Futura

23/05/2016

Torino diventa un palcoscenico per “The Children’s World”

Filed under: Cronaca,Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , , , — Monica Merola @ 12:46

Cosa hanno in comune paesi come la Danimarca, il Kenya e gli Stati Uniti? Dal 22 al 26 giugno saranno a Torino sullo stesso palco, per bambini da 0 a 99 anni. Ritorna in città la seconda edizione di ‘The Children’s World’, cinque giorni dedicati alla danza, al circo e al teatro. Saranno più di 30 gli appuntamenti, tutti organizzati dalla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani.

Una scelta artistica che ha abbracciato diverse nazioni oltre all’Italia, come la Francia, la Spagna e la Romania. Non solo performance tradizionali in programma, ma anche eventi di magia, giocoleria, hip hop e marionette, e ogni sera spettacoli all’aperto gratuiti nell’arena della Casa del Teatro. Tra le compagnie la danese ‘Batida’, con il suo ‘Grande Finale’, mentre direttamente da Nairobi cinque artisti kenyoti, i ‘The black Blues Brothers’, proporranno salti e acrobazie.

Gli statunitensi ‘Sole Defined’ fonderanno tip tap e percussioni, per poi lasciare spazio al principale Teatro di Marionette di Bucarest, il ‘Teatrul Tendarica‘, che metterà in scena la fiaba ‘La capra e i tre capretti’ di Ion Creangă. E’ ispirato al mozartiano ‘Le nozze di Figaro’, invece, lo spettacolo musicale ‘Un reve de Figaro’, a cura degli allievi del Conservatorio di Chambéry, mentre la Spagna porterà nei quartieri la mascotte ‘El Mico/De Peluix’ dei catalani ‘Efimer’.

A completare il tutto gli artisti della Fondazione Trg Onlus, che racconteranno le fiabe di tradizione europea, insieme al rap degli Alp King, al Trio Trionche e alla musica dance di Ben Akadinma. Ce n’è per tutti i gusti: questo progetto, infatti, nato grazie alla Città di Torino e alla ‘Fondazione teatro ragazzi e giovani Onlus’, in collaborazione con la ‘Fondazione per la cultura’ e con Intesa Sanpaolo, fa parte di ‘Tutta mia la città’, un cartellone nato per incentivare la cultura e l’arte nelle varie periferie della città.

 

19/05/2016

Concerti e visite sono i giovedì notte dei Musei Reali

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , , , — Federica Frola @ 11:24

ilpalazzorealeditorino.it/

Secondo giovedì sera “Regale”: da maggio al 29 settembre 2016 i Musei Reali resteranno aperti fino alle 22. Un’iniziativa pensata per i più giovani, troppo impegnati per visitarli durante il giorno, ma anche per famiglie e lavoratori spesso respinti dalle code delle domenica.

Oltre ai percorsi di visita ‘classici’ è stato pensato un calendario di appuntamenti unici: in particolare stasera, 19 maggio, a Palazzo Reale si terrà “Musica forbita a palazzo“. Protagonista è un quartetto di saxofoni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in collaborazione con l’associazione culturale Giardino Forbito. “Per tre giovedì siamo ospitati con i nostri concerti dai Musei Reali – spiega la presidente dell’associazione Antonella Giani -. Replichiamo le esibizioni dei ragazzi del Conservatorio che nel mese di aprile hanno organizzato un programma dettagliato per il nostro gazebo nei Giardini Sambuy”. Il progetto di Giardino Forbito, nato a ottobre dell’anno scorso, si sposta, quindi, nella Sala della Rotonda dell’armeria, unendosi così all’iniziativa promossa dal Ministero dei Beni Culturali (MiBact): “Reale di sera”.

Mentre a Palazzo Reale il pubblico sarà intrattenuto a suon di saxofono, in Galleria Sabauda ci sarà la visita tematica “Madre, figliuola et sposa”, a cura di Giorgia Corso: la raffigurazione della Vergine, in un percorso dal Medioevo al Settecento, attraverso i dipinti di Duccio, Beato Angelico, Mantegna, Gaudenzio Ferrari, Gentileschi, Van Dyck e altri ancora.

“Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto – aggiunge Giani -, la nostra associazione nasce per sostenere proprio la cultura, dalla riqualifica di piazza Carlo Felice in poi. Vendiamo il green, dalle piante ai prodotti a km 0, per finanziare iniziative culturali”. E a questo proposito, domani pomeriggio, ore 17, ai Giardini Sambuy ci sarà un dibattito alla presenza dell’assessore all’edilizia Gianguido Passoni per discutere delle idee di riqualificazione di Giardino Forbito.

10/05/2016

Artune, quando la musica incontra l’arte

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 12:46

Artune, la prima audioguida emozionale al mondo, arriva a Torino. A idearla è il rapper Frankie hi-nrg mcm, nome d’arte di Francesco Di Gesù, che ha voluto che la mostra “Da Poussin agli Impressionisti” (dall’11 marzo a Palazzo Madama) fosse accompagnata dal progetto musicale.
Dieci grandi artisti italiani, da Elisa a Simone Cristicchi passando per Paola Turci e Neri Marcorè, hanno selezionato cinque brani per ogni opera esposta: cinque canzoni che, una volta di fronte al quadro, suscitano emozioni e accompagnano lo spettatore in un’esperienza artistica che unisce pittura e musica. L’obiettivo è di far incontrare i capolavori di Poussin con la musica e il web.

Frankie hi-nrg, da cosa nasce Artune?

Artune nasce dall’urgenza di avvicinare le persone ai musei, alle chiese e al contatto con l’arte. Esiste una naturale allergia del pubblico di fronte alle opere, perché si sente in soggezione, a volte addirittura ignorante. Il progetto serve per rompere il ghiaccio. Artune vuole quindi raccontare i quadri anche attraverso le emozioni e descrivere queste ultime con la musica”.

Come hanno reagito gli artisti di fronte alla sua proposta?

Benissimo. Le risposte sono state: sì, sì, sì, che bello, che divertente. Non ho avuto bisogno di convincerli, erano d’accordo non appena hanno sentito l’idea. Non mi immaginavo che potessero essere così entusiasti, e invece mi hanno sorpreso”.

Su quale base gli artisti coinvolti hanno scelto i brani?

Secondo i loro gusti personali. Le canzoni non sono dell’artista che le ha selezionate e i brani sono stati scelti in base alla cultura, sensibilità e approccio con cui ciascuno di loro si racconta attraverso la musica. E quindi Elisa ha scelto Sigur Ròs e Joni Mitchell o Dario Vergassola Jimi Hendrix e Caetano Veloso. Tutti hanno avuto totale libertà”.

Alle 18, Frankie hi-nrg sarà a Palazzo Madama per conversare sul progetto con la giornalista Marinella Venegoni.
Per vedere tutti i brani selezionati clicca qui.

02/05/2016

Jacopo Albini e Fabio Giachino, insieme grazie al Fringe

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, — Sara Iacomussi @ 11:22

Crescere e migliorarsi insieme al Fringe Jazz Festival: è quello che è successo a Jacopo Albini e Fabio Giachino, due musicisti torinesi under 30 che si sono esibiti nel corso dell’evento (quest’anno dal 22 aprile al 1 maggio) fin dalla primissima edizione.
Saxofonista uno, pianista l’altro, i due hanno rispettivamente 26 e 29 anni. In comune la caratteristica di aver sempre partecipato da protagonisti alla festa torinese dedicata alla musica. Da quattro anni, infatti, entrambi danno il loro contributo per trasformare Torino, anche solo per pochi giorni, la capitale del Jazz.

Per l’edizione 2016, Albini ha partecipato al progetto ‘Edimburg Project’. Edimburgo e Torino si sono unite per creare “uno scambio culturale tra i due festival di jazz – ha raccontato – portando nelle due città artisti italiani e scozzesi. Insieme a Furio Di Castri, direttore artistico del Fringe Jazz, e a Tom Bancroft, direttore dell’Edimburg Project abbiamo suonato i nostri pezzi, dei brani originali con il contributo anche del chitarrista Greme”.

Giachino, invece, si è occupato insieme a Mauro Battisti e Tony Arco delle open jam session al Mad Dog, il locale di via Maria Vittoria.
“Ogni notte – dice -  da mezzanotte in poi, suonavamo un set di apertura e, dopo, tutti gli artisti del Fringe si univano a noi”.
Ma le emozioni per l’edizione 2016 non si fermano qui per Giachino: “Mi sono esibito nella serata di apertura, per il Torino Jazz Festival, sul palco principale di Piazza Castello con Roy Paci: che esperienza, quanta gente”.

Sia Albini sia Giachino negli ultimi quattro anni avevano già avuto la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti, di tutte le nazionalità e dai più svariati stili. “Ho partecipato a un progetto su Frank Zappa – spiega il primo –  e in più ho suonato con ospiti importanti: due anni fa, ad esempio, con Yon Balke e Patrice Heral”.
“Mi sono esibito – racconta il secondo – con molti artisti residente delle varie edizioni. Questo mi ha dato l’opportunità di vedere, conoscere e ascoltare musicisti provenienti da tutto il mondo, con cui si è creato uno scambio culturale unico. È questo uno dei gol del Fringe: riuscire a unire i vari artisti, che se no non si potrebbero conoscere”.

E Albini aggiunge, riguardo i meriti del Festival: “In quei giorni tutti i locali sono pieni e le persone erano lì per ascoltare jazz. In una città come Torino non capita spesso. È una soddisfazione, per un musicista, vedere che il posto in cui stai suonando scoppia e che il tuo concerto è particolare e apprezzato”.

26/04/2016

Napolitano, Cristoforetti, Fo: al via il Salone dei grandi nomi

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , , , — Daniele Pezzini @ 16:45

Torino si prepara ad ospitare il Salone Internazionale del Libro, a Lingotto Fiere dal 12 al 16 maggio. Un’edizione che, per dirla con le parole del patron Ernesto Ferrero, punta ad essere “la più scintillante degli ultimi 20 anni”.

Il tema centrale sarà quello delle visioni, scelto per sostenere l’importanza di uno sguardo verso il futuro in ogni ambito culturale: da quello letterario a quello scientifico. Per questo tra i grandi ospiti del Salone ci saranno il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia e il candidato al nobel Guido Tonelli, protagonista della scoperta del bosone di Higgs, ma anche Alberto Angela e Giorgio Napolitano, l’astronauta Samantha Cristoforetti, ma anche Corrado Augias e Dario Fo.

Il programma è come sempre ricchissimo: quest’anno sarà la Puglia la regione ospite d’onore, mentre un focus particolare sarà riservato alle culture e alle letterature arabe. L’obiettivo è quello di scoprire un mondo troppo spesso descritto tramite luoghi comuni e approfondire le ragioni dei drammi a cui assistiamo ogni giorno in Medio Oriente e nel Mediterraneo. Tra gli ospiti più attesi ci sarà Shrin Ebadi, la prima donna musulmana ad aver vinto il Premio Nobel, e Antoine Leiris, l’uomo che ha perso la moglie nell’attentato al Bataclan e che ha scritto ai terroristi la lettera “Non avrete il mio odio”. Accanto a loro, la consueta nutrita schiera di scrittori italiani: Claudio Magris, Erri De Luca, Massimo Gramellini, Roberto Saviano, Enzo Bianchi, Dacia Maraini, Paola Mastrocola e moltissimi altri.

La novità forse più significativa è l’introduzione del biglietto serale a 5 euro, valido a partire dalle 18, con il quale si potrà assistere agli eventi del “Salone by night”, tra cui le performance di Luciano Ligabue, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni e un inedito concerto di Francesco Guccini accompagnato da un pianista d’eccezione: il costituzionalista Gustavo Zagrebelski.

Anche quest’anno torna il Bookstock Village, lo spazio interamente dedicato a bambini e ragazzi, in cui i giovani avranno a che fare con le tecnologie più innovative, interagendo con robot androidi e sperimentando le meraviglie della realtà aumentata. Due progetti particolari saranno dedicati alla letteratura del domani: lo spazio Book to the Future permetterà di entrare in contatto con dieci start up digitali che si stanno facendo largo nel mondo dell’editoria, mentre l’Incubatore darà l’opportunità di farsi conoscere a 24 piccole case editrici nate da meno di due anni e non legate ad alcun grande gruppo.

La Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura ha saputo affrontare le criticità economiche che si erano presentate lo scorso anno e il cambio di presidenza, che ha visto Giovanna Milello prendere il posto di Rolando Picchioni. Lo ha fatto con il sostegno di Intesa Sanpaolo, del Ministero dell’Istruzione e di quello della Cultura, ma soprattutto grazie all’impegno degli editori. Come ha sottolineato Regis Faure, direttore generale di GI Events per Lingotto Fiere, “la notizia è innanzitutto che il Salone c’è. Questo è stato possibile grazie a tutti gli espositori che hanno risposto presente”. Saranno oltre mille le case editrici che metteranno in mostra la loro produzione nei padiglioni del Lingotto, nonostante abbiano dovuto sostenere spese organizzative che negli anni scorsi non erano totale competenza di chi esponeva: “È un segno di quanto ci tengano – fa notare Ferrero -, di quanto il Salone sia importante per loro”.

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