Futura

05/04/2016

Unito, protestano i ricercatori a rischio. Maltese: “Stiamo cercando soluzionI praticabilI”

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , , , , — Andrea Lavalle @ 13:23

I ricercatori precari dell’Università di Torino annunciano battaglia contro il blocco delle assunzioni e lanciano un presidio martedì 12 aprile in Rettorato. Sono circa 900 i ricercatori che, di qui al 2017, vedranno scadere i sei anni di assegni di ricerca consentiti dalla legge Gelmini, oltre i quali se non si è vinto un concorso da ricercatore non resta altra soluzione che abbandonare la carriera accademica o tentare la sorte all’estero.
“A forza di non bandire, i 6 anni di limite per gli assegni si avvicinano” ha ricordato una delegazione di “non strutturati” intervenuta ieri durante la commissione organico chiedendo un tavolo congiunto per discutere questi temi.
Le risorse stanziate, denunciano i precari, sono tutte destinati agli avanzamenti di carriera e non prevedono l’ingresso di nuova forza lavoro.
“I soldi sono pochi e lo sappiamo ma siamo tagliati fuori dal confronto – dichiara Marianna Filandri del Coordinamento ricercatori non strutturati di Unito – Non si tratta di un problema personale che incide solo sulle vite dei singoli ma di un problema di tutto l’Ateneo. Negli ultimi 3 anni il personale dell’Università di Torino, una delle più importanti in Italia, è calato di 146 unità, questo rischia di incidere sui  suoi standard qualitativi”.
“Siamo in un regime di risorse calanti ma il Rettorato ha a cuore la questione – spiega Enrico Maltese, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università e presidente della Commissione organico del Senato Accademico – Stiamo cercando di trovare un equilibrio che permetta di stabilizzare il maggior numero possibile di precari senza con questo mandare all’aria il bilancio”.
Il bilancio, infatti, viene monitorato dal Miur e gli atenei che superano il tetto di spese fisse per il personale, stabilito dal Ministero, vengono penalizzati nella successiva assegnazione di fondi.
Nel corso della commissione sono state effettuate delle simulazioni su quanto costerebbe coprire i 245 posti (meno di un terzo degli assegnisti in scadenza) lasciati liberi dai docenti che andranno in pensione nei prossimi 5 anni. “Sono uscite delle cifre spaventose – spiega Maltese – Il primo anno costerebbe 2,5 milioni per arrivare a 12 milioni nel quinto. Una soluzione di questa portata non è nelle mani dell’Ateneo, bisogna ragionare su numeri inferiori – ha concluso il presidente della Commissione – Questa realtà si potrebbe alleggerire solo se il governo concedesse nuove risorse”.

21/03/2016

Amianto, UniTo risponde all’esposto anonimo: “Le bonifiche sono in corso”

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie — Tag:, , , , — Monica Merola @ 12:54

Un esposto presentato in Procura da un sedicente “responsabile sicurezza dei lavoratori” riaccende le polemiche sulla questione amianto denunciandone la presenza in alcuni palazzi dell’Università, ma la risposta di UniTo non è tardata ad arrivare. Con una nota ufficiale, infatti, l’ateneo ha affermato che si sta dotando di “una struttura per monitorare gli edifici costruiti prima del divieto di usare l’amianto e per programmare gli interventi di bonifica da effettuare”. Tra le 89 strutture di proprietà dell’Università, secondo la denuncia anonima, sarebbero molte quelle a rischio: il palazzo di via Pietro Giuria, dove seguono le lezioni gli studenti di Fisica, Farmacia e Chimica, il Galileo Ferraris, l’orto botanico del Valentino e Palazzo Campana in via Carlo Alberto, dove oltre alla presenza del minerale tossico nelle finestre e nei pavimenti, si sarebbero effettuati prelievi mentre le lezioni erano in corso. “C’è amianto rovinato e non segnalato in luoghi di lavoro e di studio – spiega l’esposto – ma alle nostre segnalazioni non riceviamo nessuna risposta”.
Secondo UniTo, invece, a Palazzo Campana l’amianto “sarebbe stato messo in sicurezza e i lavoratori informati”, mentre in via Giuria sarebbero stati adeguatamenti isolati i locali a rischio.
La mappatura dei siti contaminati dall’amianto è ora in mano a un gruppo di esperti coordinati dalla docente del Dipartimento di Scienze della Terra Elena Belluso, poichè dopo il caso scoppiato lo scorso aprile il contratto inizialmente stipulato con l’Arpa nel 2014 è stato reso nullo di comune accordo tra le due parti.
Uno dei problemi principali è che dal 1992 la produzione e lavorazione dell’asbesto è illegale, mentre la sua vendita – diffusissima negli anni ’60 a causa del prezzo stracciato – è ancora lecita. Oltre al fatto che le tre tipologie di bonifica, ovvero la rimozione dell’amianto, il suo incapsulamento con prodotti ricoprenti come le vernici, o il confinamento del minerale sono complesse e non di breve realizzazione.

09/03/2016

Torino scopre le radici del crimine

Filed under: Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , , — Federico Gervasoni @ 10:54

“I serial killer. Sono loro che hanno dato ai nostri incubi il volto umano e concreto di uomini e donne comuni, a volte banali, spesso simili in tutto e per tutto proprio a noi”. Così Massimo Picozzi e Carlo Lucarelli scrivevano nel libro dedicato allo studio degli assassini seriali.

Oggi pomeriggio la biologia della violenza sarà argomento di lezione nell’aula magna della Cavallerizza dell’Università (via Verdi). A parlare agli studenti sarà il Prof. Adrian Raine, neuroscienziato statunitense del dipartimento di Criminologia dell’Università della Pennsylvania.
L’anatomia della violenza riesamina le basi cerebrali coinvolte nel comportamento aggressivo e analizza le possibili implicazioni che questi risultati scientifici possono avere nella prevenzione del comportamento criminale.

Raine davanti agli studenti di Giurisprudenza traccerà un percorso dedicato alla comprensione dell’affascinante mondo della neurocriminologia e illustrerà come il rapido sviluppo delle neuroscienze applicate al comportamento umano e della neuroetica stia suscitando tensione tra i concetti di responsabilità e i programmi di recupero degli autori di reato.
“I risultati della ricerca scientifica – afferma Georgia Zara, presidente del corso di laurea magistrale in Psicologia Criminologica dell’Università di Torino – evidenziano come dietro allo sviluppo di una carriera criminale persistente e violenta ci sia una complessa interdipendenza tra fattori e processi criminogenici biologici e spesso psicopatologici”.

L’istinto omicida, tra molti istinti è intrinseco all’essere umano. Ed è compito del neuroscienziato capire perché l’individuo incominci una carriera criminale.

02/03/2016

No di Unito all’assemblea anti Technion: “manca una controparte”

Filed under: Cultura,Notizie — Tag:, , , , , , , , — Sabrina Colandrea @ 15:56

Il Campus Einaudi dell’Università di Torino

Era prevista da 10 giorni, ma, da ultimo, l’Università ha deciso di negare l’aula e, quindi, di impedire l’assemblea degli studenti contro il Technion israeliano di Haifa. Il motivo ufficiale è l’assenza di contraddittorio. All’incontro, organizzato dal Collettivo Palestina, avrebbero, infatti, dovuto partecipare l’antropologo Roberto Beneduce, tra i 300 docenti italiani firmatari della petizione anti-Technion, e Ronnie Barkan, israeliano attivista per i diritti dei palestinesi. Nessun relatore avrebbe, invece, preso le parti del Technion. “Riteniamo che la concessione revocata dell’aula sia avvenuta per motivi pretestuosi – commenta la studentessa Charlotte del Collettivo Palestina -. Non abbiamo mai detto che avremmo avuto una controparte né la riteniamo necessaria per un’assemblea universitaria. Probabilmente l’ateneo, leggendo il nome di Barkan tra gli ospiti, ha dato per scontato che fosse una voce pro Israele. Quando si sono resi conto dell’errore hanno deciso di negarci l’aula”.

Il Technion di Haifa

Intanto uno dei relatori, il professor Beneduce, ha, però, preso le distanze dall’assemblea: “L’iniziativa è utile e io sono pro boicottaggio. Ma, dal momento che non è stata cercata una controparte, riconsidero la mia partecipazione. In un ateneo ha senso fare incontri dove tutti la pensano allo stesso modo?”. Anche per il vicerettore alla ricerca Federico Bussolino “l’Università deve essere un luogo di discussione, dove si può anche esprimere il dissenso”.

Gli studenti vogliono, però, tenere ugualmente l’incontro nella main hall dell’ateneo, oppure in cortile, in caso di bel tempo, all’orario previsto, le 17. “Da un anno organizziamo dibattiti, invitiamo professori ed esperti per discutere le questioni palestinesi e sensibilizzare i nostri compagni sull’argomento”, ha detto Charlotte. “In passato il Technion ha sviluppato sistemi di controllo e repressione della popolazione palestinese, per questo temiamo che gli accordi di ricerca con l’Università e il Politecnico di Torino possano avere risvolti militari”.

Di diverso avviso Peppino Ortoleva, docente di Comunicazione e Culture dei Media all’Università di Torino, che ritiene sbagliato boicottare un luogo di cultura israeliano in cui si formano anche pensieri ostili al regime di Benjamin Netanyahu. “Non si fanno assemblee su un tema tanto delicato senza permettere o, meglio, promuovere la discussione con persone che la pensano diversamente – ha sostenuto il professore –. In realtà c’è una campagna internazionale molto vasta per il boicottaggio di tutte le università israeliane, ma è sbagliato combattere proprio gli intellettuali, che generalmente sono i più critici”. Secondo Ortoleva, infatti, più si colpiscono le università israeliane più si corre il rischio che il senso di isolamento su cui il governo di Netanyahu specula acquisti credibilità presso l’opinione pubblica ebraica di tutto il mondo.

I bambini in visita all’Università

Filed under: Cultura,Futura,Notizie — Tag:, , , , , , — Azzurra Giorgi @ 11:17

Stilista, professore di italiano, sportivi, medici. Sono alcune delle aspirazioni dei bambini delle elementari che oggi potranno scoprire meglio l’Università attraverso laboratori, visite guidate e percorsi didattici.
È stata inaugurata la quarta edizione di “Bambini e Bambine. Un giorno all’Università”, promosso dalla città di Torino, il cui obiettivo è avvicinare i giovani studenti all’alta formazione, che deve essere garantita a tutti.
Ai presenti l’assessore all’istruzione Mariagrazia Pellerino ha spiegato quanto sia fondamentale scoprire e coltivare il proprio talento, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali: “Vogliamo che cresciate con l’idea che l’Università possa essere aperta a tutti. Non importa se i vostri genitori sono laureati o no, questo è un luogo aperto e nessuno deve essere escluso se ha voglia e capacità. In Italia abbiamo il minor numero di laureati in Europa, abbiamo bisogno di persone formate per affrontare un mondo complesso”, ha detto Pellerino, ricordando come gli Atenei siano anche un centro di ricerca fondamentale per tutta la comunità. A dare il benvenuto agli studenti anche il Rettore Ajani, che ha spiegato come funziona la divisione in dipartimenti e in che modo si sceglie una facoltà: “In futuro ci saranno lavori che adesso non esistono, in questi giorni potete scoprire meglio non soltanto cos’è l’Università ma anche cosa vi piacerebbe diventare”. Dopo i saluti inaugurali è stato il turno di Maurizio Bertolini, matematico e ricercatore del Social Community Theatre Centre, che con uno spettacolo di animazioni e interazione con il pubblico ha cercato di avvicinare i bambini a una materia spesso ostica come la matematica. L’iniziativa è stata organizzata in associazione ad alcuni atenei tra i quali l’Università di Torino, il Politecnico, lo IAAD, l’Accademia delle Belle Arti, lo IED e il centro interuniversitario Agorà Scienza.

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