parte di loro ha trascorso insieme gli anni del liceo. Hanno intrapreso percorsi diversi: economia, finanza, marketing, relazioni internazionali, fotografia, lavoro nell’attività di famiglia. Hanno fatto esperienze negli Stati Uniti, in Danimarca, Francia, Canada, Cina e Singapore. Molti di sono passati per Milano e lì continuano a lavorare stabilmente, ma sempre con il desiderio di tornare a casa appena si può. Perché Asti è la loro città, e oltre a un naturale legame di appartenenza, sono affezionati alle persone che ci vivono e al suo territorio, che non vorrebbero veder morire.

Così Marco Boero, Francesca Bava, Sara Roasio, Marco Amico, Riccardo Forno e Marco Moiso, tutti professionisti tra i 24 e i 27 anni, hanno deciso di fare qualcosa di concreto per aiutare i giovani della loro città e a sviluppare idee innovative in campo imprenditoriale, artistico, professionale. Nel maggio scorso hanno fondato StartAT, un’associazione senza scopo di lucro che mette a disposizione uno spazio di coworking gratuito e organizza incontri formativi e workshop rivolti a chi vuole avviare un’attività e non sa bene come fare.

“L’idea è nata dalla nostra esperienza personale: Asti ha delle risorse e delle potenzialità che possono essere sfruttate al meglio, con un po’ di studio e pianificazione – spiega Marco Boero, laurea in management internazionale alla Bocconi e master alla Business School di Copenaghen, oggi commercialista in uno studio cittadino – perché arrendersi alla crisi e stare a guardarsi da lontano? Ci siamo chiesti cosa manca, che cosa serve e infine cosa si potrebbe fare per mettere in piedi un’impresa o una start up su questo territorio”.

L’obiettivo di StartAT è quello di sviluppare una sorta di punto di incontro tra studenti, lavoratori, enti e imprese, riuscire a fare interloquire mondi e persone, aziende e professionisti, chi è già nel mondo del lavoro e chi invece vorrebbe entrare a farne parte con un progetto originale, ma non sa bene come muoversi. Una bella sfida, in un momento di congiuntura economica particolarmente acuta.”Non vogliamo sostituirci a una società di consulenza, non è né il nostro lavoro né il nostro intento – sottolinea Boero – ci piacerebbe semplicemente creare una rete per condividere esperienze, confrontarsi e capire come riuscire a realizzare quello che può sembrare solo un sogno o un’ambizione”.

Boero insieme a Marco Moiso, entrato in un importante gruppo bancario dopo la laurea in finanza alla Bocconi e il master in amministrazione delle associazioni no profit alla Cattolica di Milano e a Marco Amico, il più giovane, ma quello che è da più tempo nel mondo del lavoro, aiuta gli iscritti all’associazione a redigere un business plan, a districarsi le norme fiscali e contabili, a studiare una campagna di promozione efficace, quindi suggeriscono le mosse più indicate per entrare in contatto con clienti e partner, trovare fornitori, collaboratori e finanziamenti. Sara Roasio, account in una grande agenzia pubblicitaria milanese, e Francesca Bava, nel Centro Innovazione di una società internazionale di consulenza, invece hanno da poco tenuto un workshop sulla comunicazione, con trucchi e suggerimenti per presentazioni efficaci e l’utilizzo mirato dei social network: “Sì per gli associati organizziamo periodicamente corsi gratuiti dove mettiamo in campo le nostre specifiche competenze e organizziamo incontri con professionisti ed esperti che raccontano le loro storie – spiegano – Cerchiamo di capire cosa può servire veramente alternando teoria e pratica con giochi ed esercizi che mettono i partecipanti alla prova, ma li fanno anche divertire perché le idee vengono meglio quando non ci si prende troppo sul serio”.

In StartAT non manca poi una componente più artistica e creativa rappresentata da Riccardo Forno che dopo aver frequentato scuole e accademie prestigiose si è specializzato nella realizzazione di reportage fotografici professionali che lo hanno portato a lavorare nel mondo della moda e dello still life. Forno tiene dei corsi introduttivi e dei laboratori per chi desidera cimentarsi dietro l’obiettivo e nella post produzione delle immagini. Oltre a mettere in campo le proprie professionalità, i ragazzi di StartAT sono pronti ad accogliere suggerimenti e proposte da parte di tutti.

Durante le loro presentazioni, infatti, i partecipanti possono scrivere su post-it gli argomenti che vorrebbero venissero approfonditi o richieste di consigli pratici: come scrivere un buon curriculum e una lettera di presentazione che non finisca subito nel cestino, quali sono i mezzi più indicati per promuovere un prodotto, come consultare le banche dati e presentare domanda per i fondi europei di finanziamento.

Perché Asti non è Milano, Londra o New York, ma è comunque un territorio ricco di opportunità e di persone che vogliono farlo ripartire e per uscire nell’impresa è importante condividere, ascoltare e unire le forze.

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