Tragedia Erasmus: “Avrei potuto esserci io su quel bus”

di Francesco Beccio e  Sara Iacomussi.

È come nel film Sliding Doors: prenderà o no la metropolitana? La vita è dettata dal caso. Allo stesso modo: trovarsi o no sul bus che ieri si è schiantato contro un’auto a Freginals, causando la morte di tredici ragazze?
Nino Calabrese, siciliano che studia al Politecnico di Torino e che sta facendo un Erasmus a Barcellona, se lo chiede da ieri notte. Era andato anche lui alla Fiesta de Las Fallas, a Valencia. Per tornare a casa aveva preso anche lui un autobus, per sua fortuna un’ora dopo quello della tragedia. “C’era una ventina di pullman – racconta – di diverse compagnie che avevano organizzato il viaggio”. Nino è rientrato tardi, dopo un weekend di divertimento, stanco e ignaro di quello che era successo. “Mi ha avvisato un amico che era venuto con me. La padrona di casa era andata a citofonargli per sapere se fosse vivo. Ho appreso così la notizia”.
Con la torinese Serena Saracino, l’ultima in ordine cronologico, tra le vittime ci sono anche Valentina Gallo, 22 anni di Firenze, Elena Maestrini, 21 di Gavorrano, in provincia di Grosseto, Francesca Bonello, 23, di Genova. E ancora: Elisa Valent, Lucrezia Borghi, Elisa Scarascia Mugnozza. E per quanto Nino non le conoscesse, è molto colpito: “Avrei potuto esserci io, avrei potuto esserci io su quel pullman, avrebbe potuto addormentarsi il mio autista. Era la stessa situazione, la stessa strada. È come se la morte mi avesse sfiorato”.
Sono questi i pensieri di Nino, che oggi alle 12 era tra le centinaia di persone riunite all’Università di Barcellona per ricordare con un minuto di silenzio i compagni scomparsi.

Oltre alle otto ragazze italiane, il ministro dell’Interno catalano Jordi Jané ha confermato la nazionalità delle altre giovani. si tratterebbe di due tedesche, una romena, una uzbeka, una francese e una austriaca. Sin dalle prime ore la Farnesina ha cercato un contatto con le autorità spagnole per provare a identificare i corpi delle studentesse italiane, mettendo a disposizione un numero da chiamare per chiunque fosse direttamente coinvolto. Tra le ragazze ferite, anche un’altra torinese: si tratta di Annalisa Riba, 22 anni a giugno.

Alle 12, anche l’Università di Torino ha osservato un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e domani, in segno di lutto, le attività didattiche del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco saranno sospese.

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