Futura

21/03/2016

Derby alla Juve, ma le polemiche accendono il dopo gara

Filed under: Notizie,Sport — Tag:, , , , , — Fabio Grandinetti @ 10:42

Vittoria sul Toro, più tre sul Napoli, record di imbattibilità in serie A per Gigi Buffon. La domenica del derby della Mole sorride alla Juve. Eppure l’1-4 dello Stadio Olimpico non è l’esito di un ennesimo dominio bianconero.

Dieci minuti di black out della squadra di Massimiliano Allegri, tra 3’ e 13’ del secondo tempo, restituiscono equilibrio a una partita che all’intervallo sembrava chiusa. Il calcio di punizione di Pogba (sul quale Padelli non è perfetto) e l’incursione vincente di Khedira nel primo tempo riportavano alla memoria dei tifosi granata il 4-0 del derby di Tim Cup che ancora pesa sulla testa di Ventura. Poi, lo sconsiderato intervento in area di Alex Sandro su Bruno Peres e la trasformazione dal dischetto di Belotti (che fissa il nuovo record di imbattibilità nella massima serie per il portiere della Nazionale a 974’), riaprono il match. Sull’episodio del rigore il terzino ex Porto meritava il secondo giallo e, quindi, l’espulsione, ma non è l’ultimo errore dell’arbitro Rizzoli. Dieci minuti più tardi, infatti, il primo fischietto d’Italia, mal assistito dal guardalinee, ferma Maxi Lopez, in posizione regolare, prima che l’attaccante argentino batta per la seconda volta il numero uno bianconero.

“Al 60′ dovevamo essere 2-2 e con un uomo in più – dice Gianpiero Ventura in un acceso post-partita –, tutto quello che viene dopo sono chiacchiere. Stimo tantissimo Rizzoli, lo considero l’arbitro più bravo del mondo, però ci è stato annullato un gol regolarissimo e non sono stati espulsi Alex Sandro e Bonucci. Mi è difficile accettare una sconfitta così”.

Nell’ultima mezz’ora la Juventus torna padrona del campo: al 63’ Alvaro Morata aggancia un assist al bacio di Pogba e supera Padelli; al 77’ è ancora l’attaccante spagnolo a trasformare in gol un tiro sporco del numero 10 bianconero. È l’ultimo atto di un derby vinto con merito dalla Juventus. Al Toro resta la rabbia e il rimpianto per una prestazione insufficiente. Gli episodi arbitrali non bastano a spiegare il momento dei ragazzi di Ventura, capaci di raccogliere solo due vittorie nelle ultime 16 gare.

17/03/2016

Champions League: Juventus rimontata ed eliminata dal Bayern

Filed under: Futura,Notizie,Sport — Tag:, , — Alessio Incerti @ 10:12

C’è una precisa immagine che fotografa la partita di ieri sera. Evra, probabilmente uno dei migliori di questo biennio juventino, perde palla davanti la propria area, l’ex Vidal, uno dei peggiori in campo, recupera, allarga per l’altro ex Coman, cross in mezzo e Thomas Muller di testa inchioda il due pari. Si andrà ai supplementari, ma è qui che la partita della Juventus finisce. Troppo vicino il traguardo, troppo doloroso il colpo inferto alle speranze di Buffon e compagni. L’extra-time è pura formalità per i bavaresi che grazie a Thiago Alcantara e ancora Coman infliggono alla squadra di Allegri una punizione fin troppo severa.

La sostanza però l’ha scritta quel gol. Arrivato quando i quarti di finale sembravano a un passo, quando la Juventus stava per ribaltare il 2-2 subito in casa, quando l’impresa era a portata. Meno di un minuto al 90°. E invece quella palla persa pesa come un macigno. Pesa perché i bianconeri per oltre settanta minuti hanno tenuto testa a una delle due squadri più forti d’Europa. Quell’Europa che per madama resta un tabù. E lo resterà per un altro anno dopo questi venti. Ma stavolta servono le parole del post partita, anche di un leader carismatico come Buffon: “Orgoglioso di questa squadra” cui fanno eco i commenti di Massimiliano Allegri: “Dispiace uscire così”.

La realtà è un’altra ed è che la Juventus da questa Champions League non è certo uscita ieri sera nel gelo dell’Allianz Arena. Fuori dall’Europa ci è finita a dicembre, al Sanchez Pizjuan di Siviglia quando Fernando Llorrente, per scherzo del destino un altro ex, ha condannato, curiosamente sempre di testa, la vecchia signora al secondo posto nel girone. Dal sorteggio di Nyon e da quel beffardo sorriso di Javier Zanetti si sapeva come sarebbe andata a finire. Troppo più forte il Bayern Monaco, che segna sei gol a una squadra che in Italia tiene la porta inviolata da dieci partite. Ed è proprio qui che sta il gap. Una delle due squadre scese in campo ieri sera è stata costruita per lottare su tutti i fronti e i cambi – peraltro azzeccatissimi di Pep Guardiola – sono lì a dimostrarlo, l’altra domina la Serie A da quattro anni ma non riesce a fare quel salto di qualità che le permetterebbe di arrivare a questa partita da favorita e non da underdog. E, se Pogba e Cuadrado hanno illuso nella prima mezz’ora, le occasioni divorate dal colombiano e da Morata sono lo specchio di un “vorrei ma non posso” che spegne ogni anno, puntualmente, le speranze europee degli juventini.

Si dirà “a testa alta”, si leggerà Juventus eliminata agli ottavi, come il Gent, la Dinamo Kiev e il PSV. Avanti invece Barcellona,Real Madrid, Bayern Monaco, Manchester City. E fa male ammetterlo, ma -per adesso- i bianconeri appartengono al primo gruppo. La Champions League è affar d’altri.

16/03/2016

Juventus-Bayern: la carica dei 25mila italiani di Monaco

Filed under: Futura,Notizie,Sport — Tag:, , — Alessio Incerti @ 11:07

“La città più settentrionale d’Italia”. Non parliamo di Predoi, il piccolo comune in provincia di Bolzano, ma di Monaco di Baviera. Sì perché nella città tedesca risiedono circa 25mila italiani, 70mila se consideriamo tutta la regione. E chissà quanti di questi stasera seguiranno la sfida tra Bayern e Juventus, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Quasi un derby per loro, che da anni vivono in Baviera. Ci sarà bisogno anche della loro spinta e della loro passione, o quantomeno di quella degli juventini, per spingere la squadra di Allegri all’impresa.

Con Chiellini, Marchisio, Dybala out per problemi fisici, la spina dorsale della Juventus sarà indisponibile: tre giocatori fondamentali che mancheranno nella gara fin qui più importante della stagione. E se il difensore toscano è stato rimpiazzato spesso, ricorrendo a Rugani o alla difesa a quattro, quelle del “principino” e dell’argentino sono assenze pesantissime. Il primo è l’equilibratore del gioco di Allegri e quando è mancato i bianconeri hanno sempre faticato nelle due fasi; il secondo ha segnato 17 gol fin qui – 14 in serie A, due in Coppa Italia e uno in Champions League, proprio all’andata contro i bavaresi- e si è dimostrato già un leader tecnico e carismatico. Chi farà di tutto per esserci è Mario Mandzukic: il centravanti croato è uscito dolorante dall’ultima sfida di campionato contro il Sassuolo ma sta provando a recuperare per non mancare l’appuntamento contro la sua ex squadra.

Allegri dovrebbe quindi schierare un 4-4-2 con Bonucci e Barzagli centrali, Lichtsteiner ed Evra ad agire da terzini – provando a limitare Robben e Douglas Costa -, Hernanes al posto di Marchisio con Khedira in mezzo al campo, Pogba dirottato a sinistra e Cuadrado largo a destra. Davanti sicuramente Morata e uno tra Mandzukic e Zaza. L’allenatore livornese però non vuole nascondersi: “Non è vero che le assenze ci indeboliscono. Dovremo fare una grande prestazione: non dobbiamo pensare, ma agire”.

Se si aggiunge che la Juventus è costretta a vincere per proseguire la sua avventura europea, allora il quadro si complica ulteriormente: il 2-2 in rimonta dello Stadium ha dimostrato il carattere di Buffon e compagni ma ha anche messo in mostra la palese superiorità dei tedeschi, che per settanta minuti hanno dominato la partita. Inoltre il periodo sembra sorridere alla squadra di Pep Guardiola, reduce dalla manita rifilata al Werder Brema nell’ultimo turno di Bundesliga, anche se il tecnico catalano non si fida: “Sarà come una finale, loro sono pericolosissimi: difendono in nove e poi provano ad ammazzarti”. Per contro la Juventus ha sì vinto contro i neroverdi di Di Francesco, ma sembra avere perso lo smalto che l’aveva contraddistinta nei primi mesi del nuovo anno.

Quel che è certo è che per entrare nelle migliori otto d’Europa, servirà una vera e propria impresa, come quella già riuscita alla Juventus di Capello, nei gironi della Champions del 2004, quando Del Piero con un gol novantesimo minuto gelò l’Olympiastadion di Monaco.

Ma era un Bayern molto diverso e probabilmente più debole. Quello che si presenterà all’Allianz Arena è senza dubbio una delle due squadre più forti al mondo e una della favorite per alzare a San Siro la “coppa dalle grandi orecchie”. Ma a calcio non sempre vincono i più forti ed è quello che si stanno augurando tutti gli juventini…

 

14/03/2016

A Pasqua e pasquetta la Juventus si scopre sul bus

Filed under: Cultura,Futura,Notizie,Sport — Tag:, , , , — Francesco Beccio @ 10:40

“La storia dei campioni ferma in città. Sali a bordo”. Questo è lo slogan aerografato sul retro del bus, con la maglie di Pogba e Marchisio, che porterà tutti gli appassionati della Juventus in giro per la città. Nei giorni di Pasqua e Pasquetta, il 26 e il 27 marzo, la società do corso Galileo Ferraris ha organizzato un esclusivo “Juventus City Tour”.

Un’occasione per tutti i turisti e i cittadini che tifano per la Juve di scoprire i luoghi più significativi della storia bianconera. Il tour avrà una durata di circa due ore e mezza e partirà dal park 7 dello Juventus Stadium, in via Druento. Fermata obbligatoria davanti alla famosa panchina di corso Re Umberto, dove i ragazzi del liceo d’Azeglio si ritrovavano per giocare a “foot-ball” e per porre le basi della fondazione del club italiano più titolato. Poi piazza San Carlo e piazza Castello fino alla reggia di Stupinigi. Saranno visitati anche i luoghi del presente e del futuro della società: il centro di allenamento di Vinovo, lo Juventus Training Center per terminare allo Stadium e al JVillage. Il costo del biglietto intero sarà 25 euro (20 euro il ridotto), non proprio economico se si pensa che il Torino City Sightseeing, che dura 24 ore, costa 16 euro.

Il “City Tour” va ad ampliare un programma di eventi culturali e di intrattenimento organizzati dal JMuseum. Dopo le recenti aperture di due nuovi spazi, la mostra permanente Jsport e la sala multimediale interamente dedicata alla prima squadra, la struttura che mostra i cimeli e i trofei della Juventus ha da poco superato i 620mila visitatori.

24/02/2016

Juve: 2 a 2 di cuore, ora però serve l’impresa a Monaco

Filed under: Notizie,Sport — Tag:, , — Daniele Pezzini @ 09:53

Settanta minuti di confusione, sofferenza e arrendevolezza di fronte allo strapotere degli uomini di Guardiola. Poi un finale di orgoglio, grinta e sprazzi di vera Juve, che non basta a portare a casa la vittoria, ma è sufficiente a tenere vive le speranze di qualificazione. È la sintesi di Juventus-Bayern Monaco, un 2 a 2 che evidenzia la superiorità tecnica e atletica dei bavaresi, ma allo stesso tempo conferma lo spirito guerriero dei ragazzi di Allegri, capaci di tener testa a una corazzata come quella biancorossa. Il 16 marzo all’Allianz Arena servirà una vera e propria impresa per passare il turno: il Bayern non perde in casa in campionato dal 9 maggio 2015 (0 a 1 contro l’Augsburg), ma bisogna tornare indietro al 10 dicembre 2013 per ritrovare una sconfitta interna in Europa (2 a 3 contro il Manchester City). I bianconeri, dal canto loro, si sono sempre qualificati dopo un pari casalingo in Champions, anche se solo il 21% delle squadre che hanno pareggiato 2 a 2 in casa all’andata hanno poi ottenuto il pass per il turno successivo.

La squadra di Guardiola mette le cose in chiaro fin dai primi minuti: baricentro altissimo, raddoppio su tutti i portatori di palla bianconeri, che non hanno mai il tempo di ragionare, e un possesso che sfiora l’80%. Buffon respinge una conclusione da fuori dell’ex Vidal e più tardi Mueller si divora un’occasione clamorosa, calciando male da due passi e consentendo a Bonucci di recuperare. La Juve soffre, ma il primo tempo sembra potersi chiudere a reti inviolate. Al 43′ arriva però l’errore che non ti aspetti: Barzagli rinvia male un tentativo di cross di Douglas Costa, la palla arriva sui piedi di Mueller che questa volta non perdona. 1 a 0 e qualificazione in salita.

Nella ripresa la musica non cambia e su un’azione di contropiede arriva il raddoppio del Bayern: Barzagli si ritrova uno contro uno con Robben, gli concede il sinistro e l’olandese è spietato nel battere Buffon per la seconda volta. È solo a questo punto che arriva la reazione e a guidarla è l’altro grande ex di serata, Mario Mandzukic. Il croato approfitta di una grossa ingenuità di Kimmich e serve l’assist per l’1 a 2 di Dybala. Al 76′, poi, l’urlo di gioia finale: è ancora Mandzukic a dare il La all’azione, Lahm si addormenta su Morata che è libero di servire Sturaro, appena entrato al posto di uno spento Khedira: anticipo secco su Kimmich e 2 a 2. Il numero 27, dopo la grande prestazione contro il Real Madrid della scorsa stagione, si conferma talismano europeo della Juve, mantenendo accese le speranze per la gara di ritorno. Allegri probabilmente recupererà Chiellini e Alex Sandro, ma più di ogni altra cosa servirà tutto il cuore e l’orgoglio che la Juve ha dimostrato di avere ma che, colpevolmente, ha tardato troppo a tirar fuori.

LE PAGELLE DELLA JUVE:

BUFFON, 6: Incolpevole sui gol, reattivo in almeno 2-3 occasioni.

EVRA, 5.5: Fatica a tenere a bada Robben e quasi mai si fa vedere nella metà campo avversaria . Soffre come tutta la difesa il pressing altissimo del Bayern.

BARZAGLI, 5: Ha grosse responsabilità sul primo gol (rinvia centralmente, sui piedi di Mueller) e lascia troppo spazio a Robben sul secondo. Serataccia.

BONUCCI, 6: Il più lucido del pacchetto arretrato. Concede pochissimo a Lewandovski e nel finale ha sul destro il pallone della beffa. Troppo stanco per impensierire Neuer.

LICHTSTEINER, 5.5: Nel primo tempo soffre tantissimo la velocità di Douglas Costa, nel secondo il brasiliano cala e ha spazio anche per qualche affondo, ma i suoi cross non sono mai pericolosi.

KHEDIRA, 5: Praticamente un fantasma. (24′ st STURARO, 7: Entra e segna il gol del pari con un inserimento perfetto. Una rete che non dimenticherà facilmente.)

MARCHISIO, 5.5: Qualche buon pallone recuperato, ma poco altro. Non trova mai lo spazio per impostare la manovra e esce per un affaticamento muscolare a fine primo tempo. (1′ st HERNANES, 6.5: Dà un po’ di fantasia al centrocampo bianconero. Con le squadre allungate trova spazi e qualche verticalizzazione interessante.)

POGBA, 5.5: Corre tanto ed è lui il centrocampista ad avere sempre la palla tra i piedi. Il problema è che quasi mai sa cosa farci e va spesso in crisi anche con le giocate più semplici.

CUADRADO, 5: Spaesato e confusionario, si divora una grande occasione servitagli da Mandzukic su un piatto d’argento.

DYBALA, 6: Un’ombra fino al 63′, poi movimento perfetto sull’assist di Mandzukic e freddezza assoluta nell’1 contro 1 con Neuer. Prima “joya” europea per lui. (30′ st MORATA, 6.5: Ha il merito di fornire a Sturaro l’assist per il pari.)

MANDZUKIC, 7: Nel finale è l’uomo in più della Juve: serve un cioccolatino a Dybala sfruttando l’ingenuità di Kimmich, innesca l’azione del 2 a 2 e torna fino alla linea di fondo per chiudere sugli attaccanti avversari negli ultimi minuti. Dà piena dimostrazione di essere un giocatore di caratura europea.

ALLEGRI, 6.5: Troppo arrendevole la tattica iniziale. Ha il merito di azzeccare tutti i cambi nel momento giusto e non è poco.

Older Posts »

Powered by WordPress