Futura

29/04/2016

Living Circus, 6 mesi di spettacoli fra Italia e Francia

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , — Fabio Grandinetti @ 12:55

Un festival diffuso di arte performativa contemporanea. In altre parole, sessanta spettacoli circensi, di danza e di teatro da strada, dal 7 maggio al 29 ottobre, sparsi in cinque regioni del nord Italia e in Francia. È il Living Circus, la rassegna curata da Cirko Vertigo e giunta alla terza edizione.

Un “contenitore leggero di spettacoli ed eventi”, lo definisce il direttore artistico Paolo Stratta, che attraverserà il Piemonte e toccherà la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Valle d’Aosta, sconfinando in Provenza.

Il festival vivrà delle performance di più di 150 artisti provenienti da realtà e discipline differenti, che si esibiranno in teatri, piazze, residenze artistiche o in luoghi simbolo dei territori coinvolti: dal Borgo Medievale di Torino al Castello di Rivoli, passando per il Chiostro di San Sebastiano di Biella e l’Oasi Zegna di Bielmonte (Biella).

Ma il Living Circus si inserirà anche nell’ambito di eventi culturali già in programma. È il caso del Torino Fringe Festival, che ospiterà il 4 maggio l’anteprima della rassegna circense. Il via ufficiale, invece, si celebrerà a San Giorgio Canavese il 7 e l’8 maggio, in occasione del Mercato della Terra. Spiccano gli appuntamenti del Festival Off di Avignone dal 18 al 30 luglio e l’esibizione del 9 ottobre a Sandigliano (Biella) del giocoliere e danzatore ucraino Viktor Kee del Cirque du Soleil, accompagnato dal clown di fama internazionale Onofrio Colucci.

Le numerose collaborazioni con realtà attive nel sociale, inoltre, sottolineano la vocazione del Cirko Vertigo, che attraverso l’arte di strada promuove da sempre progetti nati dal basso a sostegno dell’inclusione: ne sono un esempio i laboratori con i detenuti della Casa Circondariale delle Vallette, che sarà palcoscenico di uno spettacolo il 25 maggio, e la serata al Teatro Chiabrera di Savona del 19 maggio proposta dall’associazione Telefono Donna.

Il Living Circus, patrocinato dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana di Torino, è sostenuto dalla Fondazione CRT, che nelle tre edizioni ha stanziato più di 100 mila euro.

19/04/2016

Lo spettacolo invade la città al Torino Fringe Festival 2016

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , — Claudio Carollo @ 14:35

Il Torino Fringe Festival torna a stupire e a sperimentare. Per il quarto anno consecutivo la manifestazione che porta lo spettacolo nelle piazze e per le vie della città é pronta a invadere il capoluogo piemontese dal 4 maggio al 15 maggio. Attori, circensi e artisti per una manifestazione che si conferma come uno degli eventi più importanti nella primavera torinese. Sulla scia dei grandi festival europei 8 spazi al chiuso e 8 spazi all’aperto per ospitare 28 compagnie, 24 dall’Italia e 4 dall’estero, che si esibiranno in 46 repliche nei 9 giorni della manifestazione .

Per la bontà del proprio progetto, la rassegna di teatro e spettacolo ha ottenuto quest’anno il riconoscimento, come altre 50 realtà nazionali, del Funder35, il  bando che sostiene anche economicamente le imprese culturali senza scopo di lucro. Grazie alla possibilità di potenziare la struttura organizzativa, il Fringe Festival rilancia il proprio programma e propone per questa edizione una novità:  il Centrale Fringe. La casa madre della manifestazione è la Sala Espace di via Mantova dove si concentreranno tutte le attività che accompagneranno la rassegna: concerti, incontri e workshop di formazione per gli artisti, oltre alla presenza fissa di spazi di degustazione, arte e artigianato. Si comincia il 4 maggio in piazza Emanuele Filiberto, con la giornata d’apertura al ritmo della Soppressata Samba, la banda di percussionisti che accompagneranno la parata fino all’Espace dove si esibiranno gli acrobati della Scuola Cirko Vertigo.

Fedeli all’obiettivo del Festival le dieci compagnie teatrali di Torino che ogni anno lo organizzano proporranno un palinsesto di eventi dal vivo che vuole diventare momento clou in città e rappresentare un modo di fare rete e di promuovere teatro e cultura, ospitando le tante realtà che anche quest’anno si sono proposte partecipando al bando. Il programma del festival prevede tantissimi artisti in 8 locali. Dallo Spazio ferramenta, ai Magazzini sul Po, passando per il Garage Vian si esibiranno tra gli altri: Giacomo Guarneri, La ribalta, Onda Larsen e Santibriganti teatro con Mauro Piombo e molti altri.

11/03/2016

“Contiene parolacce”, così Fabbri sdogana il turpiloquio

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , , — Monica Merola @ 11:00

Il ‘vaffa’ come mezzo liberatorio di espressione, sul palco e nella vita. Daniele Fabbri porta a teatro tutte quelle parole che riguardano scabrose parti del corpo, escrementi e sessualità, e lo farà stasera alla Ferramenta di via Bellezia alle 21,30 in un monologo che, come dice anche il titolo, ‘Contiene parolacce’.

Ma perchè dedicare uno spettacolo teatrale al turpiloquio? “Perchè fa parte della vita di tutti i giorni ed è l’indice di quanto sia formale o meno la situazione in cui ci si trova. Non usarle è un atto di ipocrisia”. E quando questa ipocrisia “si espande anche alla comicità si commette un errore, perchè non può essere privata delle espressioni volgari. Insomma, se la vita davvero ‘Contiene parolacce’, occorre, comunque, fare attenzione a non utilizzarle in dosi eccessive, come ad esempio a scuola.

E ciò vale sia per gli uomini che per le donne. Un video del performer dedicato proprio alle parolacce declinate al femmine ha avuto più di 125mila visualizzazioni. Fabbri, che nella vita si occupa anche di sceneggiature a fumetti, sottolinea questo aspetto affrontando i tabù linguistici a tutto tondo, compreso quello della bestemmia. Non una parolaccia uguale alle altre, “anche se io la considero tale e nel mio spettacolo ne parlo, per trasformarla in una riflessione divertente sul sacro e il profano”.

Grande libertà davanti al pubblico, che per Fabbri “ha il diritto di godere della satira, che non deve avere limiti di nessun tipo. La satira è sbagliata solo se non approfondisce i concetti che vuole criticare, restando in superficie. E’ buona, invece, quando affronta un argomento borderline fino a renderlo giocoso, senza puntare il dito”. La pièce, organizzata dall’associazione ‘Tutta un’Altra Comicità’, fa parte della seconda edizione della rassegna ‘Torino Stand up Festival’, la prima e unica nel suo genere, ideata dall’associazione Tac, che da dieci anni si occupa di teatro e cabaret nel Torinese con spettacoli, didattica ed eventi.

22/02/2016

“Under pressure”, al Sermig va in scena il teatro-forum dedicato ai giovani

Filed under: Cultura,Notizie,Young — Tag:, — Daniele Pezzini @ 12:57

Raccontare le contraddizioni della società attraverso una forma di teatro totalmente innovativa. È lo spirito con cui nasce Under pressure. Giovani sotto pressione, lo spettacolo teatrale messo in scena dalla Compagnia di Palazzo con il supporto dell’associazione culturale TeatroContesto, che dal 2013 sviluppa l’idea di un teatro che sappia stimolare una lettura critica e partecipata del mondo.

Sabato 27 febbraio all’Arsenale della Pace di piazza Borgo Dora, saliranno sul palco i giovani del progetto Yepp Porta Palazzo, che sperimenteranno dal vivo, davanti a un pubblico di coetanei, la tecnica del teatro-forum, elaborata dal regista brasiliano Augusto Boal nel contesto del Teatro dell’oppresso: “L’obiettivo del teatro-forum è quello di affrontare temi di interesse sociale attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico – spiega Irene Zagrebelsky di TeatroContesto che, insieme a Antonella Delli Gatti, si è occupata della formazione dei ragazzi –. L’idea di fondo è che l’interazione tra attori e spettatori aiuti a trovare delle soluzioni ai problemi proposti dalla messa in scena”.

Al centro dell’esibizione di sabato sera ci saranno i giovani e le difficoltà legate al percorso di crescita e di approdo all’età adulta: “I temi dello spettacolo sono stati scelti direttamente dai ragazzi della Compagnia, cercando di affrontare degli argomenti che siano di interesse anche per il pubblico – racconta Irene Zagrebelsky –. Per l’esibizione di sabato sera al Sermig abbiamo ideato tre scene, tutte incentrate sul mondo dei giovani: la prima riguarderà il rapporto con i genitori e il bisogno di autonomia, la seconda sarà sui social network e la relazione quasi ossessiva con lo smartphone, l’ultima invece sarà incentrata sulle dinamiche del gruppo e metterà in evidenza le difficoltà di un ragazzo nel far accettare ai suoi amici l’inizio di una relazione sentimentale”.

Le scene saranno accomunate da un finale negativo, una situazione problematica per cui sarà richiesto l’intervento degli spettatori, che dovranno salire sul palco, mettersi nei panni dei protagonisti e cercare di proporre un rimedio. “Il coinvolgimento del pubblico avviene per immedesimazione – conclude Zagrebelsky –, un buon teatro-forum è in grado di stimolare gli spettatori, invogliarli a prender parte alle vicende e a diventare protagonisti dello spettacolo, perché è tramite la condivisione di un problema che si può arrivare alla soluzione”.

08/02/2016

“Ho visto Nina volare”: al Tangram Teatro il De André che cantava il Piemonte

Mastica e sputa
prima che venga neve
luce luce lontana
più bassa delle stelle

quale sarà la mano
che ti accende e ti spegne
ho visto Nina volare
tra le corde dell’altalena

un giorno la prenderò
come fa il vento alla schiena

Fabrizio De Andrè

Nina Manfieri lo racconta in un’intervista su Youtube, che in un pomeriggio del 1997 Fabrizio De Andrè si è presentato davanti al cancello di casa sua, a Revignano d’Asti. “Ero nel cortile, stavo tagliando dei peperoni all’ombra, col grembiule. Mio marito sentì i cani abbaiare, si affacciò alla finestra e mi disse: sai chi c’è? De Andrè. E io: non prendermi in giro. Nel frattempo lo vidi arrivare. Non capii più nulla, mi sono emozionata talmente tanto. Per me era un sogno. Gliel’ho detto: sono passati tanti anni, non ti sei più fatto vedere. E lui: però ti ho ricordato in una canzone. Eravamo tutti e due emozionati.”

Parte dalla cascina dei nonni, in provincia di Asti, da quella ragazzina che andava su e giù sull’altalena, il legame di De Andrè con la campagna piemontese. “Ho visto Nina volare – I luoghi dello spazio, della mente e dell’anima di Fabrizio De Andrè”, in scena da giovedì 11 a domenica 14 febbraio al Tangram Teatro di Torino, prova a raccontare i luoghi della vita e dell’anima del cantautore genovese, iniziando proprio dal Piemonte, passando, inevitabilmente, da Liguria e Sardegna, per approdare infine al non-luogo di “Khorakhanè”.

“Sono parecchi anni che lavoriamo su De Andrè trasportandolo volutamente in un contenitore teatrale – spiega Bruno Maria Ferraro, attore e ideatore dello spettacolo – perché le sue non sono solo canzoni, ma storie, ricche di personaggi, ambienti ed epoche. Questo lavoro, però, ha un obiettivo diverso rispetto ai precedenti: indagare i luoghi della sua anima. Sappiamo che De Andrè aveva un legame fortissimo con la Sardegna e, in generale, con la campagna – continua Ferraro -. La sua fortissima attrazione per il mondo contadino nasce in Piemonte: sua madre abitava vicino a Bra, i nonni invece in provincia di Asti e i fratelli De Andrè venivano spesso lasciati nella loro cascina, sia in tempo di guerra sia, più avanti, durante le vacanze estive.”

Gigi Venegoni e Bruno Maria Ferraro

Dopo spettacoli come “Fabrizio De Andrè – Bocca di rosa e altre storie”, stavolta Ferraro, con l’accompagnamento della chitarra di Gigi Venegoni, porta in scena un percorso di racconti e canzoni che parte dalle radici di De André per avventurarsi negli spazi della sua memoria. L’ispirazione è nata grazie al testo del 2007 “Una goccia di splendore”, curato dal fotografo Guido Harari per Rizzoli, una sorta di autobiografia per immagini e scritti del cantautore. “De Andrè aveva l’abitudine di prendere appunti ovunque: sugli scontrini, sui pacchetti di sigarette – spiega Ferraro -. La sua famiglia ha raccolto questo materiale e l’ha donato all’Università di Siena, che lo ha catalogato. Harari, a lungo fotografo personale di De Andrè, lo ha pubblicato insieme a una serie di immagini. Ne viene fuori il percorso di riflessioni di un abitante del mondo, che fa da contraltare alla sua produzione musicale. Vi si trovano i rimandi a molte delle canzoni che conosciamo e amiamo”.

Le immagini tratte dal volume di Harari sono il contenitore di uno spettacolo emozionante: l’infanzia in Piemonte, Genova, il mare, i suoni del Mediterraneo, il porto, la Sardegna, il sogno dell’agriturismo, il sequestro. Poi si va più lontano, con “Khorakhanè”: “Le ultime teorizzazioni di De Andrè sono sul mondo Rom, che analizza in modo nuovo rispetto a quello cui siamo abituati”. Nel corso di un concerto al Teatro Brancaccio, De André aveva dichiarato: “Sarebbe un popolo da insignire con il Nobel per la pace per il solo fatto di girare per il mondo senza armi da oltre 2000 anni”.

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