Futura

09/03/2016

Il vino italiano brinda al successo sui colossi internazionali: oggi il convegno

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , , , — Sabrina Colandrea @ 13:29

L’industria del vino italiana è tornata alla ribalta sulla scena internazionale dopo aver vinto la sfida contro i nuovi Paesi produttori. Se ne parlerà oggi nel corso del convegno “Prospettive dell’industria italiana del vino”, organizzato dal Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università di Torino. A sole due settimane dalla conferenza che ha chiuso il Festival del Giornalismo Alimentare, “Comunicare il vino ai giovani“, a Torino si torna a discutere di enologia. Alle 17.30, nell’Aula A4 del Campus Luigi Einaudi, gli esperti del settore esamineranno le prospettive dell’industria vitivinicola italiana.

Prenderanno parte all’incontro l’assessore regionale all’Agricoltura, alla Caccia e alla Pesca Giorgio Ferrero, il presidente di Eataly Oscar Farinetti, Giulio Porzio di Fedagri-Confcooperative e presidente dei Vignaioli Piemontesi, Antonello Maietta, a capo dell’Associazione Italiana Sommelier, il presidente del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Pietro Ratti e Stefano Castriota della Facoltà di Economia dell’Università di Bolzano. A introdurre i lavori sarà, invece, Alessandro Corsi del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università di Torino.

Tra i produttori tradizionali, l’Italia ha retto più brillantemente di altri il confronto con l’Australia, il Cile e il Sudafrica, che, dagli anni ’90, sono diventati fortemente competitivi in termini di qualità e prezzo. Partendo dalla presentazione del volume di Stefano Castriota, “Economia del Vino”, edito da Egea, il convegno analizzerà il buon risultato italiano.

Oggi le esportazioni del nostro Paese si collocano su livelli qualitativi alti e su fasce di prezzo decisamente superiori rispetto al passato. Durante l’incontro saranno trattati questo e altri temi, come gli strumenti del marketing, le possibili politiche in favore del settore vitinicolo, il ruolo delle cooperative e le prospettive di evoluzione del gusto dei consumatori. Ma l’intento degli organizzatori è allargare la discussione al futuro del settore vitivinicolo italiano.

Gli interrogativi sono tanti e riguardano soprattutto la sfida a continuare, lungo la direzione già intrapresa, in un contesto internazionale sempre più competitivo. Appare un segno positivo in questo senso la partecipazione di ben 117 imprese piemontesi al Prowein di Düsseldorf, la più qualificata e specializzata fiera vinicola della Germania. Dal 13 al 15 marzo, le società esporranno al salone i loro vini migliori, coordinate dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte.

25/02/2014

Allarme sushi, le regole per mangiare tranquilli

Sono preoccupati i ristoratori giapponesi. “Noi siamo le vittime dei nostri colleghi che lavorano nell’illegalità” dicono dopo l‘“Operazione Sushi” della Procura di Torino. Su cinque locali controllati dagli agenti del corpo forestale, in quattro sono state trovate irregolarità. Gli agenti hanno riscontrato una serie di carenze igieniche.

Rodrigo Perez Ramos è proprietario  di due ristoranti nel capoluogo piemontese. Il primo lo ha aperto in via Rivalta nel 2005 e il secondo nel 2010 in via Giulia di Barolo. “Non so come si fa ad essere così incoscienti. Bisogna stare attentissimi quando si dà il mangiare ai clienti, devi trattarli come fossero tuoi parenti”. Una volta comprato il pesce va masso nell’abbattitore, poi messo nel freezer e dopo ventiquattro ore può essere servito. Soltanto così si eliminano i batteri che potrebbero essere pericolosi per i consumatori. In uno dei locali controllati mancava addirittura l’abbattitore. “Io sono molto severo con i miei dipendenti, gli ripeto in continuazione che quando trattano il pesce devono lavorare rispettando la propria coscienza”.  Per Ramos molto dipende dall’acquisto della merce: “Io so come funziona, potrei spendere la metà in forniture, ma non darei qualità ai miei clienti. Molti se ne fregano e abbattono i costi”.

C’è una domanda che Ramos si fa ogni giorno, la pone pure ai suoi dipendenti, ma non ha ancora trovato una risposta: “Come fanno alcuni a vendere 50 pezzi per poco più di 20 euro? Con i prodotti che diamo noi ci perderemmo tantissimo con queste cifre”. Non è il solo a farsi questa domanda. Stefano Tedesco, del ristorante Kombu, non ha dubbi: “Dove costa troppo poco è meglio non andare. Noi, con dei prezzi normali, in certi periodi dell’anno quando il tonno costa un pò di più non ci rientriamo”. Ma i ristoratori sono allarmati soprattutto dalla paura che potrebbe dilagare a causa di concorrenti scorretti: “Chi si avvicina al mondo del sushi ci chiede tantissime cose, ha un po’ di paura. Casi come quelli di ieri ci danneggiano tantissimo” aggiunge Tedesco.

Carlo Nebiolo, presidente dell’Epat di Torino, l’associazione di categoria dei pubblici esercizi, è fermo nella sua posizione: “Chi non rispetta le regole fa una concorrenza sleale e soprattutto fa passare il messaggio terribile che nei locali non ci si può sentire sicuri”.

Un business enorme quello dei ristoranti giapponesi: in pochi anni c’è stato un aumento notevole in città. Ad oggi sono più di cento e il settore è ancora in crescita. “Molti miei amici il sabato hanno sostituto la pizza con il sushi. È un campo che al momento va bene, ma bisogna stare attenti” conclude Tedesco.

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