The Match, tra calcio e guerra

A chi ama il calcio e la storia, il cinema Baretti, oggi venerdì alle 21, propone la visione del film “The Match”, il racconto di una partita in piena seconda Guerra mondiale. Sarà un appuntamento con il cinema e la solidarietà perché il costo del biglietto, 3 euro, sarà devoluto in beneficenza per i progetti del CIVG. La pellicola, diretta dal regista Andrey Malyukov, è proiettata in anteprima nazionale nell’ambito di Torino Capitale europea dello sport. “The Match” racconta, a partire dall’operazione Barabarossa, ordinata da Hitler nel giugno 1941, la vita di alcuni calciatori fatti prigionieri dopo l’occupazione tedesca in Ucraina. Dopo aver militato nella Dinamo e nella Lokomotiv Kiev furono internati in un campo di concentramento. Quando gli invasori scoprirono la loro identità scelsero di organizzare una partita di calcio e così nel luglio del 1942 si giocò l’incontro. Gli ucraini riuscirono a imporsi sugli avversari, vincendo 5-1 e questo fu motivo di vanto per gli occupati, ma di vergogna per gli occupanti. Che infatti non esitarono a chiedere una rivincita, nel match che passò alla storia come “la partita della morte”. Il 9 agosto 1942, nello stadio Zenit di Kiev, andò in scena la rivincita: ancora una volta gli ucraini mostrarono la loro superiorità sull’avversario ariano. Il risultato finale fu 5-3, ma ciò che più colpì di quella seconda gara fu il tentativo tedesco, nell’intervallo, di “comprare” la vittoria. Al termine del primo tempo, un ufficiale scese negli spogliatoi per convincere i prigionieri a non impegnarsi per far vincere la squadra avversaria. Una richiesta vana perché “Non avevamo armi, ma avevamo la possibilità di lottare e vincere almeno sul campo per la nostra bandiera, per la nostra Patria, per il popolo ucraino – racconta nelle sue memorie Goncharenko, uno dei pochi sopravvissuti di quell’incontro- I nazisti avrebbero dovuto constatare che non sarebbe stato facile sottometterci e calpestare la nostra dignità”.

Nel 1971, nello stadio Zenit di Kiev è stata posta una scultura di Ivan Horovyi, sulla quale si leggono incise le parole di Stepan Oliynyk:

Per la nostra bella esistenza,
Caddero in una lotta.
Per secoli la vostra gloria non svanirà,
Impavidi eroi-atleti.

The Match, quindi, è un film interessante che merita di essere visto per la storia che racconta, ma forse anche di più per quella che gli sta intorno, ricca di risvolti che meriterebbero approfondite riflessioni.

This entry was posted in Cronaca, Futura, Notizie and tagged , , , , , , , , . Bookmark the permalink. Comments are closed, but you can leave a trackback: Trackback URL.