Futura

22/03/2016

Dal Poli alla Bbc progettando nuovi software per il giornalismo

Filed under: Futura,Multimedia,Notizie,Storie — Tag:, , — Martina Tartaglino @ 11:20

L’importanza di automatizzare alcuni processi aiuta chi produce e distribuisce notizie a comunicare con velocità ed efficacia a mondi diversi e senza dubbio la tecnologia apre strade e possibilità nuove anche per un settore in crisi come quello del giornalismo. Ne è convinto, tra gli altri, Giuseppe Futia 29 anni, laureato in Ingegneria dell’Informazione che da tre anni si occupa di ricerca al Centro Nexa del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino. Futia pochi giorni fa è partito per Londra dove ha partecipato al progetto #newsHack promosso da Bbc. Ed è stato l’unico ricercatore proveniente da un ateneo italiano, ad aderire all’iniziativa. Ma che cosa è #newsHack?

Si tratta di un Hackathon, una sorta di competizione indetta dal centro di ricerca e sviluppo dell’emittente inglese – e in particolare dal reparto Bbc Connected Studio – alla quale, ogni anno, aderiscono sviluppatori, studenti, giornalisti e ricercatori provenienti dalle Università del Regno Unito e, con Giuseppe Futia, anche dal Centro Nexa del PoliTo. I partecipanti si dividono in team e, sulla base di un tema proposto, si sfidano per portare a compimento uno specifico obiettivo connesso soprattutto allo sviluppo software. “Quest’anno il tema era legato allo sfruttamento delle tecnologie per favorire il multilinguismo poiché Bbc, essendo un editore ad ampio respiro, sta cominciando a voler comunicare con delle comunità specifiche, come per esempio quella ispanica, indiana, araba” racconta il giovane ricercatore del Politecnico.

Per due giorni, il team composto da Giuseppe Futia e da altri membri del laboratorio di ricerca e sviluppo della Bbc, ha lavorato intensamente al progetto “Who said what?” sviluppando un software in grado di individuare tutte le citazioni di un personaggio riferiti a un determinato argomento. “Per esempio indicando come input “ambiente” e “Barack Obama” il software è in grado di raccogliere tutte le citazioni e i virgolettati del presidente Usa riferiti a quello specifico argomento e contenuti nell’archivio Bbc o di testate del Regno Unito. La particolarità è che lo strumento è in grado di riconoscere la lingua di origine della citazione e tradurla automaticamente in quella di destinazione” spiega Futia che proprio grazie a questo progetto, insieme al suo team, ha vinto la sessione dedicata al “best tool for multi-lingual journalists”, il miglior strumento per giornalisti.

La dimostrazione che nonostante la mancanza di fondi e fiducia verso due settori – la ricerca e il giornalismo – l’interesse è vivo e le potenzialità sono molteplici.

 

02/02/2016

Unito non cambia idea: l’accordo con il Technion di Haifa si farà

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , , , , , — Sabrina Colandrea @ 14:21

In risposta al gruppo di docenti che si è schierato contro l’intesa tra Unito, PolitecnicoTechnion di Haifa, temendo che l’ateneo israeliano possa utilizzare le scoperte a fini diversi da quelli scientifici, l’Università di Torino ha ribattuto: l’accordo non ha nulla a che vedere con la sperimentazione militare. Ciò nonostante, 30 professori hanno lanciato una petizione per bocciarlo. Secondo il ricercatore di Unito Alessandro Ferretti, “il Technion sviluppa sistemi di controllo e repressione della popolazione civile. Sul sito dell’ateneo israeliano si possono trovare ricerche effettuate su dispositivi, controllati da remoto, che servono a demolire le abitazioni palestinesi”. I 30 firmatari sono compatti nel ritenere che non dovrebbero esserci accordi con chi progetta armi, ma l’Università non cambia idea.

Per il prorettore Elisabetta Barberis, “ricerca e politica non possono essere confuse”. Un’opinione simile a quella del vicerettore per la ricerca Federico Bussolino: “Alle scuole elementari ci dicevano che non si possono addizionare le patate con le carote: quello palestinese è un problema enorme, che non si risolve di certo boicottando il progresso della scienza”. L’accordo con il Technion deve essere inquadrato in un’ottica culturale. “Non si tratta di un’intesa ‘sionista’ – ha aggiunto Bussolino – Non ci sarà scambio a livello industriale e non sono previsti stage per i ricercatori italiani in aziende israeliane. Questo dovrebbe dimostrare lo spirito esclusivamente scientifico dell’accordo”.

L’argomento ha coinvolto anche il mondo politico. Sulla questione, infatti, è intervenuto il sindaco Piero Fassino, al termine di un dibattito fra maggioranza e opposizione incentrato sui rapporti da tenere con la comunità islamica. Al primo cittadino non è piaciuta la presa di posizione dei 30 docenti contro il proprio ateneo: “Non vogliamo fornire sostegno all’occupazione militare e alla colonizzazione della Palestina – ha spiegato Fassino -. Il nostro obiettivo è far sì che Torino diventi sempre più una città aperta, tollerante, capace di riconoscere ogni identità”. E ha aggiunto: “Stigmatizzo chi propone di boicottare l’accordo”.

21/04/2010

Futura News – 21 aprile 2010

Politica: Fini verso una propria corrente

Montezemolo lascia: John Elkann presidente della Fiat

Emergency: i tre operatori bloccati dalla nube islandese

Graduatorie regionali nella scuola: contrari opposizione e sindacati

Francia: poliziotti nelle scuole delle banlieue

Gran Bretagna: sempre piu’ avanti il liberal-democratico Clegg,preferito dai giovani

Politecnico: domani aule e segreterie chiuse per sciopero

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