Futura

25/05/2016

Italia maglia nera in Europa per numero di laureati. Ajani:”Non si punta alle eccellenze”

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , , — Azzurra Giorgi @ 13:54

Diminuiscono le immatricolazioni e l’Italia rimane in fondo alla classifica europea riguardante il numero di laureati. Sono soltanto due dei dati emersi dalla ricerca “L’Università in declino. Un’indagine degli atenei da nord da sud“, realizzata da diciannove ricercatori di nove università italiane coordinati da Gianfranco Viesti dell’Università di Bari. Al Campus Luigi Einaudi il curatore della ricerca ha descritto i risultati più importanti, dialogando poi con il rettore dell‘Università di Torino Gianmaria Ajani e, il rettore del Politecnico, Marco Gilli.Dai risultati dell’indagine emerge che l’Italia è l’unico paese in cui diminuiscono le immatricolazioni, un fenomeno che ricorre in tutte le regioni (anche se un’analisi dell’Anvur sembrerebbe registrare un leggero aumento – 1.6% – nell’ultimo anno).

 

Secondo Viesti questo può essere ricondotto sia a un numero minore di giovani sia alla mobilità degli studenti, soprattutto per quanto riguarda le regioni del centro sud e delle isole. Ne consegue che alcune regioni del nord hanno un andamento migliore poiché attraggono studenti da diverse parti d’Italia: il Politecnico, ad esempio, ha visto migliorare le proprie immatricolazioni nel decennio 2003/4-2013/4, al contrario dell’Università di Torino che ha conosciuto un lieve calo. Nello specifico, il Politecnico è stata designata tra una delle nove università più richieste in tutte le regioni ed è, addirittura, la prima scelta per Sicilia e Sardegna; Unito, invece, risulta tra le prime dieci scelte in cinque regioni.
Gli immatricolati, però, non bastano. Viesti ricorda come i finanziamenti non dipendano dal numero di iscritti, ma soltanto da quelli in corso, e per questo il curatore della ricerca sottolinea che i “fuoricorso non sono sempre dei pigri, ma spesso hanno bisogno di più tempo perché hanno competenze diverse in base ai diplomi”.
Ci sono, però, altri problemi. Il primo è il diritto allo studio che secondo l’indagine è sempre meno garantito

 

 

 

“Con i 50 milioni previsti dalla legge di stabilità 2016 all’Università si va nella giusta direzione, ma il diritto allo studio è ancora molto poco garantito” ha detto Viesti, introducendo poi un altro problema: quello delle tasse.
Negli ultimi dieci anni in Italia sono aumentate, in media, del 60%. A Torino la crescita è stato “solo” del 25/30%. Se queste sono aumentate, a diminuire sono stati, invece, i corsi di laurea, specialmente nelle aree sociali e umanistiche.

 

 

 

 

“Temiamo che questo processo sia stato casuale, legato al pensionamento dei docenti. La riduzione non è stata ottimale perché l’Italia non ha un numero sovrabbondante di iscritti nelle scienze umanistiche anche in confronto con altri Paesi” ha detto Viesti.
Tutto questo in un contesto in cui il nostro Paese risulta spendere pochissimo per l’Università, circa 7 milioni in confronto, ad esempio, ai 27 della Germania.

 

 

Nonostante ciò, paragonando gli atenei italiani a quelli nordamericani ed europei, le eccellenze del nostro Paese sono sopra la media. “Le classifiche internazionali sono distorte, noi abbiamo preso ventisei grandi atenei pubblici italiani e li abbiamo comparati a quelli all’estero. Abbiamo scoperto che i nostri migliori atenei sono sopra lo standard estero, quelli più ‘mediocri’ sono in media”, afferma Viesti. Le qualità, quindi, sembrano esserci, ma secondo il professore serve una politica attenta ai problemi esistenti, perché si migliorino il diritto allo studio, alcune aree della didattica nei vari atenei e anche il numero di laureati.
D’accordo su questo argomento anche i vertici delle due grandi università di Torino. Secondo il rettore di Unito, Ajani, si dovrebbe “mettere la base per un progetto politica di vera riforma dell’Università. Il sistema è ingessato, non è tanto questione di un divario tra nord e sud, ma del sistema nel suo insieme. Finora non è stato scelto di investire sulle eccellenze, il Paese ha scelto in maniera implicita di puntare su atenei di serie B e C, non di serie A. In paesi come la Germania e la Russia sono state individuate aree di investimento per le eccellenze con cifre che non ci immaginiamo nemmeno. Secondo me il Paese deve pensare se vuole ancora considerare l’investimento nelle Università come un costo da tagliare o come un investimento a lungo termine”.
Secondo il rettore del Politecnico, Marco Gilli, la situazione è, forse, anche più grave: “La questione del diritto allo studio è molto peggio di quanto descritta. Dobbiamo cercare non soltanto di non allontanare studenti ma anche di attrarli, e come facciamo se università estere offrono migliori condizioni?”. I problemi, secondo Gilli, riguardano anche la mancanza di una formazione intermedia professionalizzante, che esiste, invece, in Germania e degli investimenti mirati. “La diminuzione delle immatricolazioni è inquietante, ma lo è ancora di più l’età del corpo docente. La ricerca si fa con i giovani e se questi non ci sono l’Università muore. Il blocco del turnover delle docenze è stato fatto in maniera dissennata ed è difficilmente recuperabile”, conclude Gilli, affermando poi che i problemi riguardano cose anche molto più pratiche, come l’assenza di aule.

 

04/04/2016

Prodi: “Cina, una grande opportunità per Italia ed Europa”

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , — Fabio Grandinetti @ 14:29

“Tra noi e la Cina c’è stato un lungo fidanzamento, ma mai un matrimonio”. Sono le parole dell’ex premier Romano Prodi intervenuto oggi, lunedì 4 aprile, all’incontro “Le Nuove Vie della Seta e l’Italia” alla Fondazione CRT a Torino. L’evento, a cui hanno partecipato l’ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu, il segretario generale della Fondazione CRT, Massimo Lapucci, il coordinatore del sistema TOChina, Giovanni Andornino e il rettore dell’Università di Torino, Gianmaria Ajani, arriva nel 45° anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

“I rapporti sino-europei dal punto di vista economico e commerciale sono aumentati – ha detto Prodi –, ma le speranze espresse negli incontri politici a cui ho partecipato 12 anni fa non si sono realizzate. L’Europa ha perso tante occasioni per entrare nel gioco dei destini del mondo. Il futuro, però, può essere diverso perché la Cina non è più quella che si opponeva al protocollo di Kyoto”.

Una posizione condivisa da tutti i partecipanti all’incontro: sarebbe un errore guardare Pechino con gli occhi di venti anni fa e la Nuova Via della Seta, il mega progetto per il transito di merci tra Cina e Vecchio Continente via mare e via terra, è un’opportunità cruciale per la nostra economia. “Ci saranno investimenti in nuove tecnologie e comunicazioni – ha proseguito Prodi –, ma dobbiamo essere pronti. La Cina ha acquistato metà porto del Pireo, abbandonando quelli di Gioia Tauro e Taranto, a causa delle nostre inadempienze. In questo contesto globale, mi auguro che l’Europa possa giocare un ruolo nello sviluppo dell’industria digitale; un settore, al momento, appannaggio esclusivo di Cina e Usa”.

L’ambasciatore Li Ruiyu ha illustrato le cinque priorità del 13° piano quinquennale recentemente approvato dall’Assemblea Nazionale del Popolo a Pechino: innovazione, coordinazione nello sviluppo, energia verde, apertura al mondo, condivisione di buone pratiche. “La Cina guarda con ammirazione ai processi di sviluppo piemontesi e alle sue eccellenze come la Juventus, i vini, la Fiat, Ferrero Martini – ha detto Li Ruiyu –. Il prossimo anno il nostro Paese importerà beni per 10 miliardi di dollari e l’Italia ha la capacità di soddisfare la domanda cinese”.

“Da Pechino vedono un’Europa divisa – ha detto Ajani – e un’Italia non sempre preparata a cogliere le occasioni strategiche che si presentano nel rapporto con questo Paese. La nostra università, assieme a quella di Bologna, è uno dei principali centri di studio della Cina contemporanea, specie con il sistema TOChina. Non c’è bisogno solo di traduttori, ma anche di economisti, ingegneri, avvocati, sociologi, politologi che parlino il cinese. Vogliamo formare i futuri protagonisti della cooperazione sino-italiana”.

23/03/2016

“Torino parla Europeo”: Fassino e Ajani siglano il protocollo/ il video

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Sara Iacomussi @ 13:01

Nonostante Bruxelles, nonostante gli attentati, nonostante Parigi, “Torino parla Europeo”: si tratta del protocollo, siglato questa mattina dal rettore Gianmaria Ajani e dal sindaco Piero Fassino al Campus Einaudi, per mettere insieme le risorse, gli impegni e la volontà, per promuovere una maggiore attenzione alla comunicazione sull’Unione Europea. Un evento che non è stato annullato per solidarietà e testimonianza nei confronti delle vittime e di chi ancora crede nella possibilità di un’integrazione.

“Servono politiche sovranazionali – ha spiegato Fassino – perché non c’è un tema rilevante della vita contemporanea in cui i problemi possano essere risolti diversamente. Non le decisioni nazionali, non ‘farsi più piccoli’ per proteggersi meglio, possono salvare l’Europa: chi parla di chiudere le frontiere e va contro queste logiche si illude”. Anche Ajani ha parlato di muri da abbattere: “Oggi iniziamo una stagione di condivisione di spazi e di opportunità, un giorno dopo Bruxelles e pochi giorni dopo la tragedia dei ragazzi in Spagna. Come ha detto la presidente del Senato Laura Boldrini, di fronte alla chiusura dei confini e a chi vuole rifugiarsi nei propri spazi nazionali, serve più Europa, serve mantenere gli spazi aperti”.
Dopo due brevi interventi di Fabrizio Spada, direttore a Milano della rappresentanza della Commissione europea in Italia, e di Rosario Ferrara, direttore della Scuola di Scienze Giuridiche, l’incontro è terminato con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e con una contestazione da parte di alcuni studenti nei confronti di Fassino.
La giornata proseguirà nel pomeriggio con i dibattiti “Ue: tutela dei diritti fondamentali e costruzione di uno spazio pubblico europeo” e “Islamofobia e integrazione europea: quali rischi per la libertà, i diritti e la cittadinanza?”, che si terranno sempre al Campus Einaudi.

“Torino parla Europeo”: confermato l’incontro sull’integrazione in Europa

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 09:37

“Un segno di solidarietà, una testimonianza dopo l’attacco a Bruxelles”: è la motivazione per cui l’unico evento in città di oggi non annullato è quello che si terrà fra poco al Campus Einaudi, dove il sindaco Piero Fassino e il rettore dell’Università Gianmaria Ajani parleranno di Europa ai giovani.
“Torino parla Europeo” sarà un momento per affrontare le tematiche, coisì drammatricamente attuali, dell’integrazione e della cittadinanza. A causa dell’attentato di ieri, non presenzieranno i relatori della Commissione europea, ma sindaco e rettore incontreranno comunque gli studenti, inaugurando le due mostre del Dipartimento delle Politiche Europee del Consiglio dei Ministri, già allestite al Campus. Verrà anche firmato un protocollo d’intesa per l’avvio dello sportello Europa.

Oggi ci sarà anche il vertice sulla sicurezza, in cui si discuterà di aumentare i controlli a Caselle e nelle stazioni.

15/03/2016

Fondazione CRT per l’Università: campagna per sostenere la ricerca con il 5 per mille

Filed under: Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , — Federico Gervasoni @ 12:10

Si ispira ai simboli di alcuni celebri fumetti americani la nuova campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Fondazione CRT con la Fondazione Fondo Ricerca e Talenti, per donare il 5 per mille all’Università di Torino.

All’insegna dello slogan “Diventa un supereroe, salva la ricerca: la tua firma ha un grande potere”, è stata presentata questa mattina l’iniziativa in sostegno all’ateneo torinese. “La ricerca universitaria è motore essenziale di sviluppo, crescita civile sociale ed economica – ha spiegato il Rettore, Gianmaria Ajani – e serve per dare origine a scoperte che coinvolgono la vita di tutti”.
La campagna partirà a fine marzo, con la distribuzione di cartoline e locandine a Torino e l’apertura del sito Internet www.super5xmille.it. A queste azioni istituzionali se ne aggiungeranno altre sul campo, ad esempio flash-mob sul territorio grazie all’attività di centinaia di volontari appartenenti alla community di ex borsisti della Fondazione CRT.
“Per il 2016 stimiamo che ogni euro investito in questa campagna abbia un effetto moltiplicatore per aiutare l’università – aggiunge il segretario generale della Fondazione CRT, Massimo Lapucci -. Fin dal 2012 la campagna per la destinazione del 5 per mille a favore dell’ateneo torinese è progettata e gestita dalla nostra Fondazione che ne garantisce la copertura economica”.
“Insieme ad Alma Mater Studiorum di Bologna, quella di Torino è l’unica tra le prime 20 università italiane a registrare performance positive sul valore delle entrate – conclude Ajani  – Perciò il nostro obiettivo è quello di continuare a credere in progetti come questi, fondamentali a finanziare la ricerca”.

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