Studenti torinesi: la vita è troppo cara

Il diritto allo studio è legato a filo doppio al sostegno economico. Oltre la metà degli studenti torinesi assegna come maggior fattore di preoccupazione non la difficoltà degli esami o la logistica dell’Ateneo, ma il carovita. Gli  affitti troppo pesanti (41%), l’aumento del prezzo del materiale didattico (35%), il costo del trasporto pubblico in aumento (23%) e la difficoltà nel trovare lavori part-time che gli permettano di mantenersi gli studi sono in cima all’elenco delle preoccupazioni degli universitari. A parlare sono i dati emersi da uno studio promosso da Ottica Avanzi con metodologia Woa (Web Opinion Analysis) condotto su circa 200 studenti universitari di Torino, compresi tra i 19 ed i 26 anni, attraverso un monitoraggio on line sui principali social network  -  Facebook, Twitter e YouTube  -  blog, community e forum.

E tutto questo non si cataloga solo tra i problemi pratici che investono una generazione, ma lo scopo dell’indagine era quello di approfondire le conseguenze umani ed emotive dei giovani davanti a queste difficoltà. Frustrazione e rassegnazione diventano così le reazioni più diffuse a questo eccessivo stress dovuto al caro-vita.christian louboutin outlet,ralph lauren sale uk,louis vuitton bags online,cheap michael kors bags sale,wedding party dresses 2014

In questa corsa in salita, spiega la ricerca i pochi punti di riferimento sono i genitori e la famiglia: proprio quei genitori dai quali i ragazzi (per il 60% degli intervistati) vorrebbero raggiungere l’indipendenza.
Il quadro che ne emerge, quindi, è un totale spaesamento dovuto alla contraddizione tra aspirazioni di una vita da adulto e le crescenti difficoltà a rendersi autonomi dal punto di vista economico. Cresce così la voglia di “casa” e di tornare ai luoghi di origine.

Da qui anche una richiesta di aiuto alla politica e alle istituzioni. A chi governa la città, la Regione e l’Italia, chiedono: una maggiore attenzione al diritto allo studio (59%), con particolare attenzione al numero e al valore delle borse di studio in costante calo e agli incentivi per le fasce meno abbienti, seguita dal bisogno di tutela contro gli affitti in nero (26%) e dalla richiesta di una maggiore severità finanziaria nei confronti degli atenei privati a vantaggio di quelli pubblici (21%).

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