Futura

04/02/2015

11 anni di Facebook: lo spioncino più grande del mondo

Filed under: Notizie,Storie — Tag:, , , , — Monica Merola @ 10:45

Facebook spegne 11 candeline. Era il febbraio del 2004 infatti quando il social network, fondato ad Harvard da quattro studenti, fu lanciato sul web. Nato per permettere ai suoi iscritti – in prevalenza ragazzi single – di fare incontri, dopo aver avuto un discreto successo tra i membri del campus fu esteso anche a quelli di Boston e della Stanford University. A quel punto l’ascesa divenne inarrestabile: la piattaforma aprì le porte prima agli studenti delle scuole superiori, poi a chiunque dichiarasse di avere più di 13 anni.

Tutto nacque grazie a un episodio di hackeraggio: Mark Zuckerberg, all’epoca diciannovenne, nell’ottobre del 2003 creò un sito di nome “Facemash”: riuscendo ad entrare in alcune aree private dell’università caricò sul sito tutte le foto di riconoscimento degli studenti del campus. Questo esperimento fu chiuso in poche ore dai responsabili della sicurezza: bastarono quattro ore di esistenza del sito per registrare 450 visitatori e circa 22mila foto. Il padre di tutti i social contemporanei era appena nato, e per il figlio – ovvero Facebook – si sarebbe dovuto aspettare solo qualche mese. Il 4 febbraio, grazie all’aiuto dei colleghi Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, www.thefacebook.com era nato.

Meno di una settimana più tardi – quasi parallelamente agli iniziali successi della piattaforma – arrivarono le prime accuse di truffa: i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra, anche loro studenti di Harvard, lo accusarono di averli ingannati e di aver rubato loro l’idea. Il giovane programmatore avrebbe infatti promesso inizialmente di aiutarli a creare “HarvardConnection.com”, ma di fatto fondando Thefacebook.com pochissimo tempo dopo. A giugno Zuckerberg si trasferì nella Silicon Valley, in California, e poco più di un anno dopo www.facebook.com fu registrato con un investimento iniziale di 200mila dollari.

Nell’ottobre del 2012 il social ha registrato 1 miliardo di utenti attivi. I punti di forza sono pochi ma solidissimi. Il primo è l’elemento economico: la registrazione e l’utilizzo del sito sono gratuiti. Inoltre la piattaforma è estremamente intuitiva e non necessita di particolari conoscenze informatiche. Il terzo elemento è quello che ne ha determinato la diffusione a macchia d’olio: Facebook dà una voce al desiderio dell’uomo di spiare il mondo dal buco della serratura. Quello che chiede in cambio è il prezzo metaforico che ogni utente deve accettare di pagare, ovvero la rinuncia alla propria privacy. Nonostante la possibilità di impostare delle restrizioni alla propria rete di amicizie virtuali, iscriversi a Facebook significa rinunciare alla dimensione privata consegnando i dati sensibili ad un sistema informatico che con quei dati guadagna (anche moltissimo) nel mondo informatico.

La cancellazione è limitata infatti al proprio profilo personale, ma non a tutto ciò che è stato condiviso da terzi. Ultima – ma non in ordine di importanza – la proprietà dei contenuti: tutto ciò che viene pubblicato dagli iscritti è espressamente dichiarato come proprietà del sito, che lo possiede senza esserne giuridicamente responsabile. Facebook in questo modo diventa l’occhio attraverso cui l’uomo dà sfogo alla voglia di guardare il mondo in faccia. Ma conservando l’illusione di non essere a sua volta guardato.

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