Torino ricorda Emanuele Iurilli, studente ucciso dal terrorismo

Emanuele Iurilli

“Lei signor sindaco mi darà la forza perché io adesso possa continuare a vivere”. Questo è quello che disse la madre di Emanuele Iurilli abbracciando Diego Novelli, il sindaco di Torino durante la stagione del terrorismo. A 40 anni dall’agguato alla bottiglieria di via Millio, la ricorrenza del 9 marzo 1979 rievoca la morte del diciottenne Emanuele Iurilli, ucciso da una pallottola vagante durante lo scontro a fuoco tra terroristi e polizia. I ricordi sono dell’ex sindaco Novelli e di Francesco Gianfrotta, pm nel pool che si occupò dei processi al gruppo armato Prima Linea, esecutori dell’agguato. Entrambi testimoni diretti di quegli anni insanguinati, sono stati protagonisti della conferenza “Torino ricorda gli Anni di Piombo” organizzata dall’associazione Ocralab e ospitata dalla sede della terza circoscrizione, teatro dei fatti di quel 9 marzo. “Abito a 300 metri dal luogo dell’attentato – racconta il sindaco di allora -. Quando arrivai in via Millio, ma il corpo di Emanuele era stato già portato all’ospedale Martini. Lí la madre mi disse quella frase che non ho mai potuto dimenticare. Erano tempi difficili per amministrare Torino”

Partendo da quei fatti, Novelli e Gianfrotta hanno raccontato al pubblico di studenti dell’istituto tecnico Carlo Grassi, dove studiava Emanuele, il fenomeno che stava dietro le stragi italiane dal 1969 al 1980 e che hanno cambiato profondamente la storia del paese. “Il caso Iurilli – spiega l’ex magistrato – ha dimostrato che quella spirale di violenza aveva perso ogni collegamento con qualsiasi ideale politico le stesse alle spalle. Torino era una delle città più colpite, come altre teatro di un progetto di rivoluzione, ma Iurilli con questo non c’entrava nulla.”

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