Varoufakis: rinviata la visita a Torino, Atene apre in rialzo (+0,5%)

Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis doveva essere questa mattina al Campus Luigi Einaudi, per essere nominato Professore Honoris Causa dell’International University College of Turin. Le motivazioni del conferimento della cattedra, fanno sapere dallo IUC, non riguardano il ruolo di Varoufakis come ministro, ma risalgono alle sue attività accademiche nel programma per il dottorato in economia dell’Università di Atene, che lui stesso ha istituito e diretto fino al 2008. Avrebbe dovuto anche tenere una Lectio Magistralis sul tema dei Beni Comuni come “volàno di una nuova partecipazione democratica che vada oltre l’Europa e i poteri forti”, nell’ambito della presentazione del Festival Internazionale dei Beni Comuni. Ma proprio i complicati rapporti tra la sua Grecia e l’Europa lo hanno costretto a rinviare la visita a Torino.

Il problema di fondo continua a rimanere la differente visione dell’economia che hanno Atene e Bruxelles. “I creditori della Grecia insistono perché il nostro governo applichi ancora misure di austerità quest’anno e oltre – ha dichiarato Varoufakis – un approccio che impedirebbe la ripresa, soffocherebbe la crescita, aggraverebbe il ciclo debito-deflazione e finirebbe per erodere la disponibilità e la capacità dei greci di realizzare il programma di riforme di cui il nostro Paese ha così disperatamente bisogno”. Proprio su questo tema Varoufakis ha voluto però smorzare i toni, dicendosi disposto “ad applicare tutte le riforme economiche sottolineate dai ‘think tank’ economici europei”. Uno spiraglio che ha favorito l’apertura positiva della borsa di Atene questa mattina (+0,5%), dopo che ieri era stata maglia nera dei mercati europei, chiudendo a -3,11%.

Il boom di Podemos alle elezioni amministrative spagnole e la vittoria dell’euroscettico Andrzej Duda in Polonia potrebbero portare a Syriza nuovi alleati nella sfida alle istituzioni europee. Lo stesso Matteo Renzi ha parlato di “venti che dicono all’Europa di cambiare”, sottolineando il forte impatto di queste ultime consultazioni. Tuttavia la situazione economica greca resta ancora delicatissima.

L’altro ieri il ministro degli Interni Nikos Voutsis aveva annunciato che la Grecia non aveva i soldi per ripagare i debiti nei confronti del Fondo Monetario Internazionale (1,6 miliardi di euro). Ora cresce l’attesa per il G7 di Dresda, dove si valuterà la convocazione di un Eurogruppo d’emergenza per tentare di sbloccare i 7,2 miliardi di euro di prestiti necessari al governo ellenico per evitare l’insolvenza e allontanare l’ipotesi di default.

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