Termini Imerese, Scajola apre ai cinesi

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Piuttosto che chiudere Termini Imerese, la rilevino i cinesi. Questa è l’idea che si è diffusa nel governo e che comincia a trovare fondamenta nelle dichiarazioni del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, in trasferta a New Delhi. “Noi vogliamo far crescere la produzione di auto in Italia – ha detto il ministro – Ci auguriamo di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”.

Queste dichiarazioni giungono in risposta alle informazioni pubblicate da Repubblica lunedì, secondo le quali il gruppo Chery, principale produttore di auto in Cina, sta cercando stabilimenti per produrre in Europa e, il 3 dicembre scorso al ministero dell’industria sono state espresse opinioni favorevoli all’acquisto di Termini Imerese da parte di gruppi stranieri.

Tuttavia, in mattinata, la Chery, tramite il suo portavoce Jin Yibo, ha precisato di non essere in trattative per l’acquisto della fabbrica siciliana. Il Beijing News invece ha reso noto che l’azienda cinese sta per investire 500 milioni di dollari per una fabbrica in Turchia.

La Chery era già legata alla Fiat da una joint-venture finita nel marzo scorso. Altri cinesi erano interessati ad acquistare la Bertone, carrozzeria torinese rilevata dalla Fiat di recente.

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