Futura

01/06/2016

Palazzo Madama, panorama a portata di tutti

Filed under: Futura,Notizie — Tag:, — Martina Tartaglino @ 14:48

I portici di via Po e la collina, la Mole e Superga e poi lo sguardo corre verso i simboli della città che cambia. Tutto intorno lo spettacolo delle Alpi: si vede il Monviso e poi nelle giornate di cielo azzurro anche le cime della Valsusa e il massiccio del Rosa. Il panorama dalla torre di Palazzo Madama è uno dei più suggestivi di Torino. Lì si concludono tutte le visite guidate all’edificio e lì si può godere di una prospettiva diversa sulla città che sembra proprio a portata di chiunque.

E per essere davvero accessibile è stato sviluppato, già a partire dal 2012, “La città nelle mani di tutti” un innovativo progetto integrato con importanti novità. Cittadini e turisti con disabilità sensoriali in visita a Palazzo Madama, da oggi, possono usufruire anche di un testo descrittivo del paesaggio nella versione di lettura audio (voce Alessandra Ruffino) e di traduzione in lingua visiva in LIS – Lingua italiana dei segni ( realizzato in collaborazione con l’Associazione interpreti LIS). Basta avere uno smartphone e l’applicazione per la lettura del QR-code e del codice NCF (Near Field Communication o Comunicazione in prossimità).

I nuovi dispositivi vanno ad aggiungersi ai pannelli inseriti negli otto finestroni della torre e che grazie a una speciale tecnica di stampa, presentano contenuti grafici e testuali accessibili a tutti: normodotati, non vedenti, ipovedenti e malvedenti, sordi, dislessici, anziani, bambini.

Grazie ai testi in Braille, infatti, e ai disegni in inchiostro trasparente a rilievo (studiati per la lettura tattile) tutti possono orientarsi e divertirsi cercando sulle mappe, non solo i punti di principale interesse artistico e naturalistico di Torino, ma anche calcolando la distanza e la posizione dalle principali città europee e degli stati che si affacciano sul Mediterraneo.

“L’idea nasce dalla volontà di mettere insieme le persone – spiega Anna La Ferla responsabile dei servizi educativi di Palazzo Madama – Si tratta di semplicissimi accorgimenti in grado di fornire a tutti le stesse possibilità ed è anche un modo per prendere coscienza delle difficoltà incontrate da persone con disabilità permanente e temporanea nella vita di tutti i giorni. E la torre di Palazzo Madama è patrimonio di tutti”.

31/05/2016

I musei di Torino tra i cimeli di Marilyn Monroe e i viaggi dei Beatles

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , — Azzurra Giorgi @ 11:32

Due viaggi attraverso vite, opere, paesi. Il primo giugno a Torino si inaugurano due mostre che, per quanto diverse, hanno dei punti in comune. Al Mao, Museo di arte orientale, inizia “Nothing is real. Quando i Beatles incontrarono l’Oriente”, che durerà fino al 2 ottobre, mentre a Palazzo Madama c’è “Marilyn Monroe. La donna oltre il mito”, aperta fino al 19 settembre.

Quello che le avvicina non è soltanto una svolta pop dei musei torinesi, che già precedentemente avevano proposto esibizioni come “Bushi”, sull’estetica del guerriero giapponese dal manga alle guerre stellari e “Fashion”, sulla moda dell’ultimo secolo attraverso le fotografie del National Geographic.

Il punto in comune è proprio quello del viaggio. Nel caso del Mao, si ripercorre il legame tra i Beatles e l’Oriente: un rapporto che inizia nel 1967 quando Paul, John, George e Ringo incontrano a Londra il guru Maharishi Mahesh Yogi. Qualche mese dopo, lo raggiungono nel suo ashram alle pendici dell’Himalaya per un corso di meditazione, al quale partecipano anche familiari e amici, tra i quali l’attrice Mia Farrow. In questo periodo scriveranno alcune delle canzoni contenute nel successivo album “The Beatles”. Il titolo della mostra, curata da Luca Beatrice, è, invece, un verso di “Strawberry fields forever”, e indica il diverso, qualcosa che va al di là delle apparenze e mescola diversi mondi e culture. Per questo, nell’esibizione, si passa dalle fotografie del viaggio di Pattie Boyd, moglie di George Harrison e amante di Eric Clapton (che le dedicò “Layla” e “Wonderful tonight”) alle opere degli artisti contemporanei Alighiero Boetti e Francesco Clemente. Ma anche cartine, LP, video originali, locandine e cimeli beatlesiani, oltre che la grande attenzione dedicata all’India. Declinata soprattutto in chiave psichedelica, con le copertine degli album di Jimi Hendrix, Santana, The Fool e Joni Mitchell, il film di Joe Massot con musiche di Harrison del 1968 e il reportage televisivo di Furio Colombo che si trovava a Rishikesh negli stessi giorni dei Beatles.

Dall’India si passa, invece, al viaggio nella vita di una donna, che da Norma Jeane Mortenson diventa Marilyn Monroe. A Palazzo Madama, centocinquanta oggetti ne ripercorrono la storia in ordine cronologico: dalla nascita, con una tazza d’argento dalla quale beveva il latte, ai suoi esordi come modella nella metà degli anni ’40, passando per la consacrazione come grande diva fino al suo ultimo servizio fotografico insieme a Bert Stern per Vogue nel 1962.

“La mostra era già stata decisa dalla scorsa amministrazione, che aveva creato un filone di esibizioni al femminile. Non dimentichiamoci che il Palazzo è stato creato da due madame – afferma Guido Curto, direttore di Palazzo Madama -. Il nostro museo è anche di arti decorative, sulla scia del Victoria & Albert Museum di Londra, per questo è stato scelto di mettere in esposizione anche abiti, scelti dalla conservatrice e storica di moda Paola Ruffino – che ha dovuto districarsi tra oltre quattrocento cimeli custoditi dal collezionista tedesco Ted Stampfer – e celebrano una donna che si è costruita da sola e con la sua volontà e determinazione è diventata una star”.

L’allestimento, creato da Diego Giachello, “è proposto in chiave museale, con grandi vetrine suddivise in un percorso cronologico in otto tappe”, dice Curto, che preannuncia un’altra mostra dedicata alle donne. “A settembre, dopo questa, ci sarà un’esibizione su quattordici donne fotoreporter di guerra che durerà fino a gennaio. Per ogni reporter saranno in mostra cinque foto e si delineeranno così i profili di donne coraggiosamente impegnate” afferma Curto.

Palazzo Madama, comunque, continuerà anche a offrire la sua storica sezione di arte antica. Dal 29 settembre, infatti, sarà allestita una mostra su Emanuele d’Azeglio, grande collezionista e direttore del Museo Civico fino al 1890, mentre a novembre sarà il turno dell’arte medievale con una collaborazione con il museo di Cluny di Parigi, al quale Palazzo Madama ha prestato, nell’aprile scorso, lo scrigno di Guala Bicchieri.

10/05/2016

Artune, quando la musica incontra l’arte

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 12:46

Artune, la prima audioguida emozionale al mondo, arriva a Torino. A idearla è il rapper Frankie hi-nrg mcm, nome d’arte di Francesco Di Gesù, che ha voluto che la mostra “Da Poussin agli Impressionisti” (dall’11 marzo a Palazzo Madama) fosse accompagnata dal progetto musicale.
Dieci grandi artisti italiani, da Elisa a Simone Cristicchi passando per Paola Turci e Neri Marcorè, hanno selezionato cinque brani per ogni opera esposta: cinque canzoni che, una volta di fronte al quadro, suscitano emozioni e accompagnano lo spettatore in un’esperienza artistica che unisce pittura e musica. L’obiettivo è di far incontrare i capolavori di Poussin con la musica e il web.

Frankie hi-nrg, da cosa nasce Artune?

Artune nasce dall’urgenza di avvicinare le persone ai musei, alle chiese e al contatto con l’arte. Esiste una naturale allergia del pubblico di fronte alle opere, perché si sente in soggezione, a volte addirittura ignorante. Il progetto serve per rompere il ghiaccio. Artune vuole quindi raccontare i quadri anche attraverso le emozioni e descrivere queste ultime con la musica”.

Come hanno reagito gli artisti di fronte alla sua proposta?

Benissimo. Le risposte sono state: sì, sì, sì, che bello, che divertente. Non ho avuto bisogno di convincerli, erano d’accordo non appena hanno sentito l’idea. Non mi immaginavo che potessero essere così entusiasti, e invece mi hanno sorpreso”.

Su quale base gli artisti coinvolti hanno scelto i brani?

Secondo i loro gusti personali. Le canzoni non sono dell’artista che le ha selezionate e i brani sono stati scelti in base alla cultura, sensibilità e approccio con cui ciascuno di loro si racconta attraverso la musica. E quindi Elisa ha scelto Sigur Ròs e Joni Mitchell o Dario Vergassola Jimi Hendrix e Caetano Veloso. Tutti hanno avuto totale libertà”.

Alle 18, Frankie hi-nrg sarà a Palazzo Madama per conversare sul progetto con la giornalista Marinella Venegoni.
Per vedere tutti i brani selezionati clicca qui.

05/05/2016

Da Palazzo Reale a Palazzo Madama: tre eventi per immergersi nell’arte

Visite teatrali, gioielli e appartamenti reali. Il panorama culturale di Torino si arricchisce con tre eventi che inizieranno tra venerdì e sabato intorno a Piazza Castello, precisamente a Palazzo Madama e a Palazzo Reale.

Domani, infatti, saranno aperte al pubblico le stanze della Regina Elena e la mostra “Gioielli Vertiginosi”, mentre sabato sarà la volta delle visite teatrali “I colori del tempo”.

Fino al 26 giugno, ogni fine settimana, il piano terra di Palazzo Reale riaprirà uno dei suoi appartamenti: dieci stanze di affreschi mitologici, porcellane, cristalli e pavimenti di marmo edificate nel Seicento e dedicate fin da subito alle donne di corte. Vi furono alloggiate le figlie del re Vittorio II di Savoia, Maria Adelaide e Maria Gabriella, la sorella di Vittorio Amedeo III, Maria Felicita, l’Imperatrice di Russia Alessandra Fedorowna, vedova dello zar Nicola I, e Maria Letizia Bonaparte, nipote di Napoleone, che lo scelse come residenza dopo il matrimonio con Amedeo di Savoia. Dagli anni venti del XX° secolo, poi, è stato abitato dalla Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III che abitava nell’appartamento vicino, sovrana amata dal popolo per le opere caritatevoli e la grande cultura.

Le visite si snoderanno nelle varie stanze decorate con i delicati acquarelli della pittrice torinese Emma Biscarra, specializzata in motivi floreali, nelle quali compaiono anche il dipinto della Regina Elena, ritratta da Edoardo Tofano in abito bianco, corona e mazzo di fiori, e la volta affrescata con i Quattro Elementi nella Sala di Parata.

A qualche metro di distanza, a Palazzo Madama, inizia domani una mostra dedicata all’arte orafa incentrata su Ada Minola, artista poliedrica morta nel 1993. Oltre 120 gioielli che vanno dall’Art Nouveau allo stile neo-barocco e alle influenze dell’architetto Carlo Mollino, ideatore dell’Auditorium Rai e del Teatro Regio a Torino e amico della Minola. Le avanguardie del secondo dopoguerra si traducono in anelli, bracciali, orecchini, pettini, spesso dalle forme intrecciate e arricchiti da pietre preziose e diamanti. Il nome della rassegna, “Gioielli vertiginosi”, deriva da Emmanuel Looten, poeta francese che descrisse così i lavori della donna, che nel 1957 li espose alla Triennale di Milano su invito di Arnaldo e Giò Pomodoro. Fino al 12 settembre Palazzo Madama continua quindi un percorso culturale dedicato agli oggetti, preceduto dalla rassegna su Gio Ponti e la Richard Ginori chiusa lo scorso febbraio.

Per concludere il fine settimana dell’arte, sabato alle 17 ritorna l’appuntamento con “I Colori del tempo”, una visita curata dall’Accademia dei Folli, che accompagna i visitatori della mostra “Da Poussin agli impressionisti” attraverso le varie sale di Palazzo Madama. Le protagoniste saranno tre donne di epoche diverse: la zarina Caterina II, imperatrice illuminata degli ultimi trent’anni del Settecento, Elisabeth Vigée-Le Brun, grande ritrattista francese dell’Ottocento, e Berthe Morisot, unica donna impressionista e personaggio di spicco del panorama francese del XIX secolo che fece diventare la sua casa un luogo di ritrovo per musicisti, letterati e pittori, posando inoltre per molti dipinti di Manet. Le tre donne si divideranno il percorso, illustrando le opere, le storie e le vite dietro ai quadri: un modo nuovo di scoprire e vivere l’arte, che viene sperimentato anche al British Museum, al Natural History Museum di Londra e al Metropolitan Museum di New York.

21/04/2016

A Palazzo Madama dialogano i capolavori di Antonello da Messina

Filed under: Cronaca,Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , — Davide Urietti @ 12:44

A Palazzo Madama, fino al 27 maggio sarà possibile ammirare una delle più prestigiose opere del maestro siciliano Antonello da Messina. Si tratta della tavola bifronte, prestata dal Museo regionale di Messina, che, su un lato, raffigura la ‘Madonna con il Bambino benedicente e francescano in adorazione’ e, sull’altro, ‘L’Ecce homo’. Per ospitarla il museo diretto da Guido Curto ha allestito nella Camera delle Guardie, una scenografia che consenta all’opera di dialogare con un altro capolavoro del maestro, il ‘Ritratto d’uomo’, proprietà di Palazzo Madama. “La stanza scelta per l’esposizione è volutamente buia – sottolinea la presidente di Fondazione Torino Musei, Patrizia Asproni – perché solo così sarebbe stato possibile cogliere fin da subito i particolari della tavoletta, un’opera piccola, ma dalla qualità di pittura straordinaria”. La possibilità di esporre insieme i  due dipinti nasce dalla scelta del museo siciliano di mettersi nella scia di quanto proposto da Palazzo Madama, condividendo l’idea di art sharing, ovvero di fare sistema con altre realtà museali per ampliare le opportunità di fruizione.

“Abbiamo voluto allestire questa rassegna per mettere a confronto gli inizi e la fine della carriera di Antonello – spiega il curatore della mostra, Simone Baiocco -. Entrambe le opere hanno i tratti tipici del lavoro fatto su commissione. La tavola bifronte è uno dei primissimi dipinti e la sua collocazione cronologica è stimabile tra il 1465 e il 1470 per via di caratteristiche che richiamano la pittura fiamminga e provenzale. Culture con cui l’autore sarebbe venuto a contatto quando soggiornò a Napoli intorno al 1450 per un periodo di apprendistato presso un maestro che aveva assimilato quello stile.  L’obiettivo che Baiocco si propone è quello di mettere in luce le qualità che hanno reso il messinese il primo artista italiano di caratura europea del Rinascimento.

“Il ‘Ritratto d’uomo – prosegue il curatore– è,  invece, una delle prove più alte della produzione di Antonello. Dipinto nel 1476, è tra i massimi esempi della capacità dell’autore di fissare la personalità del soggetto ritratto, cogliendone la natura più intima e profonda”.

Seguendo la logica della condivisione, dal 1 giugno al 10 luglio la mostra farà tappa proprio a Messina, nel Museo regionale.

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