Futura

06/06/2016

Scamuzzi: UniTo mantiene appeal anche in tempi difficili/ il video

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , — Maria Teresa Giannini @ 17:33

Dopo il documento sul declino universitario italiano, che conteneva i dati di AnVur e AlmaLaurea pubblicato dall’Università di Torino alla fine della scorsa settimana, parla ora il Vicerettore Sergio Scamuzzi: “Si tratta di un fenomeno evidenziato dai numeri in calo delle matricole, che colpisce le strutture accademiche in tutto il Paese e solo pochi atenei si pongono in controtendenza. Fra questi, insieme alle Università Milanesi, c’è quella di Torino. La nostra offerta formativa si arricchisce ogni anno di novità – spiega – adesso stiamo cercando di integrare le facoltà umanistiche con quelle scientifiche per formare nuove professionalità capaci, per esempio, di utilizzare le Information Technologies a servizio delle scienze sociali”.

Ricerca e innovazione sono gli ingredienti essenziali per attestarsi in cima alle classifiche secondo il Vicerettore, che precisa: “Cerchiamo di sostenere i giovani e l’avanzamento delle carriere nella ricerca, che è il vero nerbo della didattica, pur restando nei vincoli economici che ci vengono imposti dal momento storico”. L’ateneo Torinese resta infatti, secondo quanto dichiarato da Scamuzzi, quello con le tasse accademiche più basse fra quelli del Nord Italia.

Anche lo sguardo all’estero e l’apertura per gli studenti delle possibilità di viaggiare sono punti importanti ma, precisa il professore, con una particolare attenzione alla qualità delle mete.

L’Università insomma non smette di essere un’ascensore sociale e un momento di crescita professionale, costituendo il primo passo per la soddisfazione personale e “la ricerca della felicità”.

01/06/2016

L’UniTo acquista SciVal, il super motore per la ricerca

Filed under: Notizie,Scienza — Tag:, , , — Claudio Carollo @ 12:49

Nell’era dei Big data l’Università di Torino si dota di uno strumento strategico per gestire e sintetizzare milioni e milioni di dati. Grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, l’Ateneo ha potuto acquistare per 50mila euro la piattaforma SciVal, strumento informatico sviluppato dalla Elsevier, maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico, in grado di scandagliare milioni di articoli e brevetti tra 20mila riviste scientifiche. Cioè tutte le pubblicazioni nell’ambito della ricerca raccolte nella banca dati Scopus, che riunisce i prodotti di 5mila editori da tutto il mondo. “Basta con l’autoreferenzialità –  dice Silvio Aime, il Vicerettore alla Ricerca dell’Università di Torino – adesso possiamo conoscere rapidamente il profilo dei ricercatori, di gruppi di ricerca, le pubblicazioni e il numero dei brevetti che hanno registrato. Offriremo così delle prime informazioni di carattere statistico sulla valutazione di chi fa ricerca all’Università”

Come si colloca l’Unito nella classifica di pubblicazioni degli ultimi 5 anni? Regge il confronto con il Politecnico di Torino? E con la media Ue? Lo SciVal permette di rispondere innanzitutto a questi interrogativi. Ma l’obiettivo principale rimane dare accesso a ciascuno dei poli di innovazione dell’Unione Industriale per incrementare la collaborazione tra aziende e Università: trovare una corrispondenza tra la domanda di rinnovamento che viene dalle imprese e l’offerta dei dipartimenti dell’Ateneo. Tramite la ricerca semantica degli argomenti, lo SciVal può dare importanti elementi di valutazione attraverso la peer viewing, cioè un sistema di pareri incrociati tra esperti, creare una classifica per numero di brevetti e offrire report per le aziende che interagiscono con l’Unito attraverso lo Sportello Università Impresa (SUI), attivato di recente.

Alla piattaforma informatica potrà accedere tutto il personale e i gruppi di ricerca in qualsiasi ambito, non solo limitato al campo scientifico, ma anche per quello che riguarda la psicologia e le sociologie: “Se sono un ricercatore – ci dice Aime – e ho bisogno di trovar un partner per i miei studi, posso consultare questo potente strumento per controllare a quale università italiana e straniera poter fare riferimento”

31/05/2016

UniTo presenta il corso di laurea su tecnologie e scienze sociali/ il video

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, — Tommaso Spotti @ 09:54

Coniugare didattica e ricerca applicata per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. La nuova offerta dell’Università di Torino, presentata oggi nella Sala Lauree Blu del Campus Einaudi, prevede la nascita del il corso di laurea triennale “Innovazione sociale, comunicazione, nuove tecnologie” che sarà attivo dal prossimo anno accademico. “Negli ultimi anni l’università ha commesso gravi errori, tra tutti quello di creare dipartimenti su un unico settore – ha ricordato il rettore dell’Università Gianmaria Ajani – con questo progetto, che abbiamo sostenuto con forza, vogliamo ampliare la nostra offerta in modo multidisciplinare. Torino ottiene già risultati di rilievo in tutta Europa, questa novità può spingerci ancora più alto”.”L’idea è fornire agli iscritti la possibilità di approfondire la progettazione ICT – ha detto il vice rettore alla Comunicazione, Sergio Scamuzzi – da applicare all’economia, così da poter affiancare ingegneri e altri professionisti del settore con competenze specifiche”

“Le metodologie informatiche saranno il cardine del nostro corso di laurea – ha spiegato Luca Console, direttore del dipartimento di informatica – e oltre alla necessaria interazione tra varie competenze desideriamo espandere la nostra attività di ricerca e progettazione”. Un ruolo chiave sarà giocato dall’ICxT, un centro che sviluppa progetti tecnologicamente innovativi su richiesta del mondo delle imprese: “Abbiamo, per esempio, stampanti 3D per studiare materiali conduttivi – ha detto la direttrice Paola Pisano – vogliam far sì che le aziende partecipino attivamente al lavoro dei corsi di laurea, per ampliare la loro conoscenza di alcuni settori e facilitare gli studenti nel rapporto con il mondo produttivo”.

Partner di questa iniziativa sono molte grandi aziende, come Huawei, Intel e Tim, ma anche un quotidiano come La Stampa.  Tra i  sostenitori di Unito  figurano l’Unione Industriale, rappresentati dal dg Riccardo Rosi, e i Giovani Industriali con il loro presidente Alberto Barberis.

Il nuovo corso di laurea si inserisce in una riorganizzazione universitaria che ha portato l’Ateneo a prestare maggiore attenzione ai temi dell’informazione e della comunicazione: sono infatti già attive le magistrali in “Comunicazione, Ict e Media” e in “Comunicazione pubblica e politica”.

25/05/2016

Italia maglia nera in Europa per numero di laureati. Ajani:”Non si punta alle eccellenze”

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , , — Azzurra Giorgi @ 13:54

Diminuiscono le immatricolazioni e l’Italia rimane in fondo alla classifica europea riguardante il numero di laureati. Sono soltanto due dei dati emersi dalla ricerca “L’Università in declino. Un’indagine degli atenei da nord da sud“, realizzata da diciannove ricercatori di nove università italiane coordinati da Gianfranco Viesti dell’Università di Bari. Al Campus Luigi Einaudi il curatore della ricerca ha descritto i risultati più importanti, dialogando poi con il rettore dell‘Università di Torino Gianmaria Ajani e, il rettore del Politecnico, Marco Gilli.Dai risultati dell’indagine emerge che l’Italia è l’unico paese in cui diminuiscono le immatricolazioni, un fenomeno che ricorre in tutte le regioni (anche se un’analisi dell’Anvur sembrerebbe registrare un leggero aumento – 1.6% – nell’ultimo anno).

 

Secondo Viesti questo può essere ricondotto sia a un numero minore di giovani sia alla mobilità degli studenti, soprattutto per quanto riguarda le regioni del centro sud e delle isole. Ne consegue che alcune regioni del nord hanno un andamento migliore poiché attraggono studenti da diverse parti d’Italia: il Politecnico, ad esempio, ha visto migliorare le proprie immatricolazioni nel decennio 2003/4-2013/4, al contrario dell’Università di Torino che ha conosciuto un lieve calo. Nello specifico, il Politecnico è stata designata tra una delle nove università più richieste in tutte le regioni ed è, addirittura, la prima scelta per Sicilia e Sardegna; Unito, invece, risulta tra le prime dieci scelte in cinque regioni.
Gli immatricolati, però, non bastano. Viesti ricorda come i finanziamenti non dipendano dal numero di iscritti, ma soltanto da quelli in corso, e per questo il curatore della ricerca sottolinea che i “fuoricorso non sono sempre dei pigri, ma spesso hanno bisogno di più tempo perché hanno competenze diverse in base ai diplomi”.
Ci sono, però, altri problemi. Il primo è il diritto allo studio che secondo l’indagine è sempre meno garantito

 

 

 

“Con i 50 milioni previsti dalla legge di stabilità 2016 all’Università si va nella giusta direzione, ma il diritto allo studio è ancora molto poco garantito” ha detto Viesti, introducendo poi un altro problema: quello delle tasse.
Negli ultimi dieci anni in Italia sono aumentate, in media, del 60%. A Torino la crescita è stato “solo” del 25/30%. Se queste sono aumentate, a diminuire sono stati, invece, i corsi di laurea, specialmente nelle aree sociali e umanistiche.

 

 

 

 

“Temiamo che questo processo sia stato casuale, legato al pensionamento dei docenti. La riduzione non è stata ottimale perché l’Italia non ha un numero sovrabbondante di iscritti nelle scienze umanistiche anche in confronto con altri Paesi” ha detto Viesti.
Tutto questo in un contesto in cui il nostro Paese risulta spendere pochissimo per l’Università, circa 7 milioni in confronto, ad esempio, ai 27 della Germania.

 

 

Nonostante ciò, paragonando gli atenei italiani a quelli nordamericani ed europei, le eccellenze del nostro Paese sono sopra la media. “Le classifiche internazionali sono distorte, noi abbiamo preso ventisei grandi atenei pubblici italiani e li abbiamo comparati a quelli all’estero. Abbiamo scoperto che i nostri migliori atenei sono sopra lo standard estero, quelli più ‘mediocri’ sono in media”, afferma Viesti. Le qualità, quindi, sembrano esserci, ma secondo il professore serve una politica attenta ai problemi esistenti, perché si migliorino il diritto allo studio, alcune aree della didattica nei vari atenei e anche il numero di laureati.
D’accordo su questo argomento anche i vertici delle due grandi università di Torino. Secondo il rettore di Unito, Ajani, si dovrebbe “mettere la base per un progetto politica di vera riforma dell’Università. Il sistema è ingessato, non è tanto questione di un divario tra nord e sud, ma del sistema nel suo insieme. Finora non è stato scelto di investire sulle eccellenze, il Paese ha scelto in maniera implicita di puntare su atenei di serie B e C, non di serie A. In paesi come la Germania e la Russia sono state individuate aree di investimento per le eccellenze con cifre che non ci immaginiamo nemmeno. Secondo me il Paese deve pensare se vuole ancora considerare l’investimento nelle Università come un costo da tagliare o come un investimento a lungo termine”.
Secondo il rettore del Politecnico, Marco Gilli, la situazione è, forse, anche più grave: “La questione del diritto allo studio è molto peggio di quanto descritta. Dobbiamo cercare non soltanto di non allontanare studenti ma anche di attrarli, e come facciamo se università estere offrono migliori condizioni?”. I problemi, secondo Gilli, riguardano anche la mancanza di una formazione intermedia professionalizzante, che esiste, invece, in Germania e degli investimenti mirati. “La diminuzione delle immatricolazioni è inquietante, ma lo è ancora di più l’età del corpo docente. La ricerca si fa con i giovani e se questi non ci sono l’Università muore. Il blocco del turnover delle docenze è stato fatto in maniera dissennata ed è difficilmente recuperabile”, conclude Gilli, affermando poi che i problemi riguardano cose anche molto più pratiche, come l’assenza di aule.

 

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