Futura

25/05/2016

L’industria italiana frena, il Piemonte non si salva

Filed under: Futura,Lavoro,Notizie — Tag:, , , , — Alessio Incerti @ 12:58

L’industria italiana frena, il Piemonte anche. “C’è da ammettere che rispetto a qualche mese fa quando si parlava di ripresa, oggi la situazione è peggiorata”. Questo il commento di Luca Pignatelli, direttore del centro studi dell’Unione industriale Torino. A marzo il settore produttivo italiano ha registrato la più importante battuta d’arresto dall’estate del 2013, con una contrazione del fatturato del 3,6% rispetto al primo trimestre dello scorso anno e dell’1,6% in confronto a febbraio. Una situazione dovuta principalmente al calo degli ordinativi (-3,3%) che investe tutti i settori, dall’auto fino all’edilizia.

Una condizione che accomuna tutte le regioni italiane, con il Piemonte che sta attraversando uno stallo come spiega Pignatelli: “Bisogna essere molto accorti nell’interpretare questi dati, in particolare gli ordinativi che hanno un andamento molto oscillatorio”. E le statistiche riguardanti la produzione industriale sono la cartina al tornasole di “Un trend di crescita decisamente basso – aggiunge Pignatelli – con un tasso che non va oltre l’1% e la produzione che si preveda salga del 2,2%”. Una previsione forse troppo ottimistica vista l’attuale situazione piemontese, dove però un settore resiste: “La filiera dell’auto – prosegue Pignatelli – tiene nonostante la situazione nazionale”. Altri comparti che sembrano non risentire della frenata sono quello aerospaziale, quello della meccanica strumentale e i beni d’investimento. Crolla invece l’edilizia, in crisi da troppo tempo. Diverso il discorso per l’energia, che varia non solo in base ai consumi ma anche in base al clima.

Questa situazione di stallo, se non di indebolimento viene confermata anche da Federico Bellono, segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, che punta il dito contro il troppo ottimismo: “Si è parlato di ripresa in maniera prematura, ma la nostra esperienza ci ha insegnato a non esultare troppo presto, e infatti il lieve recupero di gennaio e febbraio è stato subito ridimensionato”. E la produzione risente anche della crisi occupazionale che sta attraversando il paese? “Nonostante qualche dato sia drogato dagli incentivi del governo per le assunzioni – evidenzia Bellono – le imprese preferiscono contratti a termine, piuttosto che a tempo indeterminato e questo è un segnale forte che la strada per la ripresa è ancora molto in salita.

04/05/2016

Sindacato in piazza per il mancato rinnovo dei contratti

Filed under: Cronaca,Lavoro,Notizie — Tag:, , , , — Tommaso Spotti @ 10:53

“Contratto, contratto!” Questo lo slogan che caratterizza lo sciopero regionale del comparto pubblico convocato da Cgil, Cisl e Uil per mercoledì 4 maggio. Il corteo sindacale si è snodato da piazza Arbarello fino a piazza Carignano attraverso le vie principali della città.

Al centro della protesta il mancato rinnovo dei contratti. “Ormai da un anno la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco degli stipendi – ha detto il segretario generale della Cgil Piemonte Massimo Pozzi – in sette anni la perdita economica è stata di trecento euro mensili, oltre a migliaia di posti di lavoro cancellati”. Particolarmente delicata la situazione degli ospedali, dove la mancanza di nuove assunzioni ha messo ulteriormente in ginocchio il sistema sanitario regionale.”Non capiamo per quale ragione il governo si rifiuti di aprire un tavolo di trattative con i sindacati – ha aggiunto il segretario regionale della Uil – noi oggi abbiamo deciso di manifestare uniti per rivendicare i diritti e la professionalità delle migliaia di lavoratori imprigionati da questa situazione”.

A fianco dei principali sindacati hanno manifestato anche i Vigili del Fuoco, che hanno scandito l’ironico coro “il pompiere contratto non ne ha!”, facendo il verso allo storico inno del corpo nazionale. “Siamo senza mezzi, senza risorse, con stipendi da fame – lamentano – questa situazione non è più sostenibile”. Per rimarcare lo stato di crisi i Vigili del Fuoco hanno portato in piazza un carrello della spesa ‘vestito’ da mezzo di soccorso: “Se la situazione zone non cambierà, ci ritroveremo a lavorare così”. Grande affluenza alla manifestazione: più di un migliaio le persone che hanno sfilato, con grande soddisfazione delle sigle sindacali.

 

 

18/01/2016

Landini:”Ovvio licenziare gli assenteisti, ma Renzi pensi di più a chi evade”

Filed under: Lavoro,Notizie — Tag:, , , — Claudio Carollo @ 15:22

I centinaia di delegati piemontesi della FIOM presenti oggi in assemblea sono consapevoli che quella per la firma del contratto nazionale tra Federmeccanica e le sigle sindacali sarà una dura battaglia. Fim, Fiom e Uilm, ne stanno discutendo avanzando la loro proposta unitaria. Ma a margine tiene banco il fresco piano del governo sugli assenteisti della pubblica amministrazione: chi timbra il cartellino senza andare in ufficio sarà sospeso dal lavoro e dalla retribuzione nell’arco di 48 ore, tempo in cui scatterà anche la procedura di licenziamento. E proprio su questo il leader della FIOM Maurizio Landini dice la sua:  “Il sindacato non ha mai difeso né chi ruba né chi non lavora. Il contratto già prevede in questi casi il licenziamento quindi, di che stiamo parlando? Il problema vero è che in certe zone del paese questo governo ha reso libero il licenziamento. A me non sembra una discussione di cui abbiamo bisogno, mi piacerebbe invece che il governo mettesse la stessa determinazione contro la corruzione e l’evasione fiscale.” In assemblea, però, i metalmeccanici sono concentrati sul confronto con le aziende che si gioca soprattutto sul nodo del salario minimo garantito come spiega Landini: “La proposta avanzata sul salario a noi non piace perchè stabilisce che il contratto nazionale non dia più salario a tutti, ma diventa il livello aziendale a erogarlo come salario di garanzia che di fatto potrebbe anche non aumentare mai. Noi pensiamo che occorra rilanciare l’idea di un contratto nazionale sia per la tutela dei diritti sia per la garanzia di un aumento salariale.” Cgil, Cisl e Uil rimangono, comunque, intenzionate a condurre le trattative decisive per gli interessi di un milione e mezzo di lavoratori. “Valutiamo da un lato positivo il fatto – dice Landini – che Federmeccanica abbia iniziato una trattativa con tutte le sigle sindacali senza discriminazione e che abbia avanzato una proposta complessiva e organica. Noi ci siamo presentati al tavolo con una piattaforma innovativa in quanto per primi abbiamo chiesto di introdurre la contrattazione annua del salario e abbiamo chiesto che il contratto nazionale recepisca le regole per cui non sono più previsti accordi separati, ma che i contratti siano validi se chi firma ha la maggioranza certificata e la maggioranza dei lavoratori li approva.”

13/01/2016

La sfida della Cgil, un nuovo “Statuto” dei lavoratori

Filed under: Futura,Lavoro,Notizie — Tag:, , , — Gianluca Palma @ 16:05

Una Carta dei Diritti universali dei lavoratori e delle lavoratrici, per la tutela di tutti: autonomi, subordinati e parasubordinati, dipendenti a tempo determinato o indeterminato, a prescindere dalle categorie di riferimento. E’ la scommessa della Cgil che ha messo a punto un documento di circa 90 articoli per ampliare e integrare lo Statuto dei lavoratori del 1970, alla luce della crisi e dei cambiamenti avvenuti in questi anni nel mondo produttivo, con l’obiettivo di farne una legge di iniziativa popolare da proporre al Parlamento.

Dopo averlo presentato a Firenze, oggi il sindacato confederale ha chiamato a raccolta centinaia di delegati e lavoratori piemontesi, riuniti al cinema Ideal di Torino per un primo confronto, al quale ha preso parte la leader dell’organizzazione, Susanna Camusso.

“La legge 300 portò la Costituzione nei luoghi di lavoro, i dipendenti venivano finalmente considerati ‘cittadini’ con i loro diritti anche dentro le fabbriche – ha affermato la segretaria – ma oggi i tempi sono cambiati, anche a causa della crisi che ha portato a un inasprimento dei rapporti di lavoro”. L’utilità di questa Carta, dunque, secondo Camusso è quella di “ampliare e integrare quel testo, per ricostruire un’idea collettiva dei diritti, superando le contrapposizioni tra le categorie e tra garantiti e non garantiti che si sono create in questi anni”.

Ma come fare per rendere effettivo il nuovo Statuto? Dopo averlo presentato in varie città italiane, il 18 gennaio saranno lanciate ufficialmente da Roma le consultazioni all’interno del sindacato che si concluderanno il 17 marzo. A tutti i lavoratori verranno sottoposti due quesiti: uno riguarda l’approvazione del testo, l’altro il mandato a proporre referendum abrogativi delle leggi che, secondo la Cgil, hanno “deregolamentato” il lavoro. Ci saranno assemblee ovunque e anche a Torino si terranno numerosi incontri per i prossimi due mesi. “Inizieremo la prossima settimana e prevediamo più di mille riunioni”, ha spiegato Enrica Valfrè, segretaria locale del sindacato. “Questa città ha visto un forte aumento del precariato e ci sono molti lavoratori autonomi. Chiederemo a tutti di portare il proprio contributo, senza temere contrapposizioni tra categorie diverse, è proprio questo il risultato che dobbiamo perseguire”, ha ribadito.

Nella folta platea del cinema Ideal c’è ottimismo al riguardo. “Mi sembra una proposta positiva, soprattutto perché parte dal basso coinvolgendo tutti gli iscritti – afferma Gianni Trovato, 56 anni, ferroviere e membro della segreteria degli autotrasportatori, Filt Cgil – poi dovremo necessariamente interloquire con le altre organizzazioni come Cisl e Uil per fare fronte comune”. Come lui la pensa Daniele Pagliarin, 50 anni, autista GTT, che ricorda l’importanza dell’arti.18, “senza quella legge, sono venute a mancare tutte le tutele, anche per i giovani, quindi ben venga questa campagna”.

La Cgil dunque gioca la sua carta in difesa di tutti i lavoratori. “In questo modo noi guardiamo al futuro – ha concluso Camusso – partendo dal lavoro, che è alla base della nostra Costituzione”.

19/11/2015

Tagli ai patronati, la mobilitazione dei sindacati in piazza Castello

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , — Federico Gervasoni @ 13:21

“I patronati con questi tagli è come dare un colpo alla solidarietà”. Gianni Cortese, segretario generale di Ital Uil Piemonte, vive così la preoccupazione dei patronati nel giorno della loro mobilitazione davanti alla sede della Prefettura, in piazza Castello a Torino. Centinaia le persone provenienti da tutta la provincia, con le bandiere di Inca Cgil, Ital Uil e Inas Cisl. “La protesta è unitaria” spiega la vicepresidente delle Acli provinciale Raffaella Dispensa.

Il Ddl 2016 propone un ulteriore taglio di 48 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 35 stabiliti lo scorso anno: il timore dei patronati è di non riuscire più a sostenere il carico di lavoro. A Torino e in provincia ci sono 77 uffici, trattano oltre 250 mila pratiche l’anno, divise in oltre cento tipologie, dalla disoccupazione, alle domande di pensione, invalidità civile, permessi di soggiorno e posizioni assicurative.

Una forma di aiuto sociale ma soprattutto un lavoro di intermediazione gratuita che nel corso degli anni ha garantito assistenza ai cittadini, in particolare quelli appartenenti alle fasce più deboli.

Negli ultimi anni il Ministero degli Interni, l’Inps e l’Inail, hanno ridotto l’organico e soppresso sedi sul territorio, mentre i patronati del CePa di Torino (Acli, Inas, Inca e Ital), hanno mantenuto personale e sedi in città e provincia. “La popolazione è già stata duramente colpita dalla crisi  e il nostro obiettivo rimane proteggere quelle persone che non hanno la possibilità di rivolgersi ai privati per completare alcune pratiche” prosegue Cortese. Il suo è un chiaro riferimento alle persone con problemi economici come gli operai oppure gli statali stessi.

Gli organizzatori del presidio sperano in una correzione di rotta: “I parlamentari ci stanno lavorando, la legge di stabilità deve essere modificata e noi ci auguriamo che non facciano diventare a pagamento il patronato”, aggiunge Franco Latona, responsabile di Inca Cgil.

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