Alla Venaria gli studenti “curano” le opere contemporanee

Curare l’opera di un artista che si trova in una situazione di degrado è il sogno di chiunque intraprenda il corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Un gruppo di studenti potranno trasformare questa fantasia in realtà grazie alla collaborazione tra il Centro Restauro di Venaria, l’Università di Torino e Intesa SanPaolo, che insieme hanno dato il via a una serie di attività legate all’arte contemporanea.

Federica Puricelli, 23 anni di Varese, è la studentessa a cui è stata affidata la “rinascita” di Viola in libertà, il quadro di Aldo Mondino che diventerà oggetto della sua tesi magistrale. “Sono molto contenta – commenta – è una sfida per una restauratrice, perché si trova in una condizione di degrado avanzato e per me sarà l’occasione di mettermi alla prova”.

Puricelli spiega le differenze tra “portare in sala operatoria” un quadro-paziente del Seicento e uno dell’arte contemporanea: “Il restauro dell’antico è ormai diventata una prassi: per quanto si debba tener conto delle differenze di stile e di materiali, i passi da compiere non sono mai troppo diversi. Con un’opera del Novecento è un altro discorso: tutto è una sfida e una scoperta, perché è importante studiare la poetica artistica dell’autore e capire quali fossero le reali intenzioni. Sono una pioniera”.

Quali sono quindi le procedure che Puricelli attuerà su Viola in libertà? “Prima di tutto una ricerca bibliografica: devo fare un attento studio storico-artistico, ma anche tecnico-scientifico per i nuovi materiali utilizzati dall’artista. Seguono il piano diagnostico e un primo progetto di intervento che va approvato”.

E se la restauratrice potesse scegliere su quale quadro mettere le mani? “Amo tantissimo le opere su tela. È normale che chiunque intraprenda questo percorso voglia restaurare grandi artisti, è, però, anche bello operare su quelli minori che presentano un degrado particolare: è più importante l’operazione che devo compiere che il quadro in sè”.

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