Futura

27/05/2016

Lo Stabile porta gli Under 35 a teatro con mille abbonamenti gratuiti

“Un posto per tutti”. O meglio, uno spettacolo per tutti. Per la prossima stagione teatrale, il Teatro Stabile ha voluto rendere il teatro fruibile a tutti con mille abbonamenti gratuiti per tre spettacoli della prossima stagione. Unici requisiti: avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, presentare un ISEE inferiore 11.528,41 euro annui ed essere cittadini italiani o in possesso di un permesso di soggiorno. Le candidature potranno essere inviate attraverso il form online oppure nella biglietteria della Fondazione Teatro Stabile, dal 31 maggio al 30 giugno. Chi sarà selezionato, riceverà un abbonamento valido per tre performance nel cartellone del prossimo anno al Teatro Carignano, al Teatro Gobetti e alle Fonderie Limone Moncalieri.

Un modo per avvicinarsi all’arte e alla cultura, che andrà in scena a partire dal prossimo ottobre. Il Teatro Carignano apre la propria stagione con la prima nazionale de “Il giardino dei ciliegi” di Čechov, che anticipa i lavori di Luca Ronconi, con “Lehman Trilogy”, e di Gabriele Lavia con “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello: tre spettacoli che introducono un anno ricco di trasposizioni di opere importanti, da Eduardo De Filippo a Shakespeare fino a Perrault. Il Carignano, infatti, chiuderà la stagione con la “Bella Addormentata nel Bosco”. Il Gobetti, invece, inaugura il 18 ottobre con “La signora Felicita ovvero la felicità” e conclude con “La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde con Umberto Orsini e Giovanna Marini. Le Fonderie Limone di Moncalieri, infine, partono da una pièce basata su “Smith & Wesson” di Baricco per arrivare a “La riunificazione delle due cornee” di Joël Pommerat, passando per “Guerra e Pace” di Tolstoj.

Appuntamenti tanto diversi quanto importanti, che mille persone avranno ora l’occasione di poter vedere, grazie anche al contributo della Fondazione CRT, partner dell’iniziativa.

26/05/2016

Giobbe Covatta all’Earthink Festival: “Anche la comicità può aiutare il pianeta”

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , — Sara Iacomussi @ 13:22

Sei spettacoli teatrali, tre location, tre dj, due concerti: è Earthink Festival, che da oggi e fino a domenica 29 maggio riempirà Torino di teatro, musica, arte e danza. Dal Teatro Gobetti al Samo passando per il tram itinerante, al centro del discorso ci sono la natura e il sostegno del pianeta.

Stasera si parte col botto: Giobbe Covatta, comico e attore italiano, si esibisce nel suo nuovo spettacolo, “6 (Gradi)”, numero che rappresenta il paventato aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta nei prossimi anni. Con il solito modo irriverente e con la partecipazione del musicista Ugo Gangheri, Covatta porta sul palco un futuro prossimo in cui l’uomo si deve ingegnare per far fronte alla drammatica emergenza ambientale e sociale.

 Un festival come l’Earthink Festival può fare la differenza in termini di sostenibilità?

“Tutto può fare la differenza. Una cosa non cambia nulla, cento cose fanno la totalità. Come al solito, funziona se il tutto rientra in un progetto o un immaginario. È un piccolo cuneo che fa parte di una grande torta: più fettine fai, più torta c’è”.

 La satira e la comicità possono aiutare il pianeta?

“No e sì. Nessuno spettacolo ha mai risolto nessun problema del pianeta. Lo cantava Francesco Guccini: “Non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa fare poesia”. Eppure, può succedere che uno veda lo spettacolo, torni a casa e si vada a informare. Succede qualcosa che lo porta in una direzione. Anche se nella maggior parte dei casi non succede nulla, si fa due risate e basta. È un modo per aprire un argomento”.

 Lei, nel suo quotidiano, cosa fa per aiutare la Terra, così maltrattata?

“Io? Niente. La domanda vera è: cosa fa il pianeta per aiutare me?”.

 Il suo impegno politico sarà presente nello spettacolo di stasera?

“Non credo, perché il mio impegno politico è lo spettacolo. Le due cose convivono da sempre. Sono due facce della stessa medaglia, due medaglie della stessa faccia, insomma, quel modo di dire lì”.

Appuntamento quindi oggi alle 21 al Teatro Gobetti.

13/02/2015

Bianca muore davvero nei primi cinque minuti: la serialità a teatro è in scena

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 10:24

La promessa è stata mantenuta: Bianca muore nei primi cinque minuti. Eppure, la sua presenza è palpabile per tutta l’ora e mezza di spettacolo.

Gli spettatori non fanno in tempo a sedersi sulle poltroncine del Teatro Gobetti che, prima ancora che calino le luci in sala, Camilla Semino Favro, l’attrice che interpreta Bianca Ferraris, è già in scena, seduta per terra con in mano un quaderno nero. Subito dopo, l’atto estremo, un suicidio che non lascia intendere le motivazioni nemmeno alla fine dello spettacolo.

Segue, in vero stile serie televisiva, la sigla della sit-com: tutti i personaggi, per questo episodio sette, sul palco, in una posa marmorea che rappresenta le loro caratteristiche principali, come in una fotografia delle migliori serialità americane.

Amedeo Ferraris, il padre di Bianca, è il vero protagonista dell’episodio. Tormentato, incapace di accettare il suicidio, convinto che la figlia sia stata portata a compiere il gesto da qualche nemico della famiglia per colpire lui. Ottimo l’attore Pierluigi Corallo, capace di dividersi tra il padre perdutamente innamorato di Bianca, l’imprenditore spietato sul lavoro, il marito infedele. Unica nota negativa: non si spiega, ma forse si capirà nei prossimi episodi, il bisogno di creare una storia di sesso tra il padre della vittima e la migliore amica di lei, Luna Moroni.

Insieme a Corallo, la star della serata è Mariangela Granelli, la matrigna di Bianca. Ieri, a poche ore della prima, aveva dichiarato “Il mio personaggio è complesso: Giulia Ferraris ama suo marito e soffre del rapporto che aveva con la figlia. Ma non prova felicità alla morte di Bianca”. Granelli è effettivamente in grado di esprimere al meglio tutti i sentimenti che passano per la testa del suo personaggio, dall’amore per il marito al desiderio di non tornare più a fare la vita precedente, quella di una poveraccia figlia della strada.

“Sei stato tu, sei stato solo tu”, sono le parole con cui si conclude il primo episodio di 6Bianca, lasciando il caso irrisolto e il pubblico diviso.

Diviso. Perchè alcuni elementi positivi sono stati evidenziati. L’idea della serialità a teatro ha incuriosito, lo dimostra il Teatro Gobetti pieno. Corallo e Granelli sono stati capaci di entusiasmare, altri un po’ meno. La scenografia è geniale, con soffitti che cadono, corde che pendono nei punti giusti e la scritta imponente sul muro che recita “6Bianca”, scritta da Bianca poco prima di uccidersi. Eppure, non tutti gli spettatori all’uscita sono stati teneri. “Le battute erano scadenti” ha commentato una signora. “Alcuni dialoghi come se li sono inventati?” risponde l’amica.

Il voto resta sufficiente. Con possibilità di miglioramento per il prossimo episodio.

Per chi ieri sera se lo fosse perso, il primo episodio resterà in scena fino a domenica. Il consiglio è di andare a vederlo, anche solo per sentirsi dentro un Csi all’italiana, seduti su comode poltrone di velluto.

31/01/2011

Al Teatro Gobetti va in scena il Risorgimento.

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , — giuliamameli @ 17:45

Tra poche ore risuoneranno le note dell’inno di Mameli nel luogo in cui nel 1847, furono suonate per la prima volta: il teatro Gobetti di via Rossini.  Maestro d’eccezione sarà il talentuoso Giovanni Allevi il pianista più amato dai giovani che dirigerà l’orchestra sinfonica della Rai.

L’evento,  a causa degli spazi ridotti dell’antico teatro, non potrà purtroppo essere aperto a tutti. E’ per questo che Radio Rai 1 trasmetterà il concerto in diretta streaming sul sito internet e in seguito, il 4 febbraio alle 21, sulle frequenze radiofoniche all’interno della trasmissione “Invito Personale”.

“Esecuzione tradizionale”  promette Allevi, di quella partitura ideata di getto da Michele Novaro sulle parole dense di passione  e amor patrio di Goffredo Mameli dalle quali nacque “Fratelli d’Italia” così come noi la conosciamo oggi.

La serata potrà contare anche sulla partecipazione di Milly Carlucci voce narrante che guiderà il pubblico attraverso glie eventi drammatici ed eroici che hanno guidato i Nostri verso l’Unità.

Plaude all’iniziativa di stasera pure il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in un messaggio inviato agli organizzatori dell’evento sottolinea “è importante che musicisti, storici e studiosi ripercorrano le vicende dell’Unità d’Italia, di cui festeggiamo il 150° anniversario,  e che hanno reso popolare quel brano musicale fino a farlo diventare naturalmente l’inno nazionale”. Stesso plauso arriva dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta che sottolinea l’importanza del carattere popolare di questa iniziativa destinata a tutta la nazione.

28/01/2011

Fratelli d’Italia: in fa maggiore mi piaci di più

“L’Inno di Mameli è bello come il Natale. Certo, se non fosse per quell’ottava in più, avremmo tutti meno difficoltà a cantarlo”. Giovanni Allevi, 41 anni, una cascata di ricci scuri e mani che non riescono a stare ferme per l’emozione, spiega così il suo amore per il canto degli italiani. L’occasione è solenne. Lunedì alle 20 infatti, il pianista marchigiano dirigerà l’orchestra sinfonica nazionale della Rai che, al teatro Gobetti di via Rossini, suonerà quelle note che hanno accompagnato il Risorgimento italiano, in occasione della serata speciale “Fratelli d’Italia”.

L’evento, inserito all’interno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato presentato stamattina nella sede Rai di via Verdi, alla presenza del direttore del centro di produzione Rai Maurizio Braccialarghe e del direttore del gr Rai Antonio Preziosi.

“L’Inno – ha voluto ricordare Evelina Christillin, presidente della Fondazione del Teatro  Stabile di Torino – torna a casa, nell’edificio dove 164 anni fa venne eseguito per la prima volta”.

(continua…)

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