Futura

07/04/2016

“Noi Italia”, l’indagine che racconta la nostra evoluzione

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , — Francesco Beccio @ 14:33

L’indagine “Noi Italia” dell’Istat mira a fare un punto della situazione del nostro Paese su diversi fronti. Decine di dati che ci permettono di analizzare la situazione economica e sociale del territorio italiano.

Popolazione italiana: in 3 regioni più di 20 milioni di persone

Il primo dato che balza agli occhi è quello sulla popolazione residente. Nel 2014, oltre un terzo degli italiani è concentrato tutto in tre regioni: Lombardia, Lazio e Campania. A questo proposito, è importante il dato riguardante gli stranieri residenti in Italia. Il gradino più alto del podio va alla Lombardia che ne ospita oltre un milione. Secondo e terzo posto per Lazio e Emilia-Romagna, che superano i 500mila. Ultimo in questa graduatoria la Valle d’Aosta, che ne ha poco più di 9000 su una popolazione di circa 130mila persone.

Furti: Emilia-Romagna maglia nera

Nella classifica delle regioni con il maggior numero di furti troviamo al primo posto l’Emilia-Romagna con 3500 furti ogni 100mila abitanti. Non se la passa meglio il Piemonte, che si trova in quarta posizione con i suoi 2941 furti. Nel 2014, cresce anche il numero dei detenuti. Al primo posto l’Umbria che conta 152 persone su un campione di 100mila abitanti. Piemonte 12esimo con 81.

Istruzione: il paradosso del Mezzogiorno

Un altro macrosettore all’interno dell’indagine è quello relativo all’istruzione. Sono quattro le regioni che figurano sempre nei peggiori posti: Sicilia, Campania, Puglia e Calabria. Un paradosso, se si pensa che nel 2013 proprio queste quattro regioni sono quelle che hanno speso più soldi pubblici per istruzione e formazione (Tutte con percentuali che variano tra il 6,5 e il 6,3% del Pil regionale). Anche qui, il Piemonte si colloca nelle posizioni centrali. Nel 2013, il 15% ha abbandonato gli studi (prima la Sicilia con il il 25,4%) e il 22,5% di giovani che non studiano e non lavorano (sempre prima la Sicilia con il 49%).

Sanità: Piemonte tra le migliori

Passando al settore sanitario, le regine sono Trentino, provincia di Bolzano e di Trento. Per quanto riguarda i posti letto, il Piemonte, nel 2012, si posiziona in settima posizione con 3,7 ogni 100 abitanti. Fanalino di coda la Campania con i suoi 2,7. Altra buona posizione per quanto concerne la mortalità infantile. In Piemonte, nel 2012, sono 2,3 i decessi ogni 1000 nati vivi. Quasi il doppio quelli della Calabria (4,5) nello stesso anno. Quinto posto, invece, per quanto riguarda il tasso di mortalità di tumori. Con quasi 26 persone per 100mila abitanti, nel 2012, il Piemonte è quinta dietro a Lazio (26,3), Campania (26,4), Lombardia (27,1) e Friuli (27,2).

Da questa indagine viene fuori che il Piemonte è tra le regioni più equilibrate, senza grandi picchi negativi o positivi. Si tratta, in alcuni casi, di un leggero peggioramento e in altri di stabilità continuativa nel corso degli ultimi dieci anni.

16/12/2015

Protesta contro i tagli della Sanità: cori e striscioni sotto palazzo Lascaris

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Emiliano Tolu @ 15:39

Sono decine di migliaia i medici ospedalieri e territoriali che hanno aderito allo sciopero di 24 ore indetto per oggi dalle sigle mediche nazionali. In Piemonte, la giornata di protesta è particolarmente sentita. La questione sanitaria in Regione costituisce, infatti, un caso nel caso. La giunta Chiamparino è l’unica a nord del Lazio a essere coinvolta in un piano di rientro. Il 22 ottobre, in occasione della seduta per la parifica del bilancio, la Corte dei Conti aveva certificato un disavanzo pari a 5,75 miliardi di euro. Una voragine che in gran parte sarebbe dovuta alla cattiva gestione di 3 miliardi girati dal governo al sanità locale, perché pagasse i debiti ai fornitori.

“A causa di oltre un decennio di gestioni scellerate, la Sanità regionale è stata affossata e umiliata”, ha dichiarato il presidente regionale di Anaao Assomed, Mario Vitale, che in un comunicato ha lamentato le condizioni in cui i medici sono costretti a lavorare per organici insufficienti e turni di lavoro massacranti.

A causa del blocco dei contratti e del turnover, questa mattina, i sindacati e le associazioni di categoria hanno costituito un presidio di fronte a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale. I manifestanti, scortati da un cordone di agenti in assetto antisommossa, hanno rivendicato pacificamente l’apertura di un tavolo di trattative. “Siamo qui per chiedere un stop contro i tagli alla sanità – ha dichiarato Giuseppe Di Clemente, rappresentante sindacale dell’Ospedale Mauriziano -. I tagli della regione stanno comportando una diminuzione dei servizi per i cittadini”.

Al centro della polemica in particolare l’applicazione, a partire dal 25 novembre, della normativa europea (decreto 66/2003), in cui, all’articolo 7 si codificano le nuove norme relative all’orario di servizio del personale medico. Una legge che, dal punto di vista delle associazioni, rivoluziona i turni,  impone dei riposi forzati, crea dei cortocircuiti negli orari di lavoro e ulteriori sofferenze rispetto al problema della mancanza di personale.

“Facciamo troppi orari, troppi straordinari e questo mette a repentaglio il personale medico e la salute dei pazienti. Sono ormai sei anni che dobbiamo confrontarci con la continua riduzione del personale, quando in realtà abbiamo bisogno di nuove assunzioni”.

Dello stesso avviso il coordinatore della sanità Città metropolitana di Torino e canavese, Calogero Messina. “Il tavolo delle trattative è aperto, ma per ora va a singhiozzo – spiega, tra una selva di striscioni e bandiere colorate-. Sappiamo che i tagli devono essere fatti, ma chiediamo un maggiore coinvolgimento dei sindacati. Anche perché, in futuro, saranno loro a dover gestire le conseguenze”.  

24/02/2015

Tagli alla Sanità in Piemonte: ancora polemica

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , — Federica Frola @ 12:07

Tra discussioni e proteste, i tagli alla Sanità in Piemonte, imposti dal Governo creano sempre più problemi e attizzano le polemiche. Ieri Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale che impegni l’assessore Saitta ad assumere provvedimenti “per l’assegnazione delle strutture complesse di oculistica all’ospedale di Ciriè e di prevedere due laboratori di emodinamica tra Ciriè e Ivrea anziché uno solo”, illustra Marrone.

Sembra impensabile, però, l’aumento richiesto dal capogruppo di Fdi-N dal momento che il ministero della Sanità ha chiesto al Piemonte di abbassare i parametri. “Roma ci ha imposto di scendere con l’emodinamica da 22 laboratori a 15 – fa sapere l’assessorato alla Sanità della Regione – Siamo riusciti a ottenerne 16, ma rimane infattibile prevederne due a Ciriè”. Marrone, dal canto suo, chiarisce che “Se non dovesse essere approvato questo documento, provvederemo a fare ricorso al Tribunale Amministrativo e chiederemo le dimissioni dell’assessore Saitta”. Le richieste di Marrone nascono da una necessità del territorio delle Valli di Lanzo e dell’Eporediese di non vedersi stravolta l’organizzazione sanitaria locale. Il Consiglio Regionale deve però tener conto dei provvedimenti statali e risanare un sistema che risulta essere troppo costoso.

27/01/2015

Sanità, M5S presenta ricorso al TAR contro la delibera sugli ospedali

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , — Daniele Pezzini @ 12:15

La battaglia sulla riforma del sistema sanitario piemontese approda in tribunale. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha ufficializzato questa mattina il ricorso al TAR contro la delibera di Giunta sul riordino del sistema ospedaliero.

Le motivazioni dei pentastellati si basano principalmente sul metodo con cui il governo regionale ha dato il via libera al provvedimento:”È stata impedita la discussione con i territori, i sindaci e il Consiglio Regionale tutto – ha dichiarato l’ex candidato alla presidenza della Regione Davide Bono nel corso di una conferenza stampa – Chiamparino e Saitta hanno svilito il lavoro di tutti i consiglieri, anche quelli di maggioranza, che hanno potuto discutere la delibera solo in maniera postuma”.

Secondo i consiglieri del Movimento “la Commissione Sanità deve tornare ad essere il centro del dibattito sulla riforma. Ci deve essere una logica di programmazione da cui partire per scrivere un piano socio-sanitario, anche se serviranno mesi”.

Bono auspica che la delibera sia sospesa immediatamente dal TAR, in attesa di un annullamento definitivo. L’aspetto che più preoccupa è quello della diminuzione dei posti letto e del taglio delle emodinamiche:”Di questo passo non so come potremo arginare il fenomeno delle persone che vanno a curarsi fuori dal Piemonte: in Lombardia, Liguria e ora anche in Francia”.

La battaglia dei 5 stelle si unisce a quella di oltre 100 comuni piemontesi che sabato scorso avevano depositato al TAR tre diversi ricorsi: uno proveniente dalla zona di Tortona, uno da quella di Acqui Terme e uno dalla Valsusa. Tutte aree che vedrebbero ridimensionato il ruolo dei propri ospedali a seguito della riforma.

27/11/2013

Sanità, scontro sui tagli imposti dalla Regione

Filed under: Cronaca,Futura,Lavoro,Notizie — Tag:, , , , , — Alberto Marzocchi @ 14:37

Sanità piemontese sotto cura dimagrante. Il dibattito sulla validità della terapia è aperto. La Regione, che ha deciso i tagli, è costretta a tenere i fili di un organismo sì sano, ma sottoposto a continui stress. Il principale è il piano di rientro che Palazzo Lascaris si è dato per eliminare l’enorme disavanzo. Una delle regole del documento prevede che la Regione riduca, gradualmente, il proprio organico. Il risultato, per quanto riguarda la sanità, è questo: 1.741 posti di lavoro in meno da inizio 2010 a fine 2012.

I rappresentanti di categoria si scagliano contro la giunta Cota. I “dati allarmanti” metterebbero in evidenza la “disastrosa gestione” dell’esecutivo, creando “preoccupazione sul futuro dell’intero sistema sanitario e sulla tutela del diritto alla salute”. L’effetto più evidente è l’allungamento delle liste d’attesa perché, come ha detto Gabriele Gallone, segretario regionale di Anaao Assomed, “manca personale in ogni categoria. A meno che non si decida di assumere in modo massiccio, la situazione non può che peggiorare nei prossimi anni”. Medici e veterinari, stando ai numeri diffusi dal sindacato, hanno perso 359 unità, mentre i dipendenti del comparto sono calati di circa 1.300 (tra cui 400 infermieri e 500 persone del personale con profilo tecnico e riabilitativo).

La conferma sui numeri arriva direttamente da Sergio Morgagni, direttore regionale della sanità: “In tre anni c’è stata una diminuzione di 1.741 dipendenti. Sul totale di partenza, cioè 57.487 occupati, si tratta del 3%. Questi sono gli effetti del piano di rientro, dalle cui maglie speriamo di uscire presto. Il Piemonte, in quanto a qualità dei servizi erogati, è tra i primissimi posti in Italia. Lo dicono le classifiche elaborate dal ministero della Sanità”.

Un altro problema è rappresentato dal turnover tra chi va in pensione e chi dovrebbe essere assunto per coprire il vuoto lasciato. Dal primo luglio, infatti, il turnover è bloccato. “Ma lo stop durerà fino al termine dell’anno – spiega Morgagni – poi si riprenderà con quello parziale”.

 

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