Torino rivuole il Motovelodromo, simbolo di un ciclismo perduto

Mentre con l’hashtag #bastamortinstrada i torinesi rivendicano a gran voce rispetto per le biciclette, un monumento storico del ciclismo agonistico torna a nuova vita. Sportivi e semplici cittadini hanno deciso di fare propria la causa del Motovelodromo Fausto Coppi per restituire a questo impianto un ruolo di riferimento per gli sport su due ruote, dopo anni di abbandono che l’hanno ridotto a solo scheletro. Con la petizione promossa dal comitato “Salviamo il Motovelodromo” il quartiere la Madonna del Pilone ha voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di riqualificare una struttura importante per la vita del quartiere. Fino a settembre in gestione a un privato che lo utilizzava per ospitare mercatini, il Motovelodromo è stato adesso dato in affidamento all’associazione di volontari della protezione civile “Radio soccorso” che si occuperà della vigilanza e di piccoli interventi di manutenzione. Nell’incontro di ieri fra l’assessore Gianguido Passoni, il presidente della settima circoscrizione Emanuele Durante e i residenti, si sono registrati i primi piccoli passi verso la riapertura. Tagliata l’erba del campo da gioco interno alla pista, si è stabilita nelle prossime settimane la promozione di un bando di assegnazione temporanea rivolto alle associazioni del territorio per l’organizzazione di manifestazioni nella stagione estiva. Il primo evento è previsto già per febbraio con l’organizzazione di un “Open day”. In una seconda fase, nell’autunno 2016, verrà indetto il vero e proprio bando di riqualificazione attraverso un progetto organico di recupero con fondi europei e anche partecipazione private.

Ieri mattina, intanto, un centinaio di manifestanti su pedali, sull’onda emotiva dei tre ciclisti investiti in due giorni hanno riportato l’attenzione sulla difficoltà di utilizzare la bicicletta in città scampanellando sotto Palazzo civico il loro dissenso. Un cambio di rotta sulla mobilità in bicicletta è stato tracciato nell’incontro tra l’assessore alla viabilità Claudio Lubatti e i rappresentati di Fiab e del Bike Pride. Il “biciplan” prevede 2 milioni per progetti di ciclabilità, parte di 8 milioni di fondi europei sbloccati dal ministero dei Trasporti e destinati alla “mobilità sostenibile”: altri 500mila andranno al potenziamento e alla manutenzione del bike sharing, 1 milione per gli interventi di trasformazione di alcune strade in aree pedonali, 2,5 per i sistemi informatici legati alla mobilità e altri 2 per le zone a velocità limitata.

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