Torino – Athletic Bilbao: una sfida tra due grandi tifoserie

Sarà il primo vero tutto esaurito all’Olimpico questa sera alle 19 per l’andata dei sedicesimi di Europa League tra Torino e Athletic Bilbao. Dopo 20 anni la squadra granata torna a giocare la fase finale: l’ultima partita si disputò nel 1994 con l’eliminazione ai quarti della Coppa delle Coppe per mano dell’Arsenal. Contro l’Atlhetic è molto importante la vittoria sul campo di casa perché al San Mames sarà una sfida dura. Quello di stasera sarà un Bilbao non in piena forma, Ander Iturraspe è l’assenza più pesante, ma anche il centravanti Aritz Aduriz non giocherà, almeno all’andata. Sono ottime notizie per la squadra di Ventura che viene da 9 partite senza sconfitta in campionato. Emiliano Gabrielli, presidente dei Leones Italianos, Club Torinese che sostiene l’Athletic è consapevole di perdere qualcosa a livello tecnico mancando molti titolari, “ma il futuro dell’Athletic sono i giovani per cui sappiamo che i quattro ragazzi convocati daranno il massimo nella sfida contro il Toro”. Ventura, invece, convoca la squadra che nell’ultimo periodo ha dato risultati positivi: escluso solo Bruno Perez, ma la difesa sotto la guida di Glik dà molte garanzie, e Maxi Lopez in attacco può fare la differenza contro i baschi. L’orgoglio dell’Athletic Bilbao sono, infatti, i suoi giocatori cresciuti in casa, motivo per cui nel torinese Gabrielli “è nata la passione” per la squadra spagnola. La sfida europea di stasera sarà quindi l’incontro tra due grandi Club con un passato e una storia importante, che viene ricordato con orgoglio dai loro tifosi. La curva maratona conterà 28.000 granata e i baschi hanno invaso Torino: dalle 14 in corso Vittorio al pub Six Nations si riuniscono per festeggiare e andare tutti insieme allo stadio. Il Toro e l’Athletic Bilbao hanno dalla loro parte delle tifoserie con un grande cuore e una grande passione che riempie gli stadi e accende le partite. “L’Athletic è una squadra che rispetta storia e tradizione, tanto che i dirigenti della Società sono andati a salutare i caduti di Superga. – racconta Emiliano Gabrielli – Un atto dovuto perché c’è il rispetto per quello che è il Toro, una squadra che a livello di storia non è inferiore a nessuno”.

 

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