La street art colora TorrePellice, Piossasco e Pinerolo

Street art, graffiti e riqualificazione urbana per creare un “museo a cielo aperto quotidianamente fruibile dai cittadini”. Così Riccardo Colombo descrive lo Street Alps Festival, il progetto da lui curato che coinvolge i comuni di TorrePellice, Piossasco e Pinerolo. Il festival (il primo in ambiente pedemontano) raccoglie artisti italiani e internazionali che sono stati selezionati “per dare spazio sia a murales più geometrici-astratti sia più realistici, in modo da permettere di leggere i graffiti sia in maniera più semplice, e adatta anche ai bambini, che in modo più profondo dal punto di vista estetico”.

Le opere sono state realizzate da maggio e gli artisti saranno a lavoro fino a fine luglio, quando “verrà pubblicata una mappa che raccoglierà i lavori più importanti così da facilitare uno street art tour”, spiega Colombo. Il Festival, oltre che a riqualificare i muri e le strade dei paesi, è riuscito anche a coinvolgere gli abitanti che “ci hanno messo a disposizione le pareti delle loro case e ci hanno accolto calorosamente”, tanto che a ottobre e novembre arriveranno nuovi artisti. Tra i partecipanti di questa edizione, invece, spiccano l’inglese Borondo, l’argentino Elian, l’italiano 108 e Ana María, “AnaMarietta”, nata in Porto Rico ma operante in Texas, alla sua prima esperienza di festival italiano.

Il suo murale rappresenta un Dahu, “è una capra di montagna leggendaria molto particolare, ha delle gambe asimmetriche che gli permettono di essere veloce sui pendii montani. Io ne ho dipinto soltanto il volto, come se fosse un ritratto, con delle gemme sulle corna. Ho immaginato le corna come se fossero degli insetti attaccati alla testa, e gli occhi sono molto particolari” racconta la giovane artista, che ha iniziato a dipingere a San Juan, la capitale del Porto Rico, con degli amici prima di trasferirsi a Houston, in Texas, quattro anni fa. Le sue opere, che raffigurano animali fantastici, bizzarri e a volte misteriosi, hanno degli elementi ricorrenti, come i becchi degli uccelli e le somiglianze con gli animali marini, che nascono dall’ispirazione di un’artista laureata in Scienze Animali.

“Mi sono specializzata in animali da fattoria e dopo la laurea ho iniziato a lavorare come agronoma in una produzione di pollame. Il mio lavoro era quello di capire se l’animale era sano quindi dovevo memorizzare come lavorava il loro corpo. Mi piacciono le loro strutture e i colori e ho molta memoria fotografica, quindi quando mi siedo non penso a quali animali mischierò insieme, succede e basta. Per quanto riguarda gli animali marini, invece, venendo da un’isola mi sento molto unita all’oceano, è una cosa nostalgica” continua Ana María. Alla base del suo lavoro, il primo in Italia dopo quelli a Miami, Las Vegas, Austin e in numerosi festival, c’è un messaggio profondo, che vorrebbe scardinare la visione antropocentrica del mondo: “L’uomo crede di essere la cosa più importante sulla terra, modifica tutto per soddisfare i propri bisogni. Io invece voglio immaginare un mondo dove tutte le creature possono dimostrargli che sta sbagliando” conclude Ana María.

This entry was posted in Notizie, Young and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Comments are closed, but you can leave a trackback: Trackback URL.