Futura

27/03/2015

Parte oggi il progetto #askunito

Filed under: Futura,Notizie — Tag:, , , , — Sara Iacomussi @ 11:22

Una settimana di tempo, l’hashtag #askunito per fare domande, l’intervista in diretta mercoledì 1° aprile attraverso Hangout. E’ l’iniziativa proposta dalla redazione di Futura e che inizierà venerdì 27 marzo nel pomeriggio.

Dopo le elezioni appena finite, le promesse elettorali e la vittoria su ogni fronte di Studenti Indipendenti, è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e cercare di aiutare gli universitari. Il progetto #askunito potrebbe essere un modo semplice per mettere in contatto studenti e rappresentanti attraverso i social network.

Come fare? Basta scrivere dal proprio profilo Twitter o Facebook la domanda che si intende rivolgere ai neo rappresentanti. La redazione di Futura si occuperà di raccogliere tutti i dubbi degli universitari. Mercoledì prossimo, 1° aprile, l’intervista ai nuovi delegati con Hangout, programma molto simile a Skype, di Google Plus. In questo modo sarà possibile vedere le risposte ottenute sul canale Youtube di Futura.

09/03/2015

Studenti stranieri all’Università, Torino eccellenza italiana

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , — Simone Vazzana @ 12:46

Torino è l’eccezione. L’università del capoluogo piemontese rappresenta un polo di attrazione per gli studenti stranieri. Dal report della Camera di Commercio, infatti, emerge come in Italia siano circa 70 mila, il 4% della popolazione studentesca. La media europea è pari all’8% (con punte di eccellenza per Svizzera e Regno Unito, oltre il 20%). Il trend italiano va comunque letto in maniera positiva perché, negli ultimi 15 anni, la percentuale è triplicata. Anche grazie a Torino, città in grado di allinearsi proprio alla media europea, grazie all’8,4% (circa 9 mila unità) degli iscritti provenienti da altri paesi (un centinaio quelli rappresentati), divisi tra Politecnico (15%) e Università degli Studi di Torino (quasi il 6%).

Ma da dove arrivano gli studenti stranieri? A livello nazionale, il 36% della popolazione universitaria straniera è essenzialmente riconducibile alle comunità albanese, cinese e rumena. Dal punto di vista locale, il Politecnico accoglie soprattutto cinesi (33%), iraniani (9%) e pakistani (9%), mentre l’Università degli Studi di Torino ricalca ciò che accade a livello nazionale: vi studiano prevalentemente albanesi (16%), cinesi (12%) e rumeni (11%). Gli studenti stranieri prediligono soprattutto medicina, ingegneria, economia e architettura. In media, gli stranieri si laureano con voti inferiori a quelli degli italiani (96 gli stranieri, 101 gli italiani), ma lo fanno prima, senza andare fuori corso e, soprattutto, riescono a trovare lavoro nel breve periodo.

Il dato preoccupante è relativo al post laurea: quasi nessuno resta in Italia (e a Torino). Le cause sono diverse: l’alta disoccupazione giovanile e la scarsa integrazione degli stranieri già presenti nel Paese, nonché la presenza di ostacoli burocratici e amministrativi che impongono agli studenti internazionali non europei restrizioni al successivo soggiorno in Italia. “Torino, ne sono convinto, ha avviato una sapiente opera di collegamento, di condivisione di politiche – afferma il rettore Gianmaria Ajani – gli studenti si muovono perché c’è un sistema territorio che significa impianti sportivi, campus universitario e vita sociale. Torino è sopra la media nazionale di studenti stranieri, ma per le imprese è più difficile. C’è maggior difficoltà ad aprirsi a chi ha una cultura, una lingua e una religione diversa. E l’università, in questo senso, non può fare molto”.

Come sottolinea Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino, “l’obiettivo principale dev’essere quello di rendere il territorio attrattivo anche al termine del percorso di studio, offrendo opportunità adeguate di crescita professionale. Un neolaureato straniero è una risorsa per un tessuto imprenditoriale come il nostro, che fa dell’internazionalizzazione una strategia di crescita”. “Abbiamo 18 percorsi di studi offerti interamente in lingua inglese – dichiara il rettore del politecnico Marco Gilli – ma dobbiamo migliorare. È difficile attrarre cinesi proponendo corsi in italiano. Bisognerebbe concentrare gli investimenti dove ci sono le università che possono diventare maggiormente attrattive. L’ingegneria, oggi, è più attrattiva a livello internazionale. Ecco perché il Politecnico riesce a essere internazionale”.

19/02/2015

Renzi al Politecnico: tra applausi e proteste, gli studenti si dividono

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , — Gianluca Palma @ 11:02

Di Gianluca Palma e Daniele Pezzini. “Il Politecnico è la casa e il futuro del made in Italy”. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha esordito così nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico dell’ateneo scientifico torinese, considerato fra gli “atenei-eccellenza” d’Italia.
“Qui – ha proseguito il Premier – nascono ingegneria e architettura di qualità, riconosciute in tutto il mondo, cose di cui il nostro Paese ha fortemente bisogno, soprattutto in un momento come questo”.
Un evento in pompa magna, dunque, a più di 150 anni dalla fondazione di quello che fu il nucleo originario, la Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, creata nel 1859 con la legge Casati.
Rivolgendosi al Primo Ministro, nell’intervento di apertura, il Rettore Marco Gilli ha espresso consenso per l’operato dell’Esecutivo e buone aspettative per l’azione riformatrice in atto “Siamo certi che il Governo saprà affrontare le principali criticità del nostro sistema universitario – ha affermato – creando le condizioni per un significativo ricambio generazionale, fondamentale per rendere il Paese sempre più competitivo”.
Durante la cerimonia, però, fuori dall’Aula Magna Giovanni Agnelli, c’era la voce del dissenso. Studenti, precari e sindacati, uniti in presidio, protestavano contro Jobs Act, Sblocca-Italia e decreto Buona Scuola. “La solita passerella del Premier – hanno gridato i rappresentanti degli studenti – viene a parlare di Università mentre taglia le risorse, privatizza l’istruzione e precarizza il mondo del lavoro”.
La protesta, confinata in corso Duca degli Abruzzi dai cordoni delle forze dell’ordine, è però arrivata anche sotto gli occhi di Renzi:“Vorrei portare un messaggio di solidarietà a chi, fuori da quest’aula, sta manifestando contro le politiche del Governo e chiedo al Presidente di ascoltare e accogliere le proteste”, ha affermato nel corso del suo intervento Livio Sera, rappresentante dell’associazione AlterPolis in Consiglio d’amministrazione, per poi esibire al pubblico dell’Aula Magna un cappello da giullare dicendo, mentre la sicurezza lo portava via “questo se lo metta lei Presidente, perché sa solo prenderci in giro”.
Un gesto da cui ha voluto prendere le distanze Niccolò Coscia, iscritto alla facoltà di Ingegneria dell’ateneo e rappresentante dell’associazione studentesca Lavori in corso: “Chi compie atti del genere non rappresenta gli studenti del Politecnico – ha precisato – noi siamo qui per ascoltare le parole del Presidente del Consiglio e chiedere impegno sull’università”.
E proprio agli studenti del Politecnico, futuri ingegneri e architetti, Renzi ha voluto rivolgere il suo augurio, “Come il Brunelleschi ha realizzato una cupola importante nella mia città, nonostante avesse ricevuto molte critiche, vi auguro di realizzare i vostri progetti con la stessa determinazione, senza fermarvi mai”.

10/02/2015

Torino Lacrosse, una giovane realtà sportiva

Filed under: Notizie,Young — Tag:, , , , — Daniele Pezzini @ 12:55

Tutto nasce nel 2008, dall’iniziativa di un gruppo di universitari e studenti Erasmus alla ricerca di uno sport alternativo, capace di coinvolgere i giovani torinesi uscendo dai binari delle attività sportive tradizionali.

Grazie anche al sostegno della Federazione Italiana Giuoco Lacrosse e del Csi (Centro sportivo italiano), i ragazzi del Torino Lacrosse sono diventati in pochi anni una piccola grande realtà della scena sportiva italiana, arrivando a competere ai più alti livelli nazionali.

“Siamo quasi tutti studenti universitari o delle superiori – ci racconta Federico Libra, giocatore e presidente dell’A.s.d. Torino Lacrosse -  A differenza di altre squadre siamo praticamente tutti coetanei e questo crea grande affiatamento”.

Il Centro Sportivo Italiano mette a disposizione il campo d’allenamento e quello da gioco, ma la società si regge essenzialmente sull’autofinanziamento: “Siamo un’associazione no profit, tutto quello che riceviamo dagli iscritti dobbiamo spenderlo per la stagione sportiva e spesso facciamo delle collette per raccogliere i soldi che mancano. Nessuna squadra italiana ha sponsor veri e propri, solo qualche collaborazione, tuttavia ultimamente qualcuno ha cominciato a cercarci e la situazione si sta evolvendo”.

Il Lacrosse è uno sport originario del Nord America, in cui due squadre di 10 giocatori si affrontano con l’obiettivo di infilare la palla in una porta simile a quella da hockey, utilizzando speciali mazze cordate. Noto al grande pubblico grazie ai “College Movie” americani, negli ultimi anni ha avuto una rapida espansione anche in Italia, con la nascita di una lega dilettantistica e con l’avvio, nel 2009, di un campionato nazionale.

Federico Libra sottolinea come la grande fisicità di questo sport non debba trarre in inganno: “Durante la partita parlano solo il coach e il capitano, nessuno protesta contro l’arbitro e abbiamo un rapporto bellissimo anche con le squadre avversarie. Nel Lacrosse il terzo tempo è obbligatorio e alla fine della partita c’è sempre un grande abbraccio, anche se sul campo non ci risparmiamo mai”.

Nel 2014 la società si è allargata e al fianco dei Taurus, la squadra maschile, è nata la Edelweiss, la sezione femminile, che ha subito preso parte alla prima edizione del campionato nazionale donne. Il Torino Lacrosse è ora atteso da una serie di sfide stimolanti, tanto sul campo quanto fuori. “Il 2015 sarà importantissimo per noi. Fino a un anno e mezzo fa perdevamo praticamente tutte le partite, giocavamo per puro divertimento e non eravamo molto organizzati. Poi qualcosa è cambiato, abbiamo deciso di suddividerci i compiti e assegnarci dei ruoli, l’organizzazione è migliorata e la squadra è diventata molto più competitiva, grazie anche ad alcuni ragazzi nuovi”.

Una crescita rapida, dovuta anche ad una maggiore attenzione alla comunicazione: “Grazie al passaparola tra amici, al nostro sito e ai nostri canali social riusciamo a coinvolgere uno-due ragazzi nuovi ogni mese, il che ci aiuta sia dal punto di vista economico sia da quello del gioco”. E i risultati si vedono. Il campionato è iniziato nel migliore dei modi, con una schiacciante vittoria per 19 a 3 sui San Marino Titans. Ora i Taurus sono attesi dalla sfida più difficile, quella del 22 febbraio contro i ragazzi del Bocconi Sport Team di Milano, che da tre anni dominano in Italia. “Probabilmente vinceranno il campionato anche quest’anno – ci dice Federico – ma noi sapremo dargli del filo da torcere”.

Il grande appuntamento è però quello del 30 e 31 maggio, quando la città ospiterà la Coppa Italia nell’ambito di Torino 2015 Capitale Europea dello Sport. Due date che i Taurus hanno già cerchiato in rosso sul calendario: potrebbe l’occasione giusta per portare a casa il primo trofeo nella giovane storia della squadra.

09/02/2015

Prove di diplomazia Onu alla Cavallerizza

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , — Sara Iacomussi @ 11:05

San Valentino diplomatico per gli studenti delle scuole superiori di Torino. Il 13 e 14 febbraio, infatti, si terrà nell’Aula magna della Cavallerizza Reale ( ingresso da via Verdi 9) la prima simulazione della seduta dell’Onu sul dibattito Birmania-Myanmar.

Un centinaio di ragazzi, ognuno in rappresentanza di uno dei Paesi membri dell’Onu, discuterà sulla necessità di una svolta democratica nel paese stretto tra India e Cina, avanzando le loro proposte in veste di ambasciatori e diplomatici. Il tutto rigorosamente in lingua inglese. Il tema al centro del discorso è stato scelto per sensibilizzare i giovani sulla situazione attuale della Birmania, che tra meno di un anno dovrà affrontare quelle che potrebbero essere le prime vere elezioni democratiche del paese.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione United Network, che da tempo si occupa delle simulazioni dei lavori degli organi delle Nazioni Unite, in collaborazione con la Città e l’Università di Torino.

Dopo le prime due giornate a porte chiuse, domenica 15 ,alle ore 9.30, ci sarà la cerimonia conclusiva dell’Italian Model United Nations. A presenziare, il Magnifico Rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani, il sindaco Piero Fassino e la Presidente Associazione Nazionale Presidi di Torino Stefania Barsottini.

Alcuni degli studenti che prenderanno parte all’iniziativa si recheranno dal 4 al 7 marzo a New York, dove, insieme a molti altri giovani provenienti da tutto il mondo, parteciperanno alla prova ufficiale.

“L’obiettivo del nostro model è quello di unire formazione, orientamento e riflessione – spiega Flavio Arzarello, organizzatore del progetto – Riteniamo fondamentale occuparci della situazione birmana. Dedicare la simulazione di Torino al Burma-Myanmar per noi torinesi ha un significato particolare: non dimentichiamo che nel 2010 la Città di Torino ha conferito la cittadinanza onoraria al premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e, che nell’ottobre scorso ha ricevuto il Presidente Thein Sein”.

« Newer PostsOlder Posts »

Powered by WordPress