Futura

25/05/2016

‘Meravax’, nasce a Torino il vaccino per cani malati di tumore

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie,Scienza — Tag:, , , , — Davide Urietti @ 10:50

Il progetto ‘Meravax’ è il vincitore dell’edizione 2016 di ‘Made in Research’, il business game per la creazione di imprese innovative, organizzato da 2i3T, l’Incubatore d’Impresa dell’Università di Torino. Si tratta di un vaccino innovativo per la cura del tumore dei cani, proposto dalla professoressa Federica Cavallo, dalla ricercatrice Federica Riccardo del dipartimento di biotecnologie molecolari e scienze per la salute, e dal professor Carlo Buracco di scienze veterinarie.
Attualmente le terapie disponibili per il trattamento di cani affetti da melanoma maligno prevedono un controllo locale del tumore con una radio-terapia o un intervento chirurgico associato alle cure, ma il tasso di sopravvivenza a un anno è solamente del 30 %. Con ‘Meravax’ si sposterebbe questa soglia al 73, ma la vaccinazione non si andrebbe a sostituire, anzi, si aggiungerebbe alle cure già esistenti. Un dato assolutamente positivo per i tanti amanti di questi animali a quattro zampe. Secondo lo studio ‘Eurispes 2013′ il numero dei cani allevati in casa è 6.900.000 e negli anni l’incidenza del cancro in questi ultimi è aumentata: si parla di un incremento del 150% dal 2001 a oggi.
‘Meravax’ è riuscito a imporsi su altri 17 progetti. Di questi, arrivati alla fase finale, ne sono stati premiati altri sei e gli ideatori avranno così la possibilità di sviluppare la propria proposta innovativa attraverso il tutoraggio nell’Incubatore. Nel settore agro-alimentare ha vinto ‘Vivisol’, che propone di limitare l’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti e diserbanti, in modo da abbattere la biodiversità microbica del suolo. Nel settore digitale e industriale il vincitore è ‘Prolab’, il laboratorio che si occupa di materiali polimerici innovativi, formulati su misura per il cliente, e ‘Dhermetia’, che propone lo sviluppo di materie prime di origine naturale da utilizzare nel settore della cosmesi. Nel settore sociale, ‘E-Healt’ è l’app premiata che è dedicata alle future mamme in gravidanza, mentre per l’ambito di scienze della salute ‘Frdb’ è un’applicazione che mostra in tempo reale i valori nutrizionali e quelli personalizzati di insulina necessaria, dedicata a chi mangia in mense o ristoranti. ‘Art of Excellence’, nell’ambito culturale, propone un format di marketing non convenzionale permettendo ad aziende piccole e medie di promuoversi attraverso il canale della cultura e dell’arte contemporanea.

14/02/2014

“Guarire di più, guarire meglio”. Al Museo dell’Automobile contro il tumore giovanile / L’infografica

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie,Scienza — Tag:, , , , — Camilla Micheletti @ 09:30

“Guarire di più, guarire meglio”. Spesso ci fermiamo ai numeri quando si parla di tumori infantili, ma il più delle volte è la qualità della vita a fare la differenza.

Nonostante negli ultimi anni le cure oncologiche siano progredite, aumentando in generale la speranza di vita, la fascia d’età che riguarda gli adolescenti e i giovani adulti (15-24) non ha visto lo stesso miglioramento. Il motivo sembra essere soprattutto il ritardo diagnostico, dovuto al fatto che gli adolescenti celano o minimizzano i disturbi iniziali e che la delicata età in cui si trovano rende più difficile l’inserimento dei giovani in centri di controllo e prevenzione.

Per questo il convegno “Adolescenti e giovani adulti ammalati di tumore: guarire di più, guarire meglio” intende sensibilizzare il mondo della medicina sui tumori che colpiscono i giovani. L’evento è organizzato da Fiagop, la federazione delle associazioni che riunisce i genitori di bambini e ragazzi che hanno contratto tumori e leucemie, e Ugi Onlus Torino con il patrocinio del Ministero della Salute, e si terrà oggi a Torino al Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli”. Il tema del convegno sarà anche al centro della XII giornata mondiale contro il cancro infantile in programma per sabato 15.

“I ragazzi che si trovano in questa fascia d’età sono un sottogruppo delicato –  spiega Angelo Ricci, presidente della Fiagop – I bambini piccoli vengono vestiti, lavati e curati dai genitori, i quali possono accorgersi se i loro figli hanno qualcosa che non va. L’adolescente, al contrario, tende a isolarsi e a non comunicare, cerca le cose in Internet, su siti in cui si trovano notizie apocalittiche che aumentano le loro ansie fanno. Il risultato è che spesso i giovani arrivano alla diagnosi della malattia in ritardo”.

Un altro tema da approfondire, di cui si parlerà ampiamente al convegno, è la qualità della vita del ragazzo una volta che viene diagnosticata la malattia. “È stato dimostrato – continua Ricci – che gli adolescenti curati nelle strutture pediatriche hanno più probabilità di guarire. Questo perché le loro patologie sono più simili a quelle dei bambini”. Spesso i giovani, invece, vengono curati in strutture per adulti, inadeguate anche perché l’ambiente ospedaliero, quando si tratta di cure molto lunghe, non aiuta la guarigione.

Guarda l’infografica:

Centro di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino | Infographics

L’argomento del convegno di oggi, a cui partecipano anche associazioni di medici, psicologi e studiosi, evidenzia l’importanza, durante le cure, di tutte quelle cose che rendono la vita di un ragazzo degna di essere vissuta: dallo sport, agli studi, fino al rapporto con i coetanei. Guarire si può, guarire meglio si deve.

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