Futura

06/06/2016

Italia, stasera contro la Finlandia ultimo test prima dell’Europeo

Filed under: Futura,Notizie,Sport — Tag:, , , , — Alessio Incerti @ 11:09

Manca sempre meno. Tra sette giorni l’esordio degli Azzurri all’Europeo contro il Belgio. E a una settimana esatta dal debutto francese, questa sera al “Bentegodi” di Verona andrà in scena l’ultimo test. Avversario di turno la Finlandia, non certo una formazione all’altezza delle compagini che la Nazionale affronterà all’Europeo, ma comunque una buona occasione per capire a che punto è la preparazione degli Azzurri.

Dopo la conferenza stampa, Conte ha fatto capire che cambierà qualcosa rispetto alla gara contro la Scozia. Il CT, che ieri ha guidato l’ultimo allenamento a Coverciano, ha provato Immobile in coppia con Pellè, con l’attaccante del Southampton che sembra essere l’unico del reparto offensivo ad aver il posto assicurato. In difesa turno di riposo per Barzagli, con Ogbonna che dovrebbe sostituire lo juventino. A centrocampo, vero grande punto di domanda in vista degli Europei, stasera dovrebbe scendere in campo il terzetto formato da De Rossi, Thiago Motta e Florenzi. Sugli esterni si cambia, fuori Candreva e Darmian, dentro De Sciglio ed El Shaarawy. L’egiziano è uno dei pochi giocatori capaci di creare superiorità numerica e il suo utilizzo potrebbe trasformare il 3-5-2 di partenza nel famoso 3-3-4 che il tecnico leccese aveva sdoganato quando sedeva sulla panchina della Juventus.

Bisognerà capire quanto gap ci sia con le grandi d’Europa. Francia, Germania, Inghilterra, Spagna e anche Belgio. Un battesimo di fuoco per l’Italia, che inizierà il suo cammino contro una delle favorite. I Diavoli Rossi hanno battuto in rimonta la Norvegia nell’ultima amichevole, grazie ai gol di Lukaku e Hazard, che non sono le uniche due stelle della squadra. A partire da Courtois, estremo difensore del Chelsea, passando per Alderweireld, Nainggolan e Mertens, la prima avversaria dell’Italia si dimostra una squadra bilanciata e talentuosa in tutti i reparti. Avere la meglio sui ragazzi di Wilmots sarà dura.

Ma anche la Svezia di Ibrahimovic, seconda avversaria dell’Italia nella fase a gruppi, non può lasciar tranquillo Conte. Il 3 a 0 al Galles di ieri ha mostrato che gli scandinavi sono squadra tosta. Affianco alla ex stella del Paris Saint Germain, che domani svelerà il suo futuro, Berg e Guidetti sono attaccanti che possono impensierire ogni difesa.

Insomma per l’Italia sarà dura, già a partire dal girone.

07/04/2016

“Noi Italia”, l’indagine che racconta la nostra evoluzione

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , — Francesco Beccio @ 14:33

L’indagine “Noi Italia” dell’Istat mira a fare un punto della situazione del nostro Paese su diversi fronti. Decine di dati che ci permettono di analizzare la situazione economica e sociale del territorio italiano.

Popolazione italiana: in 3 regioni più di 20 milioni di persone

Il primo dato che balza agli occhi è quello sulla popolazione residente. Nel 2014, oltre un terzo degli italiani è concentrato tutto in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. A questo proposito, è importante il dato riguardante gli stranieri residenti in Italia. Il gradino più alto del podio va alla Lombardia che ne ospita oltre un milione. Secondo e terzo posto per Lazio e Emilia-Romagna, che superano i 500mila. Ultimo in questa graduatoria la Valle d’Aosta, che ne ha poco più di 9000 su una popolazione di circa 130mila persone.

Furti: Emilia-Romagna maglia nera

Nella classifica delle regioni con il maggior numero di furti troviamo al primo posto l’Emilia-Romagna con 3500 furti ogni 100mila abitanti. Non se la passa meglio il Piemonte, che si trova in quarta posizione con i suoi 2941 furti. Nel 2014, cresce anche il numero dei detenuti. Al primo posto l’Umbria che conta 152 persone su un campione di 100mila abitanti. Piemonte 12esimo con 81.

Istruzione: il paradosso del Mezzogiorno

Un altro macrosettore all’interno dell’indagine è quello relativo all’istruzione. Sono quattro le regioni che figurano sempre nei peggiori posti: Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Un paradosso, se si pensa che nel 2013 proprio queste quattro regioni sono quelle che hanno speso più soldi pubblici per istruzione e formazione (Tutte con percentuali che variano tra il 6,5 e il 6,3% del Pil regionale). Anche qui, il Piemonte si colloca nelle posizioni centrali. Nel 2013, il 15% ha abbandonato gli studi (prima la Sicilia con il il 25,4%) e il 22,5% di giovani che non studiano e non lavorano (sempre prima la Sicilia con il 49%).

Sanità: Piemonte tra le migliori

Passando al settore sanitario, le regine sono Trentino, provincia di Bolzano e di Trento. Per quanto riguarda i posti letto, il Piemonte, nel 2012, si posiziona in settima posizione con 3,7 ogni 100 abitanti. Fanalino di coda la Campania con i suoi 2,7. Altra buona posizione per quanto concerne la mortalità infantile. In Piemonte, nel 2012, sono 2,3 i decessi ogni 1000 nati vivi. Quasi il doppio quelli della Calabria (4,5) nello stesso anno. Quinto posto, invece, per quanto riguarda il tasso di mortalità di tumori. Con quasi 26 persone per 100mila abitanti, nel 2012, il Piemonte è quinta dietro a Lazio (26,3), Campania (26,4), Lombardia (27,1) e Friuli (27,2).

Da questa indagine viene fuori che il Piemonte è tra le regioni più equilibrate, senza grandi picchi negativi o positivi. Si tratta, in alcuni casi, di un leggero peggioramento e in altri di stabilità continuativa nel corso degli ultimi dieci anni.

11/03/2016

Claudio Chiappucci, dalle strade del Tour al J Museum

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie,Sport — Tag:, , , , , , , , , , — Davide Urietti @ 13:02

Dopo la chiacchierata del mese scorso con il monumento della pallacanestro, Dino Meneghin, oggi alle 17.30 al Juventus Museum, toccherà a Claudio Chiappucci, il ciclista conosciuto anche come ‘El Diablo’, raccontare la propria esperienza in bici sulle strade del Giro d’Italia e del Tour de France, oltre alla sua passione per la Juventus.

L’evento, che rientra nella serie di appuntamenti inuagurati nel 2013 e prevede l’incontro di noti tifosi juventini legati al mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, sarà introdotto dal presidente del J Museum Paolo Garimberti e moderato dal giornalista Darwin Pastorin.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti e la chiacchierata durerà 90 minuti quasi a voler simulare una partita di calcio. Attraverso i ricordi di Chiappucci, si potranno rivivere le imprese realizzate dal ciclista. Negli anni ’90 grandi campioni, come Miguel Indurain, Gianni Bugno o Marco Pantani, si sfidavano all’ultima pedalata. ‘El Diablo’ seppe ritagliarsi il proprio spazio, appassionando i tifosi sulle montagne del Giro e del Tour. Proprio nella Grande Boucle del 1992 Chiappucci si rese protagonista di una storica vittoria: durante un tappone alpino, in solitaria, andò in fuga fino a tagliare il traguardo del Sestriere davanti agli inseguitori Bugno e Indurain. La bicicletta, da lui utilizzata in quell’occasione sarà esposta, così come la maglia gialla conquistata e mantenuta per otto tappe nel 1990, nella sezione J Sport, la mostra permanente inaugurata il 4 ottobre 2015 e dedicata alle imprese dei più celebri sportivi di fede bianconera.

09/03/2016

Il vino italiano brinda al successo sui colossi internazionali: oggi il convegno

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , , , — Sabrina Colandrea @ 13:29

L’industria del vino italiana è tornata alla ribalta sulla scena internazionale dopo aver vinto la sfida contro i nuovi Paesi produttori. Se ne parlerà oggi nel corso del convegno “Prospettive dell’industria italiana del vino”, organizzato dal Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino. A sole due settimane dalla conferenza che ha chiuso il Festival del Giornalismo Alimentare, “Comunicare il vino ai giovani“, a Torino si torna a discutere di enologia. Alle 17.30, nell’Aula A4 del Campus Luigi Einaudi, gli esperti del settore esamineranno le prospettive dell’industria vitivinicola italiana.

Prenderanno parte all’incontro l’assessore regionale all’Agricoltura, alla Caccia e alla Pesca Giorgio Ferrero, il presidente di Eataly Oscar Farinetti, Giulio Porzio di Fedagri-Confcooperative e presidente dei Vignaioli Piemontesi, Antonello Maietta, a capo dell’Associazione Italiana Sommelier, il presidente del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Pietro Ratti e Stefano Castriota della Facoltà di Economia dell’Università di Bolzano. A introdurre i lavori sarà, invece, Alessandro Corsi del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università di Torino.

Tra i produttori tradizionali, l’Italia ha retto più brillantemente di altri il confronto con l’Australia, il Cile e il Sudafrica, che, dagli anni ’90, sono diventati fortemente competitivi in termini di qualità e prezzo. Partendo dalla presentazione del volume di Stefano Castriota, “Economia del Vino”, edito da Egea, il convegno analizzerà il buon risultato italiano.

Oggi le esportazioni del nostro Paese si collocano su livelli qualitativi alti e su fasce di prezzo decisamente superiori rispetto al passato. Durante l’incontro saranno trattati questo e altri temi, come gli strumenti del marketing, le possibili politiche in favore del settore vitinicolo, il ruolo delle cooperative e le prospettive di evoluzione del gusto dei consumatori. Ma l’intento degli organizzatori è allargare la discussione al futuro del settore vitivinicolo italiano.

Gli interrogativi sono tanti e riguardano soprattutto la sfida a continuare, lungo la direzione già intrapresa, in un contesto internazionale sempre più competitivo. Appare un segno positivo in questo senso la partecipazione di ben 117 imprese piemontesi al Prowein di Düsseldorf, la più qualificata e specializzata fiera vinicola della Germania. Dal 13 al 15 marzo, le società esporranno al salone i loro vini migliori, coordinate dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte.

02/03/2016

Vino italiano in cima al mondo a 30 anni dallo scandalo metanolo

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Emiliano Tolu @ 15:10

Se il vino migliore è quello più vecchio, gli ultimi dati sull’export dicono che gli anni hanno reso quello italiano il primo e più apprezzato vino del mondo. Nel 2015, il Belpaese è tornato in vetta alla classifica dei Paesi esportatori di Doc e Doccg, con - rispettivamente – 3,7 e 3,3 milioni di ettolitri piazzati fra mercato Ue ed extra Ue. Rossi, bianchi e spumanti dei vitigni nostrani hanno fatto registrare un volume di vendite pari a 5,4 miliardi. Oggi, nel mondo, una bottiglia su cinque proviene dalle cantine delle nostre aziende. Gli Stati Uniti sono il nostro primo compratore, con acquisti per un valore pari a 1,3 miliardi di euro, seconda la Germania eterzo il Regno Unito con 700 milioni. Dal Chianti al Barolo, dal Brunello di Montalcino al Pinot Grigio, per finire col Prosecco: sono queste le etichette più richieste. La vera sorpresa è, però, la performance dello spumante che, con un miliardo di euro di vendite, ha sorpassato di ben una volta e mezzo il principale e più famoso rivale con le bollicine, lo Champagne francese.

L’anno d’oro del vino italiano, come ha ricordato oggi la Coldiretti nel convegno dal titolo Accade domani, giunge a trent’anni dallo scandalo del metanolo, la truffa per adulterazione delle bottiglie che costò la vita a decine di persone e il marchio di infamia all’immagine di numerose aziende del made in Italy. Era il marzo 1986, quando, in seguito alle segnalazioni di alcuni casi di intossicazione registrati a Milano, al sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Nobili, era stato dato l’incarico di fare luce su quello che si sarebbe rivelato come uno dei più clamorosi casi di contraffazione del settore alimentare. La vicenda si chiuse con la condanna a 14 e 4 anni di carcere per i principali responsabili, proprietari della ditta Ciravegna di Narzole, in provincia di Cuneo. Dagli esiti dell’indagine risultarono coinvolte circa sessanta aziende, che vendevano vino prodotto con l’aggiunta di alcol metilico di sintesi. Gli imputati, che dovettero rispondere dell’accusa di omicidio plurimo colposo e lesioni permanenti (furono diversi i casi di cecità e danni neurologici), si resero responsabili delle pesanti ripercussioni che travolsero l’intero settore vitivinicolo. Il 1986 si chiuse, infatti, con una contrazione delle vendite pari al 37%. Una pagina nera per l’Italia e i produttori di vino, superata solo grazie alla forza di una tradizione millenaria e alla rinomata qualità della produzione nostrana. Dimenticare non è consentito, ma per i produttori italiani è tempo di far tintinnare i calici.

 


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