Futura

03/05/2016

Poli, tutto esaurito per le lezioni di hackeraggio

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , — Sara Iacomussi @ 09:55

Ancora hackeraggio, ancora sold out. Torna al Politecnico l’evento organizzato da Jetop e dedicato ai patiti dei computer sulla sicurezza informatica. Anche questa volta l’aula, la cui capienza massima è di 140 persone, sarà piena, lasciando fuori chi non è riuscito ad accaparrarsi il biglietto in tempo. “Abbiamo provato a chiedere una sala più grossa – spiega Luca Pezzolla, presidente di Jetop – ma purtroppo al Poli è sempre complicato gestire gli spazi”.
Dalle 15 alle 19 dietro la cattedra ci sarà il team di Kpmg, un network di consulenza attiva in 155 paesi e che fa parte delle “Big Four”, le quattro società di revisione che a livello mondiale si spartiscono la grande parte del mercato. “È un evento più teorico rispetto all’altra volta – prosegue Pezzolla – ma segue lo stesso filone: non ci sarà la simulazione su un caso specifico, ma verrà presentata una panoramica più ampia sulla sicurezza informatica”.
Il talk ha, infatti, lo scopo di introdurre al mondo della Cyber Security andando ad analizzare le principali minacce e la figura dell’hacker. Si vedranno poi alcuni esempi di attacchi e si discuteranno le principali contromisure.

22/04/2016

Shielder sfida gli hacker italiani con l’hacking contest

Filed under: Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , — Federico Gervasoni @ 10:17

Non tutto il male viene per nuocere. Così come non tutto l’hacking è fatto per procurare danni a sistemi informatici di mezzo mondo. Omar El Hamdani e Abdel Adim Oisfi sono due giovani di 23 anni di Pinerolo che, insieme con Gabriele Peiretti, studente 21 enne del Politecnico di Torino, hanno creato un Hacking Contest dal titolo ctf.shielder.it per sensibilizzare gli hacker a utilizzare le loro capacità a fin di bene.
Un evento sulla falsariga di quello che già fanno le case produttrici di software che sfidano i grandi esperti informatici a trovare delle falle nei loro programmi a combattere virus che mandano in tilt il sistema.
“Tutti i giorni lavoriamo per garantire la sicurezza informatica alle aziende”, spiega Abdel, che con i due amici è responsabile e fondatore dell’azienda Shielder. Così è nata l’idea dell’Hacking Contest, che si apre ufficialmente oggi alle 15.37.
L’evento, rivolto a tutti, mette a dura prova le abilità dei partecipanti. Questi devono infatti riuscire, in due settimane, a bucare browser sfruttando falle informatiche non ancora conosciute. Chiunque riesca a scovare gli exploit totalizza un punteggio: il primo classificato avrà diritto a un premio messo in palio dall’azienda.
“Creatività e innovazione sono i principi fondamentali della nostra attività – prosegue Omar El Hamdani – Siamo pertanto entusiasti di aver sperimentato un metodo legale per poter testare le capacità informatiche e mantenere alto il livello di sicurezza nel mondo del web”.

13/04/2016

A scuola di hackeraggio: al Politecnico è tutto esaurito

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 10:12

Hackeraggio che passione: tutto esaurito al Politecnico per l’evento sulla sicurezza informatica. Un sold out che ha spinto gli organizzatori, Jetop, la Junior Enterprise dei futuri ingegneri, a programmare un secondo incontro, ma anche questo ha una waiting list al completo.

Che cosa può attirare così tanti studenti verso il mondo dell’hackeraggio? La Penetration Testing, l’attività con lo scopo di identificare e sfruttare la vulnerabilità di un sistema, ripercorrendo i passaggi di un “attaccante malintenzionato”. Non solo teoria: la simulazione verrà condotta ai danni di una macchina volutamente vulnerabile. A tenere le redini, Shielder, azienda specializzata nel campo della sicurezza informatica e dello sviluppo web.

Uno degli esperimenti di oggi, ad esempio, è quello della costruzione di una “barriera informatica” per prevenire gli attacchi esterni. “Una possibile vulnerabilità – spiega Marco Rupolo di Jetop – è quella dei siti che prevedono un trasferimento dati. Se si ha un sito in cui si effettuano pagamenti, nel database sono contenuti tutti i dati dei clienti, compresi i codici delle carte di credito: se non si adottano delle barriere di sicurezza, un hacker può ottenerli”.

“Sia oggi sia al prossimo evento – racconta Luca Pezzolla, presidente di Jetop – ci saranno 140 persone: l’aula ha la capienza più grande che siamo riusciti ad avere a disposizione per una giornata intera all’interno del Poli”. I numero, però, giocano a favore degli organizzatori: dato il sold out di “Hacker di professione”, si chiederà “una sala più ampia, anche se è difficile incastrare nella programmazione delle aule del Politecnico un evento per un’intera giornata”.

17/11/2015

Anonymous sfida i terroristi su Twitter con una promessa “vi staneremo”

Filed under: Cronaca,Multimedia,Notizie — Tag:, , , , — Monica Merola @ 14:41

Che cosa fa Anonymous per sfidare i terroristi di Parigi sono gli hacker stessi a raccontarlo, senza giri di parole. “Cerchiamo gli account degli estremisti e li chiudiamo. La nostra forza si  basa su risorse social e web.”. Lo dicono alcuni membri di Anonymous Italia, raccontando la loro nuova missione, #OpParis. Dopo aver violato siti informatici utilizzati dall’Isis, il gruppo  internazionale di attivisti cerca di contrastare l’attività dei terroristi su Twitter. Il social, infatti, è utilizzato dagli estremisti per comunicare, creare contatti e scambiarsi informazioni. La prima cosa da dire è che gli hacker di Anonymous basano tutta la loro forza su internet, che resta un mondo “poco affidabile e pieno di falsi positivi. I rischi sono relativi e difficilmente categorizzabili. La legione (il modo in cui si definiscono parlando del loro gruppo) non fa previsioni perché generano allarmismi. Senza dati certi non si va oltre”.

Cosa cercano di fare in concreto? “Segnaliamo i profili Twitter sospetti fino a farli rimuovere. In questo modo si bloccano i contatti tra i terroristi”. E aggiungono: “Attualmente in tutto il mondo abbiamo una media di 500 persone connesse contemporaneamente su #OpParis. Ma questa è solo una media, i numeri degli accessi sono molto più alti e variabili”. Non è possibile distruggere totalmente il sistema informatico usato dai terroristi, e questo per diversi motivi. Internet è vasto e dà spazio a tutti gli utenti, e permette di creare sempre siti nuovi . Quindi, per ogni sito oscurato, c’è un’altra piattaforma che nasce, e così via.

Quanti sono gli account chiusi fino ad ora? Secondo Anonymous Italia sono oltre 5500. “E se non sono stati chiusi ancora lo saranno a breve. Abbiamo i loro nomi e cognomi”. I punti di forza di chi utilizza i social per fare terrorismo sono tre secondo gli hacker. L’uso di diverse piattaforme di connessione, innanzitutto: dai cellulari ai computer.  Poi, team dedicati e finanziati che creano profili fasulli in continuazione. Terzo, l’uso di sistemi di anonimato: per i social è davvero difficile stabilire la reale identità di ogni utente.  Nonostante ciò Anonymous non ha intenzione di fermarsi, e l’appello lanciato dopo i fatti di Parigi lo conferma. Con un comunicato diffuso in inglese, francese e italiano il gruppo di hacker promette di stanare i terroristi: “Riunitevi, mobilitatevi, difendete i nostri valori e la nostra libertà e aspettatevi una mobilitazione totale da parte nostra. Questa violenza non ci deve indebolire ma anzi deve darci la forza di riunirci e lottare insieme contro l’oscurantismo e la tirannia”.

 

04/03/2010

A Torino un corso contro il cybercrime

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , , , , , — Andrea Giambartolomei @ 11:36

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=dGFDdQFok-o[/youtube]

Intervista a Raoul Chiesa, consultente dell’Unicri, sul cyber crime.

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