Studiare e lavorare al CLE, un’analisi per capire come si vive al nuovo campus

Gli studenti del nuovo Campus Luigi Einaudi, in riva alla Dora, dalle loro biblioteche vorrebbero più spazi (per studiare insieme, senza il vincolo del silenzio, per pranzare con cibo proprio) e più tempo. Questi sono alcuni dei risultati dell’indagine presentata questa mattina (anche in streaming) dal consiglio degli Studenti e dalla commissione per la riorganizzazione dei servizi interbibliotecari.

 

Il Campus Luigi Einaudi, in cui studiano e lavorano ogni giorno più di 10mila persone, è tra i simboli identificativi dell’Ateneo ed è inserito nel panorama urbano come parte attiva della vita della città.

 

A oltre un anno dall’apertura degli edifici progettati da Norman Foster, e con oltre diecimila persone che lo attraversano ogni giorno, si continua a riflettere su come sfruttarli meglio: per farlo hanno i rappresentanti degli studenti hanno interrogato “gli abitanti” del Campus (il 55 % degli intervistati dice di studiare abitualmente in Lungodora).

 

La metà degli interrogati studia al Campus in compagnia dei colleghi e un terzo dice di “svolgere attività sociali” al Cle, ma quasi nessuno vi pranza. Uno degli elementi d’interesse è che le biblioteche vengono utilizzate prevalentemente come aula studio o per fotocopiare materiale bibliografico.

 

Gli studenti sono quasi tutti di Giurisprudenza e Scienze Politiche e tra le richieste più curioso chiedono di sostituire gli armadietti per gli effetti personali con “misure di sicurezza più efficienti”.

 

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