Futura

05/04/2016

Maurizio Molinari incontra gli studenti del Campus San Paolo

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , , , — Davide Urietti @ 10:42

Il nuovo Campus San Paolo accoglie dal 25 settembre, in via Caraglio 97, gli studenti fuori sede. Multicolore, squadrata tanto da sembrare un’astronave “ma in realtà è molto di più – sottolinea Gianluca Cuccia, il responsabile della residenza universitaria – perché si integra perfettamente sul territorio. La struttura non deve considerarsi estranea al luogo in cui si trova, anzi cerchiamo di proporre sempre nuove attività per coinvolgere il quartiere”. Ad esempio, domani alle 18.30, il direttore de ‘La Stampa’, Maurizio Molinari, dialogherà con studenti e residenti del quartiere, mentre il 25 aprile proprio davanti al Campus ci sarà il ritrovo per la gara di ciclismo ‘Pedalata resistente’ al Colle del Lys.

L’accoglienza, così come la voglia di integrarsi, è di casa nella residenza San Paolo. Nel corso di questi mesi i numerosi studenti, che popolano la struttura e provengono da ogni parte del mondo grazie ai progetti Erasmus, sono entrati in contatto con le diverse culture. “Questo si è tradotto in una particolare convivenza – prosegue Cuccia -. In cucina ognuno di loro prepara e mette a disposizione i piatti tipici della propria tradizione, dai ravioli al vapore cinesi agli arancini siciliani. Il tutto è nato in maniera casuale per via dell’organizzazione della struttura: i fornelli sono disposti uno di fronte all’altro, in stile Masterchef, e questo inevitabilmente avvicina i diversi modi di cucinare. Si tratta del momento in cui le differenze possono incontrarsi, durante il Capodanno cinese alcuni ragazzi erano collegati via Skype con i propri genitori per preparare al meglio le pietanze”. E proprio i genitori hanno uno spazio dedicato all’interno della struttura perché dei 535 posti letto presenti, 82 fanno parte dell’hotel che permette di accogliere i visitatori. “Oltre a questo è presente anche un’aula studio – continua Cuccia – che permette a tutti gli studenti del territorio di non recarsi per forza in centro. Chiunque abiti nella zona del Politecnico sarà quindi incentivato a raggiungere quella del Campus, favorendo quindi l’inserimento della residenza all’interno del luogo”.

Integrazione nella città non solo per la struttura universitaria, ma anche per gli stessi universitari. “L’intenzione – conclude il responsabile – è di permettere a chi prima praticava sport a livello agonistico di continuare a farlo. Per questo cercheremo una convenzione con il CUS per fare in modo che i nostri studenti possano entrare a far parte delle loro squadre”. Le premesse sono buone come dimostra il caso di Dunya Bonjoch, spagnola, che adesso fa parte della formazione di calcio a 5 femminile.

26/02/2016

Lingua, neologismi e cucina: “Non abbiamo che le parole per parlare di cibo”

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, — Redazione Futura @ 14:01

 

di Maria Teresa Giannini e Martina Tartaglino

Apericena, gusti accattivanti, concept food. Il mondo della cucina ha la sua lingua. Scrivere e parlare di cucina oggi è molto diverso che in passato e, dopo l’esperienza di Expo, è sempre più diffusa la sensazione che il lessico perda la sua esattezza, quanto più il fenomeno diventa popolare. Succede davvero? E perché? Ne hanno discusso la blogger Sara Porro, di Dissapore.com, Cinzia Scaffidi, che ha lavorato per “Slow Food” e Ugo Cardinale, giornalista e linguista. L’incontro è moderato dalla giornalista di “Sette” (inserto del Corriere della Sera”) Manuela Croci.

Ugo Cardinale ha cercato di ricostruire la “ricetta” della lingua usata nel settore agroalimentare. “Il codice della cucina è costituito da un lessico di base, (costituito da 200 piatti di base come 3000 parole), e poi da diverse stratificazioni, un uso più alto che alcuni conoscono ma pochi utilizzano nella quotidianità”. Lì possiamo rinvenire tanti prestiti ed esotismi, oppure vengono coniate nuove parole che vengono fuori dall’uso della lingua. Tanto per rimanere nel settore ci sono alcune parole ‘macedonia’: una di esse è apericena, che mette insieme due elementi diversi”.

L’alimentazione è una fucina di neologismi: “Se una lingua è viva si rinnova continuamente, a volte perfino attraverso contaminazioni da lingue morte, che tanto morte non sono.”

Ad utilizzare un linguaggio nuovo e ricco di ibridi sono soprattutto i blogger, come Sara Porro di Dissapore.com. Secodo lei “è normale che la lingua della cucina abbia i suoi termini specifici. Questo però non ci deve autorizzare ad escludere nessuno”. “Il peccato mortale del giornalismo italiano è avvincere il lettore più che fare attenzione ai contenuti. Una parola è giusta quando indica esattamente quel concetto”. Quanto alla lingua da usare, Sara Porro raccomanda un atteggiamento giocoso e creativo. “Anche le parole, un po’ come i piatti, seguono le mode: entrano ed escono dalla lingua come i beni dal paniere Istat”.

Di tanto in tanto, vengono condotte delle battaglie contro parole “di moda”. In realtà, hanno un loro potere promozionale: “le parole devono funzionare, oppure dopo un po’ si lasciano da parte.” Ricorda Scafiddi. “Quando noi usiamo una parola come sostenibilità, non abbiamo il senso del tempo che si ha in inglese o in francese, che la traduce durabilité”.

 

25/05/2015

PiemontiAMO: la cucina piemontese approda a Expo 2015

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , — Sara Iacomussi @ 10:04

Quando si parla di agnolotti del Plin fuori dal Piemonte, si rischia di incrociare sguardi dubbiosi e facce curiose. Chi invece ci abita, o è passato per un ristorante della tradizione, sa bene che il tipico piatto della regione è meritevole di rispetto tanto quanto le più famose trofie al pesto o le tagliatelle al ragù, simbolo di altre realtà regionali.
La Coldiretti Piemonte si è immolata per questa nobile impresa. Infatti, a partire da lunedì 25 maggio e fino alla festa della Repubblica, il 2 giugno, sarà possibile conoscere tutte le eccellenze culinarie locali a Expo, presso il Palazzo Coldiretti. Un’area dedicata interamente ai sapori, alle usanze e alla cultura di Torino e dintorni attraverso laboratori, degustazioni e show cooking.
Il nome non è stato scelto a caso: PiemontiAMO, che evidenzia l’amore per la buona cucina della regione, accompagnato dall’hashtag ufficiale #Foodforlove. Oltre agli agnolotti del Plin, si potrà gustare formaggi, salumi, torte alle nocciole, biscotti di meliga e tanto altro.
Allo stand è possibile contribuire con un’offerta a un’iniziativa benefica: in questo modo si riceverà la Bag for love, contenente il riso di Campagna Amica.
Oggi, lunedì 25 maggio, il tema è TerrAbilità: percorsi di cibo civile, un incontro sull’agricoltura sociale. Tra gli ospiti dell’evento, Francesco Di Iacovo, docente del dipartimento di Scienze Veterinarie dell’università di Pisa, e Cristina Romagnolli, direttrice del dipartimento Politiche Sociali e Lavoro della Città Metropolitana di  Torino.

03/03/2015

“Martedì salute”, un incontro sull’importanza del cibo

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , — Francesco Beccio @ 09:09

Meno ricette mediche e maggiore attenzione a ciò che mangiamo. Questo è il messaggio che trapela dal primo degli incontri “Martedì Salute – La prevenzione delle malattie inizia in cucina”. Nel centro incontri della Regione hanno preso la parola due medici e uno chef.

La tendenza ad ammalarsi cresce notevolmente se non teniamo conto di alcuni fattori come il fumo, l’inattività e la sedentarietà. Il professor Bellio ammonisce”  I rischi sulla nostra salute sono provocati principalmente da una cattiva alimentazione e abitudini sbagliate. Le malattie cerebro vascolari – spiega il professore – sono maggiormente sviluppate nel continente europeo e in particolare in Italia le persone che soffrono di ipertensione, nella fascia di età tra i 35 e i 70 anni, sono circa 8 su 10″.

In questa mattinata di riflessione sulle abitudini alimentari, a prendere la parola è stata la dottoressa Finocchiaro, che ha ricordato come “un’alimentazione non corretta può essere la causa di alcuni tumori, come quello al colon o al seno”. L’idea di cibi pronti e più veloci da mangiare, ci sta avvicinando a un modo di nutrirci molto più occidentale,nel senso sbagliato del termine. Bisogna fare molta attenzione a ciò che compriamo nei supermercati e leggere bene quali sono gli ingredienti dei prodotti. Proprio in relazione a questo è stata fatta i medici mettono in guardia i consumatori sulla pericolosità di cibi troppo salati. Il 50% del sale che assumiamo deriva direttamente dai cibi acquistati. “I nostri ragazzi bevono bevande troppo dolci e mangiano cibi estremamente salati”.

Davide Scabin, famoso chef e responsabile del progetto Scabin Salt System, ha preso parte alla discussione. “Il cuoco, fino a poco tempo fa, era il selezionatore degli ingredienti. Garantiva un livello più alto di cucina e soprattutto era attento agli ingredienti usati. Non si parla solo di una figura professionale – prosegue Scabin – ma anche di colui che fa da mangiare a casa per la propria famiglia”. Lo chef ha ricordato come sia importante acquistare prodotti di qualità e quanto sia importante leggere attentamente le etichette. Mangiare sano e avere buone abitudini possono essere i primi passi per evitare problemi futuri.

15/01/2014

Se odi cucinare, ci pensa Christian Milone

Filed under: Cronaca,Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , , — Camilla Micheletti @ 11:24

A prima vista può sembrare l’ennesimo libro di cucina per principianti scritto per fare soldi facili. Anche un astro nascente come Christian Milone, chef rampante della Trattoria Zappatori di Pinerolo, ha ceduto alla tentazione di vedere la propria foto sugli scaffali di cucina in libreria?

Eppure “Odio cucinare”, che sarà presentato oggi alle 18 nella libreria Feltrinelli di piazza Cln a Torino, potrebbe offrire ai lettori, specialmente ai 30-40enni che non amano la cucina, un punto di vista diverso per approcciarsi ai fornelli. L’ultima fetta di mercato da conquistare in cucina è quella degli uomini di successo sempre presi dal lavoro che hanno trascurato i fornelli, ma vogliono mettersi alla prova anche nel mondo del cibo, magari spinti dai continui stimoli che negli ultimi anni hanno invaso librerie, giornali, televisioni e siti web. Senza la pretesa di appassionare nessuno, il libro intende fornire semplici trucchetti per realizzare preparazioni elaborate e d’effetto anche nelle cucina di casa.

Del resto rivolgersi agli uomini in carriera rievoca il passato del giovane chef: cresciuto nel ristorante di famiglia, Christian Milone è stato un ciclista di successo, arrivando anche a correre il Giro d’Italia nel 2002. Sempre con un occhio rivolto al mondo della cucina  – mai abbandonata – come dimostrano gli stage estivi svolti da un maestro della ristorazione, Enrico Crippa di Piazza Duomo.

Oltre ai consigli pratici, nel libro sono presenti anche una serie di informazioni per razionalizzare e organizzare i tempi in cucina, orientare le scelte di acquisto delle materie prime e persino coltivare sul balcone di casa. Dalle ricette con il microonde alla cottura sottovuoto, lo chef regala ai suoi lettori utili consigli per riprodurre a casa i piatti che si mangiano nel suo ristorante. Una voce autorevole come quella dello chef sperimentatore racconta in un solo volume sia trucchi funzionali che consigli sulle tendenze del momento (che spesso si leggono sui siti e sui blog in maniera un po’ caotica) e forse vale i 19,90 euro del libro.

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