Torino, città della Cultura, diventa un brand

Non solo arte, musica e cultura: tra il 2016 e il 2017 la Città Metropolitana di Torino mira a diventare un vero e proprio brand. Tantissimi gli eventi previsti a cavallo di questo periodo, molti delle assolute novità come il Congresso mondiale del Design, o la conferenza dell’Unesco dedicata al sapere e alla conoscenza. Realtà che contribuiranno a spingere la città verso nuovi traguardi. Ne è convinto il sindaco Piero Fassino, il quale a poco più di due mesi dalle elezioni comunali che decreteranno chi sarà il nuovo primo cittadino, ha presentato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il calendario di eventi culturali di quest’anno.

“C’è una programmazione che copre ogni disciplina – ha spiegato – e quello che abbiamo fatto è far diventare la cultura non solo qualcosa di aggiuntivo ma una identità. Prima della fine di quest’anno rafforzeremo la proiezione culturale in tutte le circoscrizioni, predisporremo un atelier per giovani artisti, faremo leva sulle biblioteche promuovere sempre più la lettura, in una città nella quiale si è appena conclusa la rassegna ‘Torino che legge’ e che sta per ospitare il ‘Salone del Libro’.”

Per l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe, sono tre gli obiettivi raggiunti: “Offrire il massimo ai cittadini, proporre nuove formule e promuovere la nascita di iniziative come il JazzFestival, o la rassegna di Musica Classica, senza contare tutte le attività legate all’arte contemporanea”. Enorme l’investimento in questo senso: la città nell’ultimo anno ha ospitato grandi nomi come Monet, Degas, Renoir. Addio, dunque, alla Torino monopolizzata dai giganti della Fiat e della Juventus, nonostante, come nota il sindaco, “il museo bianconero conti l’affluenza di 180mila persone ogni anno.” Sulla stessa linea di pensiero anche Dario De Stefanis, direttore di Getty Images Italia, una delle aziende partner della città: “La più spudorata, vogliosa di emergere, con un potenziale unico, una città risvegliata: così mi hanno descritto Torino quando ho domandato ad alcune personalità un commento su di lei. E non è una sviolinata.”

 

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