Futura

06/05/2016

Sciopero nazionale, i dati sui contratti scaduti

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, — Tommaso Spotti @ 11:03

Sono scesi oggi in piazza baristi, addetti alle pulizie, dipendenti di agenzie di viaggio e altri lavoratori del settore terziario di tutta Italia: oltre un milione di persone, tra stagionali e dipendenti fissi, è in attesa di un rinnovo contrattuale da quasi quattro anni. Di questi, centocinquantamila lavorano in Piemonte. Solo albergatori e campeggiatori, appena 28mila persone, hanno ottenuto un nuovo contratto. A Torino i dipendenti di imprese di pulizie, ristorazione, mense e farmacie private hanno aderito allo sciopero davanti alla sede dell’Epat in via Massena, per chiedere migliori condizioni e tutela dell’occupazione.
Ma quanti sono, nel Paese, i lavoratori in attesa di rinnovo? Al primo gennaio erano 7,5 milioni, quasi un terzo dell’intera forza lavoro. Gli accordi collettivi scaduti sono trentasei, alcuni da molti anni. I più colpiti sono i metalmeccanici, un milione e seicentomila sono senza contratto e le trattative per il rinnovo sono a un punto morto: l’ultimo tavolo tra Fim, Fiom, Uim e Federmeccanica non ha trovato l’accordo sul salario e sulla contrattazione aziendale. Ottocentomila sono invece i dipendenti dei trasporti con l’accordo scaduto da un anno e mezzo, ma in questo caso a frenare le trattative sarebbe – secondo Filt Cgil – il numero eccessivo di sigle sindacali coinvolte. Nel comparto edile sono attualmente aperte 17 contrattazioni differenti per il rinnovo degli accordi di seicentomila addetti del settore: solo gli operai del comparto cemento e industria – circa diecimila – hanno ottenuto il rinnovo prima della scadenza.
Infine sono saltate le trattative per i dipendenti dei banchi di credito cooperativo e del settore alimentare: in entrambi i casi la rottura è arrivata sul nodo salariale, con i sindacati che hanno rifiutato i tagli richiesti dalle aziende.

04/05/2016

Sindacato in piazza per il mancato rinnovo dei contratti

Filed under: Cronaca,Lavoro,Notizie — Tag:, , , , — Tommaso Spotti @ 10:53

“Contratto, contratto!” Questo lo slogan che caratterizza lo sciopero regionale del comparto pubblico convocato da Cgil, Cisl e Uil per mercoledì 4 maggio. Il corteo sindacale si è snodato da piazza Arbarello fino a piazza Carignano attraverso le vie principali della città.

Al centro della protesta il mancato rinnovo dei contratti. “Ormai da un anno la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco degli stipendi – ha detto il segretario generale della Cgil Piemonte Massimo Pozzi – in sette anni la perdita economica è stata di trecento euro mensili, oltre a migliaia di posti di lavoro cancellati”. Particolarmente delicata la situazione degli ospedali, dove la mancanza di nuove assunzioni ha messo ulteriormente in ginocchio il sistema sanitario regionale.”Non capiamo per quale ragione il governo si rifiuti di aprire un tavolo di trattative con i sindacati – ha aggiunto il segretario regionale della Uil – noi oggi abbiamo deciso di manifestare uniti per rivendicare i diritti e la professionalità delle migliaia di lavoratori imprigionati da questa situazione”.

A fianco dei principali sindacati hanno manifestato anche i Vigili del Fuoco, che hanno scandito l’ironico coro “il pompiere contratto non ne ha!”, facendo il verso allo storico inno del corpo nazionale. “Siamo senza mezzi, senza risorse, con stipendi da fame – lamentano – questa situazione non è più sostenibile”. Per rimarcare lo stato di crisi i Vigili del Fuoco hanno portato in piazza un carrello della spesa ‘vestito’ da mezzo di soccorso: “Se la situazione zone non cambierà, ci ritroveremo a lavorare così”. Grande affluenza alla manifestazione: più di un migliaio le persone che hanno sfilato, con grande soddisfazione delle sigle sindacali.

 

 

10/04/2015

Ferrovieri in sciopero: a rischio i treni regionali

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Andrea Lavalle @ 12:33

Duemilacinquecento lavoratori della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia incrociano le braccia oggi 10 aprile, dalle 9 alle 17, per protestare contro le nuove procedure di gara e la costituzione della newco (nuova compagnia) Trenitalia-Gtt.
Lo sciopero di otto ore, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasposrti, Ugl Trasporti, Fast e OsSa, interessa addetti dei settori mobile, officina, manutenzione, biglietteria e uffici. I sindacati ritengono che la scelta della Regione di suddividere in tre lotti la rete ferroviaria regionale (Torino bacino metropolitano, Piemonte bacino centro-nord, Piemonte bacino centro-sud), avrà inevitabili ricadute sulla qualità e quantità del servizio, sui livelli e le tutele occupazionali del settore. “Il frazionamento in lotti e la potenziale presenza di tre diverse aziende di trasporto ferroviario – sostengono i sindacati – risponde solo all’esigenza della Regione di fare cassa e sopperire alla esiguità delle risorse pubbliche stanziate a livello nazionale e regionale per il trasporto pubblico locale, senza un reale beneficio per gli utenti”.
Desta preoccupazione tra i lavoratori anche la costituzione di una Newco tra Trenitalia e GTT, annunciata il 19 gennaio, a cui la regione affiderà la gestione del nodo di Torino. “Tale operazione – si legge nel volantino diffuso in questi giorni – avrà ricadute sul personale che transiterà nella Newco in quanto, in assenza di clausole sociali concordate, non avrà certezza sul tipo di Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) che gli verrà applicato, né tantomeno sulla tipologia di contratto con cui verrà assunto nella nuova società”.
Il primi disagi si sono verificati questa mattina sul treno Cuneo-Ventimiglia, partito regolarmente ma fermatosi a Limone senza che i passeggeri venissero avvisati. Mentre le tratte a lunga percorrenza non verranno toccate dallo sciopero, i treni Regionali, in Piemonte e nelle regioni limitrofe, potranno essere soggetti a cancellazioni e variazioni.

Per informazioni su ritardi e cancellazioni si possono consultare i siti www.fsnews.it e www.trenitalia.com o ci si può rivolgere alle biglietterie delle stazioni.

09/02/2015

Gli ambulanti di Porta Palazzo in sciopero contro il Carosello dei mercati

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , — Sabrina Colandrea @ 17:39

Il mercato più grande d’Europa ha chiuso i battenti per un giorno: gli ambulanti di Porta Palazzo hanno rinunciato agli incassi del lunedì in segno di protesta contro il progetto “Carosello dei mercati”, organizzato dal Comune di Torino in collaborazione con il Politecnico. Agli operatori dell’ortofrutta, che la domenica riposano, non piace l’idea che altri venditori possano utilizzare lo spazio di piazza della Repubblica.

Infatti, il Carosello dei mercati si rivolge alle associazioni di categoria dei 42 mercati di Torino e prevede che, per tutte le domeniche, da aprile a giugno, in occasione dell’Ostensione della Sindone e degli altri eventi della prima metà del 2015, gli ambulanti che avranno presentato un progetto di marketing, ritenuto valido da una Commissione, vendano la propria merce nell’area di Porta Palazzo.

L’obiettivo ultimo è attirare nuovi acquirenti, sulla base di strategie di vendita innovative, che si spera possano risultare valide anche per il commercio su strada. A monte, ci sono dei corsi di marketing, organizzati dal Comune affinché i venditori imparino a pensarsi come “entità mercato” e non più come singolo banco.

Lo sciopero di questa mattina è stato indetto da una trentina di operatori del settore ortofrutta, per paura che l’iniziativa comunale possa minare ulteriormente le vendite e favorire venditori provenienti da altri mercati. Solo i banchi dell’abbigliamento e dei casalinghi hanno allestito i propri spazi come al solito.

L’assessore al Commercio, Domenico Mangone, ha incontrato i manifestanti appena prima che si disponessero in corteo alla volta di piazza Palazzo di Città e ha tentato di far capire loro che potrebbero aderire in prima persona all’iniziativa. Lo scambio di opinioni, però, non è stato risolutivo. Ciascuno è rimasto fermo sulle proprie posizioni: gli ambulanti, guidati dai due organizzatori, Mario Lucchitto e Massimo Gallo, continuano a volere lo spazio di Porta Palazzo tutto per sé e il Comune non intende tornare sui propri passi: il Carosello dei mercati si farà.

17/01/2014

Fiat, in cassa 3mila colletti bianchi degli Enti Centrali

Circa 3.000 impiegati Fiat degli Enti Centrali, su un totale di 5.000, principalmente quadri che si occupano dello sviluppo del prodotto nello stabilimento di Mirafiori, andranno in cassa integrazione per quattro giorni a febbraio: il 13-14 e il 20-21 del mese. Le misure rientrano nel piano di cassa integrazione ordinaria presentato dall’azienda l’anno scorso in seguito alla crisi del mercato dell’auto in Europa. Un’analoga iniziativa aveva riguardato gli impiegati degli Enti Centrali durante le feste natalizie.

Secondo Claudio Chiarle, segetario provinciale della Fim-Cisl,  il ricorso alla cassa era ampiamente prevedibile e non mette in dubbio la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali a Torino. “Nei prossimi mesi – sottolinea il sindacalista – arriveranno i nuovi modelli e le previsioni dicono che il mercato si riprenderà. Inoltre una razionalizzazione del processo produttivo è già stata messa in atto con la fusione tra Fiat e Fiat Industrial. Non abbiamo motivo di temere per i posti di lavoro”. Per Federico Bellono della Fiom “si conferma il calo del lavoro registrato nei mesi scorsi con il ricorso alla cassa”.

Il 29 febbraio il consiglio di amministrazione ratificherà la fusione tra Fiat e Chrysler. Da sciogliere è ancora il nodo della sede centrale che potrebbe essere spostata a Detroit. Ad aprile l’Ad Sergio Marchionne presenterà poi il piano industriale e con questo i nuovi modelli. Il management ha assicurato che Torino sarà al centro della strategia del gruppo per l’Europa. A Mirafiori saranno prodotti i Suv di Alfa Romeo e Maserati e l’ammiraglia Alfa.  Se la ripresa del mecato dell’auto nei prossimi mesi sarà confermata, i colletti bianchi degli Enti Centrali potranno guardare il futuro con maggiore serenità”.

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