Tasse sulle borse dei medici specializzandi, Balduzzi apre al dialogo

“Questo non è tempo di promesse né vere né false. Io non ve ne faccio. Ma domani, se a Roma una vostra delegazione salirà al Ministero, troverà qualcuno pronto ad ascoltare. Apriremo un tavolo”. Così il ministro della Salute Renato Balduzzi ha risposto stamattina ai circa duecento medici specializzandi che manifestavano contro l’emendamento alla legge sulla tassazione Irpef, approvato dal governo Monti, che riguarda la possibilità di tassare le borse di studio superiori agli 11 mila e 500 euro come qualunque altro reddito da lavoro dipendente.

L’occasione della protesta è stato un convegno che si è svolto stamattina all’ospedale Cto di Torino; il portavoce degli specializzandi, Luca Savant, ha letto in aula un documento che definisce inaccettabili gli aggravi fiscali previsti dalla legge che sarà approvata in via definitiva mercoledì alla Camera e che prevede la tassazione per la parte eccedente gli 11 mila e 500 euro annui. “Riteniamo che la nostra posizione professionale sia già gravata da numerosi problemi di carattere formativo e professionalizzante – hanno detto gli specializzandi –  a cui si aggiungono considerevoli oneri finanziari, sia di natura fiscale (tasse universitarie, iscrizione all’ordine dei medici, quote previdenziali, assicurazione professionale complementare) che formativa (corsi, congressi, ecc…) e non possiamo accettare ulteriori aggravi fiscali. Auspichiamo che sia trovata una congrua soluzione sui tavoli istituzionali competenti e che le norme di cui sopra siano rimosse”.  I manifestanti hanno anche mostrato uno striscione (vedi foto) che recitava: ‘ Basta false promesse su giovani, ricerca e formazione. Giù le mani dalle borse’.

I primi a muoversi sono stati proprio i medici specializzandi perché sono i borsisti maggiormente colpiti dalla novità: i 25 mila specializzandi italiani, percependo una borsa di circa 1700 euro al mese – compenso comunque ampiamente al di sotto della media europea – si ritroveranno a subire un prelievo fiscale compreso tra i 200 e i 250 euro mensili. Ad essere colpiti saranno, insieme a tutti i borsisti che guadagnano più di 11 mila e 500 euro al mese, anche coloro che frequentano i dottorati di ricerca (con borsa, ovviamente); per loro, in proporzione, il prelievo dovrebbe essere meno doloroso. “Abbiamo una borsa di circa 13600 euro lordi all’anno – spiega Fabio Tordini, 26 anni, che frequenta una scuola di dottorato in informatica all’Università di Torino –  Dunque se la legge verrà approvata così com’è ora, sarà tassata solo la parte eccedente, cioè il 23 per cento di circa 2000 euro all’anno. Che non è tantissimo, ma per un fuori sede è comunque un ammanco importante” .

Oggi e domani gli specializzandi sciopereranno in numerosi ospedali del Paese; alle undici partirà il sit-in davanti a Montecitorio, in occasione della votazione decisiva per l’approvazione della legge sulla tassazione Irpef. E di sicuro non mancheranno i disagi, visto che i giovani specializzandi si trovano spesso e volentieri a portare avanti  il lavoro quotidiano negli ospedali, oltre ad essere impegnati nella formazione e nella didattica.

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