Uomini che odiano le donne. A Torino due strumenti per prevenire il disagio

Giampiero Prato e la moglie

Giampiero Prato e la moglie

L’omicidio di ieri compiuto da Giampiero Prato contro la moglie da cui si stava separando, Cristina Rolle, è solo l’ultimo di una serie di fatti di cronaca che registrano la violenza degli uomini contro le proprie compagne. I numeri sono alti. Dati del tribunale di Torino parlano di tre omicidi a settimana.

Da circa un anno la provincia di Torino ha attivato un nuovo strumento, che non aiuta le donne in difficoltà, ma affronta direttamente il disagio maschile. Allo 011 247 81 85 dalle 19 alle 20 di martedì e il giovedì dalle 12 alle 13, risponde uno psicologo o un counsellor dell’associazione Il cerchio degli uomini.

Roberto Poggi, counsellor, racconta: “Nel disagio maschile rientra tutto: problemi con la moglie, sul lavoro, di relazione sociale. Per ragioni culturali la violenza non è riconosciuta davvero come tale, gli uomini violenti non ammettono di essere tali”. Il servizio è attivo in via sperimentale, non c’è stata un’adeguata pubblicità e i numeri sono piccoli, ma emerge comunque una tendenza: “Delle persone che hanno chiamato un terzo avevano comportamenti violenti – continua Poggi – includendo soprusi fisici, psicologici, stalking, violenza economica (per esempio non dare abbastanza mezzi di sostentamento alla donna casalinga, ndr) anche se quest’ultima è difficile che emerga. Un altro terzo, violento, ha deciso di non continuare i colloqui”. Ai colloqui, individuali e di gruppo, segue poi l’invio ai servizi Asl e territoriali.

il centro di via Bruino

il centro di via Bruino

All’origine del problema ci può essere anche una condizione economica che peggiora. Consolata Galleani opera nel neonato Centro relazioni e famiglie del Comune di Torino, aperto da febbraio, in via Bruino, nell’ex Istituto Prinotti. “La situazione economica sta esasperando i problemi. Tantissime persone che arrivano da noi hanno perso il lavoro e non riescono a pagare il mutuo, ed è frustrante perché non possiamo fare nulla per loro”. Tanto invece, riescono a fare sulla prevenzione delle situazioni che possono diventare patologiche. “Tutti possono avere difficoltà nella relazioni, anche solo temporaneamente” chiarisce Galleani, che racconta di come il Centro sia nato per esigenze di coordinamento delle molteplici realtà che già esistono in città, ma che si conoscono poco. “Siamo tutti assistenti sociali, educatori professionali o educatrici e collaboriamo con le Asl, dove sono presenti psicologi e mediatori, con i consultori familiari, i centri d’ascolto, e le associazioni storiche della città” spiega Galleani.

Tutti i giorni feriali, tranne il martedì e anche in pausa pranzo e fino alle 19 si può usufruire di consulenze giuridiche, familiari, sessuologiche (unico centro pubblico a fornire questo servizio).  “Ci chiamano varie tipologie di persone – racconta l’educatrice –  C’è l’anziana che si sente sola, la signora che vive un rapporto conflittuale con la sorella a causa di uno stato depressivo, e poi c’è la coppia che vuole separarsi. Noi interveniamo prima che le cose degenerino”.

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