Thyssen, rimandato il presidio dei parenti delle vittime

Questa mattina piazza Palazzo di Città è rimasta vuota. Alle 10, di fronte al Comune, era previsto un presidio dei parenti delle vittime del rogo della Thyssen, ma la manifestazione è stata rimandata in attesa della decisione della Cassazione sul trasferimento del processo.

“Attendiamo di capire cosa accadrà – spiega Antonio Boccuzzi, parlamentare PD e unico supertite dell’incendio che nel 2007 devastò lo stabilimento di Torino -  giovedì prossimo ci sarà la prima udienza del processo e le difese ribadiranno formalmente la richiesta di trasferimento. A quel punto passerà qualche mese prima che la Cassazione decida se accettare la richiesta o meno”.

Gli avvocati dell’azienda siderurgica tedesca denunciano un’eccessiva pressione del contesto torinese sui giudici e sulla loro imparzialità. Per non dar loro ulteriori appigli i parenti delle vittime hanno dunque preferito non manifestare, in attesa degli sviluppi processuali.

“Secondo gli avvocati della difesa ci sono dei profili netti di legittima suspicione – dice Boccuzzi – In funzione di questo abbiamo ritenuto di rimandare il presidio, onde evitare che possa essere considerato un alibi per le loro tesi”.

La notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, alcuni operai della linea 5 dello stabilimento di Torino vennero investiti da una fuoriuscita di olio bollente che prese fuoco. Furono in tutto sette le vittime del rogo, per il quale nei primi due gradi di giudizio sono stati condannati l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Herald Espenhahn (16 anni e mezzo per omicidio volontario) e i responsabili della fabbrica torinese (13 anni e mezzo per omicidio e incendio colposi).

 

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