Futura

07/06/2016

Università, in Piemonte arrivano nuovi fondi per lo studio

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , — Tommaso Spotti @ 10:44

Un milione e mezzo di opportunità. E’ questa la cifra dei nuovi investimenti che vari enti, pubblici e privati, hanno messo a disposizione per promuovere e migliorare l’attività accademica in Piemonte.

Settecentomila euro, provenienti dalla Fondazione Crt e dalla Fondazione Giovanni Goria, sono destinati all’istituzione di borse di studio per giovani laureati. Il bando, chiamato “Talenti per la società civile” e aperto fino all’11 luglio, mira a promuovere l’attività imprenditoriale presso realtà no profit o aziende piemontesi e della Val d’Aosta: “Dalla prima edizione di queste borse, nel 2009, sono 500 i giovani ricercatori che hanno goduto di questi investimenti – ha spiegato Anna Chiara Invernizzi, vice presidente di Crt – il bando promuove così l’integrazione tra gli studi in ambito scientifico e sanitario e il mondo delle imprese”. “Molti dei nostri borsisti hanno ottenuto riconoscimenti a livello internazionale – ha aggiunto Marco Goria, presidente della Fondazione Giovanni Goria – siamo felici di continuare ad investire per vedere crescere giovani talenti”.

La Regione ha invece stipulato un accordo con gli atenei piemontesi per finanziare l’Osservatorio regionale per l’Università e il Diritto allo Studio Universitario: “L’istituto è fondamentale per raccogliere i dati e segnalare chi sono gli studenti bisognosi di sostegno – ha spiegato Monica Cerutti, assessora regionale per le Pari Opportunità – nei prossimi tre anni investiremo 384.000 euro per potenziare il servizio. La Regione continua così a finanziare le attività in difesa del diritto allo studio”. Gli atenei coinvolti – Unito, Polito, Piemonte Orientale e Scienze Gastronomiche – parteciperanno agli investimenti con 122.000 euro annui, così da portare i fondi disponibili a 750mila euro: “L’obiettivo è far sì che nessuno resti indietro”.

 

25/05/2016

L’industria italiana frena, il Piemonte non si salva

Filed under: Futura,Lavoro,Notizie — Tag:, , , , — Alessio Incerti @ 12:58

L’industria italiana frena, il Piemonte anche. “C’è da ammettere che rispetto a qualche mese fa quando si parlava di ripresa, oggi la situazione è peggiorata”. Questo il commento di Luca Pignatelli, direttore del centro studi dell’Unione industriale Torino. A marzo il settore produttivo italiano ha registrato la più importante battuta d’arresto dall’estate del 2013, con una contrazione del fatturato del 3,6% rispetto al primo trimestre dello scorso anno e dell’1,6% in confronto a febbraio. Una situazione dovuta principalmente al calo degli ordinativi (-3,3%) che investe tutti i settori, dall’auto fino all’edilizia.

Una condizione che accomuna tutte le regioni italiane, con il Piemonte che sta attraversando uno stallo come spiega Pignatelli: “Bisogna essere molto accorti nell’interpretare questi dati, in particolare gli ordinativi che hanno un andamento molto oscillatorio”. E le statistiche riguardanti la produzione industriale sono la cartina al tornasole di “Un trend di crescita decisamente basso – aggiunge Pignatelli – con un tasso che non va oltre l’1% e la produzione che si preveda salga del 2,2%”. Una previsione forse troppo ottimistica vista l’attuale situazione piemontese, dove però un settore resiste: “La filiera dell’auto – prosegue Pignatelli – tiene nonostante la situazione nazionale”. Altri comparti che sembrano non risentire della frenata sono quello aerospaziale, quello della meccanica strumentale e i beni d’investimento. Crolla invece l’edilizia, in crisi da troppo tempo. Diverso il discorso per l’energia, che varia non solo in base ai consumi ma anche in base al clima.

Questa situazione di stallo, se non di indebolimento viene confermata anche da Federico Bellono, segretario generale della Fiom-Cgil di Torino, che punta il dito contro il troppo ottimismo: “Si è parlato di ripresa in maniera prematura, ma la nostra esperienza ci ha insegnato a non esultare troppo presto, e infatti il lieve recupero di gennaio e febbraio è stato subito ridimensionato”. E la produzione risente anche della crisi occupazionale che sta attraversando il paese? “Nonostante qualche dato sia drogato dagli incentivi del governo per le assunzioni – evidenzia Bellono – le imprese preferiscono contratti a termine, piuttosto che a tempo indeterminato e questo è un segnale forte che la strada per la ripresa è ancora molto in salita.

02/05/2016

Premio alle tesi sulla Barbera, simbolo di un territorio magico

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , — Emiliano Tolu @ 13:46

Le colline morbide, la distesa dei filari, ma anche i borghi e i castelli medievali. Non è difficile, per chi c’è stato, capire perché nel giugno del 2014 l’Unesco ha accolto nella lista dei siti da tutelare i paesaggi vitivinicoli di “Langhe-Roero e Monferrato”. Siti dalla natura preziosa, secondo le motivazioni dell’agenzia Onu, che ne ha evidenziato “l’eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, del contesto sociale, rurale e del tessuto economico basati sulla cultura del vino”.

E proprio il paesaggio di “Langhe-Roero e Monferrato”, questa mattina, è stato al centro dell’incontro organizzato dal Centro Unesco di Torino, che da maggio a settembre ha programmato quattro seminari dedicati alle tesi di laurea che valorizzano e promuovono il territorio piemontese. “Le porte del Barbera d’Asti: un paesaggio protetto dall’Unesco” è il titolo della relazione, tenuta nel Castello del Valentino, da Elisa Turello, alla presenza del professor Marco Devecchi e la professoressa Maria Paola Azzario, presidente del C.U. di Torino.

La tesi presentata da Turello è la prima che ha per oggetto il paesaggio, i vigneti e il valore dato dall’interazione tra l’uomo e l’ambiente. “Il territorio delle Langhe, Roero e Monferrato – ha esordito la giovane – è un esempio eccezionale di convivenza nei secoli tra l’insediamento umano e il contesto ambientale. Oltre alle colline e ai vigneti, infatti, l’Unesco nel 2014 ha premiato le tradizioni che hanno una lunga storia e si sono sviluppate da secoli fino a oggi. Su tutte, quella del vino Barbera. Un tempo considerato come rosso da osteria, bevanda economica, di poco pregio. Poi, nobilitato, nel corso del Novecento, fino alla consacrazione, avvenuta nel 1970, con il riconoscimento dell’origine controllata; e, nel 2008, la successiva denominazione Docg, “di origine controllata e garantita”.

La bellezza, le tradizioni e la cultura di queste terre, racchiuse nella lunga stagionatura di una bottiglia di Barbera, hanno però un avversario difficile da sconfiggere: l’indifferenza. “Nonostante l’Unesco accolga nella sua lista soltanto siti di cui possa essere riconosciuto universalmente il valore e la bellezza, in pochi conoscono questi luoghi ed è per questo che occorre un’opera di valorizzazione attenta e aperta a chiunque. Non solo ingegneri e architetti. Chiunque può fare qualcosa e rendersi utile sul territorio, che dobbiamo sentire come il nostro. E, per questo, non basta viverlo, ma occorre studiarne le peculiarità, capirne gli aspetti legati alla cultura, alla sua storia e quindi promuoverlo in modo adeguato”.

29/04/2016

Living Circus, 6 mesi di spettacoli fra Italia e Francia

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , — Fabio Grandinetti @ 12:55

Un festival diffuso di arte performativa contemporanea. In altre parole, sessanta spettacoli circensi, di danza e di teatro da strada, dal 7 maggio al 29 ottobre, sparsi in cinque regioni del nord Italia e in Francia. È il Living Circus, la rassegna curata da Cirko Vertigo e giunta alla terza edizione.

Un “contenitore leggero di spettacoli ed eventi”, lo definisce il direttore artistico Paolo Stratta, che attraverserà il Piemonte e toccherà la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Valle d’Aosta, sconfinando in Provenza.

Il festival vivrà delle performance di più di 150 artisti provenienti da realtà e discipline differenti, che si esibiranno in teatri, piazze, residenze artistiche o in luoghi simbolo dei territori coinvolti: dal Borgo Medievale di Torino al Castello di Rivoli, passando per il Chiostro di San Sebastiano di Biella e l’Oasi Zegna di Bielmonte (Biella).

Ma il Living Circus si inserirà anche nell’ambito di eventi culturali già in programma. È il caso del Torino Fringe Festival, che ospiterà il 4 maggio l’anteprima della rassegna circense. Il via ufficiale, invece, si celebrerà a San Giorgio Canavese il 7 e l’8 maggio, in occasione del Mercato della Terra. Spiccano gli appuntamenti del Festival Off di Avignone dal 18 al 30 luglio e l’esibizione del 9 ottobre a Sandigliano (Biella) del giocoliere e danzatore ucraino Viktor Kee del Cirque du Soleil, accompagnato dal clown di fama internazionale Onofrio Colucci.

Le numerose collaborazioni con realtà attive nel sociale, inoltre, sottolineano la vocazione del Cirko Vertigo, che attraverso l’arte di strada promuove da sempre progetti nati dal basso a sostegno dell’inclusione: ne sono un esempio i laboratori con i detenuti della Casa Circondariale delle Vallette, che sarà palcoscenico di uno spettacolo il 25 maggio, e la serata al Teatro Chiabrera di Savona del 19 maggio proposta dall’associazione Telefono Donna.

Il Living Circus, patrocinato dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana di Torino, è sostenuto dalla Fondazione CRT, che nelle tre edizioni ha stanziato più di 100 mila euro.

20/04/2016

Cani, gatti, asini: basta una ricetta per la pet therapy

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , — Azzurra Giorgi @ 09:33

Sclerosi multipla, autismo, malattie terminali e depressione. La pet therapy è utile in molte patologie e adesso, anche per i pazienti del Piemonte, basterà una ricetta medica per goderne i benefici. La Giunta regionale, infatti, ha recepito le linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA), che prevedono l’aumento di un servizio già esistente in ospedali e case di riposo, dando il via alla creazione di nuovi centri specializzati e all’assistenza domiciliare.

Le IAA hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e prevedono interventi per tutelare la salute dei pazienti e il benessere degli animali. I più utilizzati sono i cani, in special modo i golden retriever, ma con le nuove linee la pet therapy si potrà fare anche con cavalli, conigli, asini e gatti.

L’associazione UAM-Umanimalmente di Grugliasco, ad esempio, opera da sette anni a contatto con gli animali, con l’educazione cinefila e, appunto, pet therapy. “In passato abbiamo avuto anche i gatti, adesso abbiamo soltanto cani – afferma la presidente Miriam Borra -. Gli animali vengono scelti in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere: nel caso di persone apatiche o depresse sono più adatti cani propositivi, allegri, così da stimolare la persona a farle fare cose pratiche. Tutti i cani hanno superato un test di idoneità da un punto di vista comportamentale: devono essere prevedibili, senza aggressività, affidabili, con un buon autocontrollo, in grado di eseguire esercizi su richiesta e con una buona capacità di gestire situazioni difficili”. L’associazione UAM opera con tutte le fasce d’età: dagli asili nido, dove i bambini dall’anno in su iniziano a socializzare con il mondo animale, ai ragazzi in comunità, agli anziani, spesso “persone che hanno perso il valore sociale e possono in questo modo occuparsi di qualcuno”, agli adulti che hanno avuto dei traumi. “Lavoriamo con persone che hanno avuto incidenti stradali, arresti cardiaci, ictus, che hanno subito lesioni cognitive e, a volte, motorie. Per loro vengono svolti percorsi riabilitativi mirati con i dottori”, afferma Borra.

La pet therapy, complementare agli interventi medici standard, viene eseguita da personale con una formazione specifica, che va dai logopedisti agli infermieri, che vedono nelle IAA un ampliamento valido della loro offerta. In prospettiva, le richieste potrebbero essere molte di più, considerando che le nuove linee guida (che rispondono a una legge del 2015 siglata da Governo e Regioni) dovranno essere adottate in tutta Italia. Il Piemonte è l’ultima di una serie ad averle recepite:

Le prime sono state Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Toscana, dove sono nate associazioni che hanno contribuito a una maggiore conoscenza della pet therapy, portando gli animali negli ospedali, soprattutto a contatto con i bambini. Chi si occupa di questi progetti sono laureati in psicologia, medicina e veterinaria, come conferma Rossella Prosperi della Onlus “Amici animali a quattro zampe”: “I laureati fanno un corso di tre anni insieme a un cucciolo, solitamente un golden ma anche cani non di razza in base al loro carattere, e vengono addestrati secondo le diverse patologie. Abbiamo bambini disabili fisicamente o psicologicamente e ricoverati in pediatria; è un percorso lungo perché nella nostra pet therapy il cane esalta il lavoro che fa lo psicologo col ragazzo. La pet therapy era già stata scoperta nel 1876 quando uno psichiatra aveva visto come cambiavano le risposte alla terapia da pazienti con animali a quelli senza. Nei reparti oncologici e pediatrici, dove ci sono bambini anche in fase terminale, che hanno smesso di mangiare per la depressione, con la collaborazione del cane si riesce ad avere una risposta laddove il solo psicologo non avrebbe grande efficacia”.

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