Torino-Lione non sarà Tav e “scompare” il notturno per Parigi

Fonte: Google immagini

Trenitalia e la società francese Veolia si sono accordate a Roma: entro la fine dell’anno da Torino si viaggerà per Lione, ma non sarà Tav. Non ancora, almeno. Tuttavia il treno potrà fare fermata in Val di Susa, nelle principali stazioni turistiche. “Stiamo definendo il business plan – ha spiegato l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti – e appena avremo chiaro il bacino di mercato decideremo come organizzare il servizio”.

Se il corridoio europeo 5 dovesse trovare ostacoli, la Liguria potrebbe essere la soluzione al problema: la proposta che ha già scatenato polemiche è arrivata dal presidente della regione Liguria Claudio Burlando. Ghiglia, parlamentare torinese del Pdl, ha risposto a Burlando che “Non c’é motivo né logica alcuna di cambiare rotta”. Inoltre, “La realizzazione della Torino-Lione per il Governo e per il Pdl, a Torino come a Roma – ha proseguito Ghiglia – resta la priorità assoluta per il rilancio del sistema Italia nello scenario internazionale”. Una voce è arrivata anche dall’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Barbara Bonino: “La Tav si farà in Piemonte. La vogliono la maggior parte dei cittadini, la vuole il Governo, la impone la logica, perché le aree idonee a servire le retroportualità sono solo quelle piemontesi”.

Intanto, però, Torino resta fuori dal rilancio del collegamento notturno da e per Parigi. Il treno partirà da Milano. L’amministratore delegato del gruppo Fs, Mauro Moretti, ha spiegato che i ritardi legati ai lavori di adeguamento del tunnel del Frejus sono la causa di questo isolamento. Ha poi aggiunto che “anche quando la galleria sarà agibile sui due binari e sicura (forse a giugno) il passaggio da Torino non sarà automatico ma legato alla disponibilità delle tracce e alla valutazione della sostenibilità del servizio”.

Le parole del manager francese Cyrille du Peloux, che ha dichiarato di voler “raggiungere il 20% del traffico attuale”, e le strategie di crescita della nuova società sembrano prefigurare uno scenario di progressiva sostituzione del servizio Tgv svolto da Artesia (per metà controllata da Trenitalia) che da ormai due anni viene esercitato a singhiozzo a causa dei ritardi legati all’omologazione dei sistemi di sicurezza.

La nuova società avrà una propria licenza e certificato di sicurezza con una struttura snella e flessibile. Il materiale rotabile sarà acquistato in leasing e i canali di vendita del prodotto saranno prevalentemente sui canali on-line.

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