Futura

01/06/2016

L’UniTo acquista SciVal, il super motore per la ricerca

Filed under: Notizie,Scienza — Tag:, , , — Claudio Carollo @ 12:49

Nell’era dei Big data l’Università di Torino si dota di uno strumento strategico per gestire e sintetizzare milioni e milioni di dati. Grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, l’Ateneo ha potuto acquistare per 50mila euro la piattaforma SciVal, strumento informatico sviluppato dalla Elsevier, maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico, in grado di scandagliare milioni di articoli e brevetti tra 20mila riviste scientifiche. Cioè tutte le pubblicazioni nell’ambito della ricerca raccolte nella banca dati Scopus, che riunisce i prodotti di 5mila editori da tutto il mondo. “Basta con l’autoreferenzialità –  dice Silvio Aime, il Vicerettore alla Ricerca dell’Università di Torino – adesso possiamo conoscere rapidamente il profilo dei ricercatori, di gruppi di ricerca, le pubblicazioni e il numero dei brevetti che hanno registrato. Offriremo così delle prime informazioni di carattere statistico sulla valutazione di chi fa ricerca all’Università”

Come si colloca l’Unito nella classifica di pubblicazioni degli ultimi 5 anni? Regge il confronto con il Politecnico di Torino? E con la media Ue? Lo SciVal permette di rispondere innanzitutto a questi interrogativi. Ma l’obiettivo principale rimane dare accesso a ciascuno dei poli di innovazione dell’Unione Industriale per incrementare la collaborazione tra aziende e Università: trovare una corrispondenza tra la domanda di rinnovamento che viene dalle imprese e l’offerta dei dipartimenti dell’Ateneo. Tramite la ricerca semantica degli argomenti, lo SciVal può dare importanti elementi di valutazione attraverso la peer viewing, cioè un sistema di pareri incrociati tra esperti, creare una classifica per numero di brevetti e offrire report per le aziende che interagiscono con l’Unito attraverso lo Sportello Università Impresa (SUI), attivato di recente.

Alla piattaforma informatica potrà accedere tutto il personale e i gruppi di ricerca in qualsiasi ambito, non solo limitato al campo scientifico, ma anche per quello che riguarda la psicologia e le sociologie: “Se sono un ricercatore – ci dice Aime – e ho bisogno di trovar un partner per i miei studi, posso consultare questo potente strumento per controllare a quale università italiana e straniera poter fare riferimento”

02/05/2016

Torino e lo studio: un incontro per pensare a oggi e a domani

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , — Maria Teresa Giannini @ 11:33

Capitale reale, poi polo industriale e oggi città di cultura e ricerca, che accoglie studenti e accademici. Torino ha cambiato veste e oggi più che mai si riflette su quali siano le politiche adatte a renderla un hub per la formazione e la ricerca: sarà questo il tema al centro dell’incontro “Torino città degli studi”, previsto alle 21 presso la Fabbrica delle E di Corso Trapani.

La serata è organizzata dalla scuola di politica “Renata Fonte”, della Fondazione Benvenuti in Italia, giunta ora al suo nono anno di attività.

Ogni due settimane, nella sede del gruppo Abele, la nostra scuola organizza una serata di approfondimento – spiega Francesca Rispoli, presidente della “Renata Fonte” – si tratta di occasioni aperte non solo ai nostri studenti, ragazzi dai 19 ai 35 anni dalle esperienze formative eterogenee, ma per tutti coloro che desiderano ragionare con noi di come stia evolvendo la città e come potrà ancora cambiare”.

In tutto questo, l’Università è un attore fondamentale: durante l’incontro, infatti, il Rettore Gianmaria Ajani, rifletterà sul legame tra l’Università e la città, individuandone elementi di valore e di criticità.

Si partirà infatti dalla convinzione che la scuola e l’università siano un nodo di una rete più ampia, formata dal tessuto cittadino, dalle famiglie, dalle istituzioni che concorrono all’educazione dei giovani, alla costruzione di una società inclusiva e alla formazione di cittadini di domani. “Non si parla tanto di ciò che succede dentro la scuola o dentro le università, ma delle occasioni in cui questi enti hanno saputo organizzare momenti d’incontro con il territorio, facendo nascere patti educativi, sperimentazioni e prospettive.” dicono dalla Fondazione.

A portare il loro contributo saranno Domenico Chiesa del CIDI (Il centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), che tratterà del ruolo catalizzatore dei docenti; Elisa Ferrero, che proporrà invece l’esperienza di ACMOS e di come le associazioni giovanili possano essere un valore aggiunto nella formazione alla cittadinanza; con Riziero Zucchi, promotore della metodologia Pedagogia dei Genitori, siparlerà invece di come le competenze educative delle famiglie possano integrarsi nell’attività scolastica e far nascere patti educativi tra scuola, famiglia e territorio.

05/04/2016

Unito, protestano i ricercatori a rischio. Maltese: “Stiamo cercando soluzionI praticabilI”

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Andrea Lavalle @ 13:23

I ricercatori precari dell’Università di Torino annunciano battaglia contro il blocco delle assunzioni e lanciano un presidio martedì 12 aprile in Rettorato. Sono circa 900 i ricercatori che, di qui al 2017, vedranno scadere i sei anni di assegni di ricerca consentiti dalla legge Gelmini, oltre i quali se non si è vinto un concorso da ricercatore non resta altra soluzione che abbandonare la carriera accademica o tentare la sorte all’estero.
“A forza di non bandire, i 6 anni di limite per gli assegni si avvicinano” ha ricordato una delegazione di “non strutturati” intervenuta ieri durante la commissione organico chiedendo un tavolo congiunto per discutere questi temi.
Le risorse stanziate, denunciano i precari, sono tutte destinati agli avanzamenti di carriera e non prevedono l’ingresso di nuova forza lavoro.
“I soldi sono pochi e lo sappiamo ma siamo tagliati fuori dal confronto – dichiara Marianna Filandri del Coordinamento ricercatori non strutturati di Unito – Non si tratta di un problema personale che incide solo sulle vite dei singoli ma di un problema di tutto l’Ateneo. Negli ultimi 3 anni il personale dell’Università di Torino, una delle più importanti in Italia, è calato di 146 unità, questo rischia di incidere sui  suoi standard qualitativi”.
“Siamo in un regime di risorse calanti ma il Rettorato ha a cuore la questione – spiega Enrico Maltese, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università e presidente della Commissione organico del Senato Accademico – Stiamo cercando di trovare un equilibrio che permetta di stabilizzare il maggior numero possibile di precari senza con questo mandare all’aria il bilancio”.
Il bilancio, infatti, viene monitorato dal Miur e gli atenei che superano il tetto di spese fisse per il personale, stabilito dal Ministero, vengono penalizzati nella successiva assegnazione di fondi.
Nel corso della commissione sono state effettuate delle simulazioni su quanto costerebbe coprire i 245 posti (meno di un terzo degli assegnisti in scadenza) lasciati liberi dai docenti che andranno in pensione nei prossimi 5 anni. “Sono uscite delle cifre spaventose – spiega Maltese – Il primo anno costerebbe 2,5 milioni per arrivare a 12 milioni nel quinto. Una soluzione di questa portata non è nelle mani dell’Ateneo, bisogna ragionare su numeri inferiori – ha concluso il presidente della Commissione – Questa realtà si potrebbe alleggerire solo se il governo concedesse nuove risorse”.

09/12/2015

Scienza e comunicazione, il miglior ricercatore è torinese

Filed under: Cultura,Notizie,Scienza,Young — Tag:, , — Daniele Pezzini @ 17:41

Si chiama Sabino Maria Frassà, ha 30 anni ed è nato a Torino. Ha studiato economia tra Cambridge, Zurigo, Ginevra e Milano, ma è cresciuto professionalmente nel mondo del non profit e ora la sua vita si divide tra la ricerca scientifica e la passione per l’arte. Lo potremmo definire un talento italiano che, con le sue attività, garantisce sostegno ad altri talenti italiani.

Nel 2012 è stato, infatti, tra i fondatori del Premio Cramum, dedicato alle giovani eccellenze dell’arte contemporanea, e dal 2010 è segretario generale della Fondazione Giorgio Pardi, che si occupa di supportare la ricerca nell’ambito ostetrico e ginecologico con l’obiettivo di combattere la fuga di cervelli.

“Per avere un’idea delle attività della Fondazione Pardi – racconta il dottor Frassà – basta sapere che il 3 novembre al Policlinico di Milano è stata asportata una massa tumorale toracica a una bambina di soli 10 giorni. Si è trattato di un intervento straordinario, che le ha salvato la vita. L’operazione è stata condotta dal dottor Nicola Persico, che la nostra Fondazione ha riportato in Italia da Cambridge”.

Nel corso dell’ultimo congresso nazionale del Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana) Sabino Frassà ha vinto il premio come miglior ricercatore under 36, grazie a uno studio sull’alimentazione delle donne in gravidanza e sull’efficacia della comunicazione nel mondo della sanità. “La ricerca è nata da una domanda semplice – spiega – Quanto la comunicazione in ambito sanitario è davvero efficace? In che modo l’informazione modifica le abitudini alimentari?”. L’indagine ha coinvolto circa 1600 donne tra i 18 e i 42 anni e ha fatto emergere dati allarmanti: “Abbiamo scoperto che i blog non specialistici vengono considerati più affidabili dei quotidiani cartacei quando si tratta di nutrizione e che ci si fida più del medico di famiglia che di specialisti dell’alimentazione”. Il problema principale, racconta, è che “molte persone collegano i discorsi sull’alimentazione a una questione di semplice benessere e non di salute fisica, come dovrebbe essere”. Non c’è quindi da stupirsi che il 60% del campione non conosca le raccomandazioni basilari per la salute in gravidanza, come il consumo regolare di pesce e l’importanza di vitamina D e acido folico. “Questi sono solo alcuni dei dati che abbiamo raccolto – precisa – altri sono ancora in fase di elaborazione e verranno pubblicati nei prossimi mesi”.

Nella vita di Sabino Frassà però, oltre alla ricerca, c’è posto anche per l’arte. Due interessi apparentemente distanti, ma legati da un unico filo conduttore: la passione per la divulgazione. “Ho una sorta di ossessione per la comunicazione. La mia idea è che arte e ricerca non possano essere autoreferenziali, ma debbano cercare di diventare il più possibile comunicative ed efficaci”. Non a caso il tema del prossimo premio Cramum sarà ‘A chi parla l’arte contemporanea?’. Le dieci opere finaliste verranno esposte a Milano dal 10 al 18 maggio e una giuria decreterà il vincitore. “In questa quarta edizione vogliamo concentrarci proprio sulla diffusione del messaggio artistico e su come esso possa cambiare la visione che gli spettatori hanno dell’arte”.

 

10/02/2015

Torna Just The Woman I Am, donne in corsa contro il cancro

Filed under: Cronaca,Notizie,Sport — Tag:, , , , — Monica Merola @ 11:09

Una corsa non competitiva e una camminata di 6 km per la lotta ai tumori: torna in Piazza San Carlo “Just The Woman I Am”. L’evento, previsto per domenica 8 marzo, è organizzato dall’Università degli Studi di Torino, dal Politecnico e dal CUS e ha aperto le iscrizioni. Un’occasione per dare il proprio contributo alla ricerca scientifica sul cancro: i 15 euro dell’iscrizione alla maratona – che prevedono oltre alla partecipazione anche la maglietta dell’evento, il pettorale e la welcome bag – saranno devoluti a progetti di ricerca universitari sviluppati da donne e indirizzati alla lotta contro i tumori. Non è previsto un podio ma una classifica che sarà stilata in ordine alfabetico, come a sottolineare l’intento comune dei partecipanti: correre insieme a sostengo della scienza. La manifestazione – patrocinata dalla Regione Piemonte, dal Consiglio Regionale, dalla Città di Torino e dalla Camera di Commercio – è inserita nel calendario di Torino 2015, Capitale Europea dello Sport, ed è sostenuta anche dall’ASCOM Torino, dal Teatro Stabile, dalla Fondazione Rebaudengo e dal Museo Egizio. L’iscrizione può essere effettuata on-line sul sito www.torinodonna.it, presso le segreterie CUS Torino o nei punti convenzionati.

 

 

Older Posts »

Powered by WordPress